IL Piano Regionale Lombardo di Sviluppo (PRS) presentato dalla giunta e dalla maggioranza di centro - destra

PER FORMIGONI GLI INTERESSI DEL CAPITALE SONO PIU' IMPORTANTI DI QUELLI DEGLI UTENTI E DEI LAVORATORI DEL SETTORE DEI TRASPORTI

Il documento presentato dalla Giunta e dalla maggioranza che la sostiene è articolato in diversi interventi nel campo dei trasporti e della mobilità. Gli obiettivi gestionali posti nel PRS nel campo delle infrastrutture e mobilità sono:

1. Riorganizzazione complessiva del sistema della mobilità in Lombardia attraverso: - la definizione e attuazione del nuovo Piano della Mobilità e dei Trasporti, - l'innalzamento dei livelli di sicurezza nella mobilità di persone e di merci
2. Riforma del Trasporto Pubblico Regionale attraverso: -la realizzazione del Servizio Ferroviario Regionale e introduzione del nuovo sistema di gestione del trasporto ferroviario basato sulla separazione tra reti e servizi - la promozione di interventi e strumenti per il governo della mobilità nelle aree metropolitane regionali - il completamento della riforma del Trasporto Pubblico Locale - la realizzazione dell'integrazione modale e tariffaria del Trasporto Pubblico Regionale - interventi di carattere organizzativo e finanziario per il sostegno della mobilità ai fini turistici
3. Riqualificazione e potenziamento delle infrastrutture di trasporto in Lombardia attraverso: - il completamento e lo sviluppo del sistema autostradale e della grande viabilità - la riqualificazione della rete viaria locale e sui nodi critici della viabilità regionale - la promozione del concorso finanziario privato nella realizzazione delle nuove infrastrutture - l'attivazione e l'attuazione degli interventi di accessibilità ferroviaria e stradale individuati nell'Accordo di Programma Quadro Malpensa 2000 - l'integrazione del sistema infrastrutturale ferroviario lombardo nelle reti europee - la programmazione di nuovi interventi strutturali e/o tecnologici sulle infrastrutture ferroviarie esistenti per l'attuazione del Servizio Ferroviario Regionale - lo sviluppo e l'implementazione del modello organizzativo per la gestione della rete viaria regionale
4. Sviluppo ed integrazione del Sistema aeroportuale lombardo attraverso: - la creazione e lo sviluppo del sistema aeroportuale regionale - lo sviluppo degli aeroporti minori e dei servizi elicotteristici
5. Potenziamento dei poli logistici, dei centri intermodali e del sistema idroviario attraverso: - interventi di completamento, sviluppo e riorganizzazione dei flussi logistici e delle relative infrastrutture - sviluppo del sistema idroviario padano-veneto e delle idrovie collegate
 
UN PROGRAMMA LIBERISTA CON MILLE CONTRADDIZIONI E CON MILLE OPPORTUNITÀ PER I PROFITTI DEI PRIVATI.
Basta una semplice lettura dell'indice degli interventi previsti con questo PRS per capire la portata di un conflitto che non riguarda il solo settore, quello dei trasporti, ma che investe la politica nel suo complesso:
Quale autonomia della politica dall'economia nel compiere scelte?
Quale interessi deve tutelare la politica, quelli minoritari della nova figura del propositore/costruttore/gestore delle infrastrutture di trasporto o quella maggioritaria dei cittadini che chiedono maggiori e migliori trasporti?
Quale valutazione assegna la politica ai trasporti: sono essi un servizio o una merce?
La risposta a queste domande determina l'impostazione del programma strategico e Formigoni ha dato chiaramente la sua risposta. Con la distorsione liberista del principio di "sussidiarietà", il privato non solo allunga le mani sui trasporti laddove il pubblico non arriva, ma addirittura sostituisce quest'ultimo anche all'atto della programmazione. Non è un caso che Regione Lombardia e lo stesso Governo Nazionale arrivano ad inserire nella "loro" programmazione infrastrutture proposte e sponsorizzate, costruite e gestite dagli operatori economici. Non è più indispensabile chiedersi a cosa e a chi serve un opera, l'importante e realizzare, creare il terreno ad un ingresso a pieno titolo del privato, anche grazie al nuovo strumento del project financing. Ne scaturisce un'impostazione di PRS estremamente contraddittorio. Troviamo tutto ed il contrario di tutto. Ad es. si fanno investimenti su ferro e si costruiscono nuove autostrade che fanno concorrenza alle stesse linee ferroviarie su cui si interviene.
E' un piano che non definisce priorità e che, soprattutto, non agisce sull'offerta per governare la domanda. Ci pare più una lista della spesa ad uso e consumo dei privati: nuove opere autostradali, la grande Malpensa, l'alta velocità-alta capacità, la privatizzazione delle aziende pubbliche di trasporto, ecc.
 
In merito ai contenuti del PRS:
1. Mancano gli obiettivi (credibili e raggiungibili) di riequilibrio modale del sistema dei trasporti lombardo con trasferimento di quote significative di traffico dalla strada alla ferrovia, dal trasporto privato a quello collettivo. In una regione in cui si manifesta un altissimo squilibrio modale dei trasporti e con un forte aumento della mobilità e degli spostamenti dei cittadini, la costruzione di nuove autostrade, dell'alta velocità-alta capacità non solo annulla gli effetti delle poche riqualificazioni delle linee del ferro previste nel PRS ma non farà altro che accentuare lo squilibrio: CHI SEMINA STRADE RACCOGLIE TRAFFICO. Un investimento di risorse ingente che non porterà benefici alla collettività. Il potenziamento e la riqualificazione delle infrastrutture di trasporto su ferro dovevano essere accompagnate non dall'aumento ma dalla riqualificazione e dalla creazione di una chiara gerarchia della viabilità regionale. E con essi il miglioramento quantitativo e qualitativo del servizio di trasporto pubblico e dell'accessibilità col mezzo collettivo nelle aree urbane.
2. C'è uno stretto legame tra congestione ed incidentalità e squilibrio modale del sistema dei trasporti. Il problema della congestione da traffico e dell'incidentalità non si risolvono, se non parzialmente e momentaneamente, con l'aggiunta di nuove strade o autostrade ma con la ricetta più semplice, anche se più complessa da realizzare: togliere traffico dalle strade, in poche parole, riequilibrare il nostro sistema (vedi punto precedente)
3. Non esiste una risposta al trasporto delle merci. Anche questo programma non definisce una chiara strategia in merito al trasporto delle merci. Non è sufficiente fare delle enunciazioni, occorre tracciare un piano che con efficacia risolva prioritariamente come si muovono le merci in Lombardia. Non si toglie dalle strade e dalle autostrade lombarde (A4 soprattutto) il traffico di attraversamento con destinazione diversa dalla nostra regione se non si pone seriamente il problema di quali linee dedicare ed attrezzare per le merci. A tal proposito, abbiamo da sempre sostenuto la necessità di riqualificare la linea Mediopadana che collega VR con AL, passando per diversi centri lombardi (CR, MN, PV) ed evitando il nodo di Milano fin troppo congestionato. Non abbiamo mai sentito la Regione schierarsi su questa posizione, anzi, la stessa si è sé sempre pronunciata e ha fortemente caldeggiato la costruzione della linea AC-AV To-Mi-Vr la cui inutilità per risolvere questo problema è fin troppo evidente. M ma ben altri sono gli interessi per chi ha a cuore questo progetto. Definire su quali linee viaggiano le merci porta di conseguenza a definire in modo meno problematico e conflittuale con gli enti locali dove realizzare i centri logistici
4. Per il Servizio Ferroviario Regionale occorre passare dalle parole ai fatti evitando soluzioni pasticciate. Due sono le problematiche aperte: l'integrazione fra infrastrutture, servizi, tariffe e contratti di lavoro dei diversi attori) e gli effetti della separazione della gestione di infrastrutture e servizi ferroviari. Nel primo caso oltre alle insufficienti azioni fin qui svolte è del tutto trascurato la questione lavoro. La diversità dei contratti di riferimento tra lavoratori dell va risolta con coraggio. L'intervento politico deve essere teso a garantire il miglioramento di condizioni di lavoro, orario e sicurezza, nonché livello salariale. Per ciò che riguarda il secondo problema, si aprono due questioni: la creazione della società di gestione delle infrastrutture lombarde (che tipo di società?) e gli effetti della liberalizzazione dell'accesso alle reti, con il possibile ingresso di società diverse dalle Fs e Fnm, straniere ed anche private. Quali livello per i servizi, quali condizioni lavorative e quali tutele per chi attualmente gestisce un servizio. Una cosa è certa: ora la Regione non può più nascondersi come ha sempre fatto dietro l'inefficienza delle FS o le scelte dello Stato. E' il tempo delle scelte.
5. Il Completamento della riforma sul Trasporto Pubblico locale con la privatizzazione delle Aziende Pubbliche di Trasporto e il nuovo regime di gare per l'aggiudicazione dei servizi. La legge regionale 22/98 ha messo in moto la svendita e la privatizzazione delle aziende pubbliche, l'esternalizzazione dei servizi, l'attacco al costo del lavoro come fattore di competitività (gli altri costi risultano essere poco e meno comprimibili) nell'aggiudicazione dei servizi. Si rischia di aprire un grosso conflitto sociale in cui a rimetterci saranno, come al solito, lavoratori ed utenti del trasporto pubblico locale. Tagli di linee, ulteriore peggioramento dei servizi e delle condizioni di lavoro, una miscela altamente esplosiva. Ci spaventa la superficialità con cui vengono affrontati questi problemi, ancor di più ci preoccupa il completo affidamento di Formigoni alla capacità del libero mercato di portare i servizi ad un livello accettabile. Come si concilia interesse sociale e profitto in questo settore? Forse garantendo comunque la copertura pubblica ai deficit usuali nei trasporti, solo che in questo caso a beneficiarne non sono le aziende pubbliche ma i privati, gli stessi che comunque ottengono margini di profitto comprimendo i costi del lavoro o gestendo esclusivamente i servizi o parte di essi con la maggiore copertura economica (entrate dall'utenza).
6. Affidamento i treni ad alta velocità-alta capacità e disimpegno per la rete storica.
7. Lo sviluppo del sistema aeroportuale lombardo incentrato tutto sulla grande Malpensa (il cui ruolo e dimensionamento è il più grande tormentone - hub dai 24 ai 40 milioni di passeggeri e 1 milione di tonn./anno di merci - , anche alla luce dell'annuncio di SEA sulla realizzazione della terza pista) e sull'ampliamento degli altri aeroporti lombardi (Linate, Orio al Serio e Montichiari). Non si ragiona in termini di sistema aeroportuale lombardo inserito in un contesto ben più ampio, almeno quello del Nord Italia. Si potrebbe invece determinare per ogni scalo un ruolo prevalente e un dimensionamento non lasciati alla definizione che conseguente dagli esiti della competizione tra le compagnie aeree. Ne gioverebbe l'intero sistema, ne gioverebbero le popolazioni locali.
8. L'insostenibilità sociale ed ambientale del programma regionale di sviluppo e dei progetti infrastrutturali della Regione Lombardia. Un programma che non pone priorità e non definisce obiettivi chiari di riequilibrio modale del sistema non può fare altro che reiterare una vecchia impostazione che ha contribuito a fare pesare sull'intero Paese costi sociali calcolati per oltre 200.000 miliardi di lire (incidenti, inquinamenti acustico e atmosferico, malattie, ecc.), ad aggiungere traffico veicolare nelle aree urbane, a rendere sempre più inefficaci gli attuali mezzi di trasporto pubblico. L'altissimo impatto ambientale delle infrastrutture previste rimane un grosso punto interrogativo, ma ciò sembra non influire sulle scelte regionali. A quando una seria valutazione del rapporto costi/benefici come elemento pregiudiziale per prendere in considerazione i progetti infrastrutturali? Forse cambierebbe qualcosa!
LE OPPORTUNITÀ DA NON PERDERE

Premettendo che quando si parla di trasporti si affrontano questioni di interesse intersettoriale, quali l'ambiente, il lavoro, la salute, la qualità della vita e che quando si parla di diritto alla mobilità significa affrontare un pezzo di stato sociale e di reddito delle famiglie e dei cittadini lombardi, quella che si apre è una stagione tanto impegnativa quanto interessante per il partito in questo settore.
La nostra consapevolezza e la nostra azione non sono ancora adeguate rispetto alle opportunità politiche contenute nelle numerose situazioni di conflitto presenti in questo settore: non riusciamo ancora a colmare il divario che esiste tra le domande e i bisogni dei cittadini, degli utenti e dei lavoratori del settore e la risposta politica. Abbiamo registrato e continuiamo a conoscere la nascita di comitati locali contro la costruzione di nuove autostrade e di linee dell'Alta Velocità, contro il traffico e l'inquinamento, contro l'ampliamento di Malpensa, gli scioperi dei lavoratori per rivendicare migliori condizioni di lavoro e salario ma anche per difendere il trasporto pubblico e per combattere i processi di esternalizzazione dei servizi e di privatizzazione delle aziende pubbliche, i comitati e le associazioni degli utenti dei trasporti pubblici.
Occorre sviluppare una capacità critica ma allo stesso tempo propositiva, anche per il nuovo ruolo che le Regioni hanno assunto nel settore.
Il nostro impegno deve essere finalizzato a dare una risposta politica alle istanze di chi è portatore del conflitto.
La percezione del cittadino dei problemi e degli alti costi sociali di questo sistema evidenzia la necessità di costruire un progetto alternativo, un progetto di sistema dei trasporti che faccia i conti con i bisogni degli utenti e dei lavoratori. La nostra deve essere una risposta unificante, che superi la contraddizione tra diritto ai trasporti e diritto al lavoro e diritto di sciopero.
Per fare ciò e per trasformare il progetto in azione, serve che le problematiche dei trasporti diventino patrimonio dell'intero partito, che le federazioni si diano obiettivi e un'organizzazione adeguata.
GLI APPUNTAMENTI
In questa legislatura regionale verranno affrontate importanti questioni riguardanti il settore dei Trasporti :
Dopo aver approvato nel marzo scorso le linee di indirizzo per il Piano regionale dei Trasporti (PRT) la Giunta si appresta a definire e a sottoporre al Consiglio il Piano Regionale dei Trasporti.
Il PRT seguirà a breve distanza il Nuovo Piano Generale dei Trasporti e della Logistica presentato a luglio dal Ministero ai Trasporti e definito in collaborazione con quelli ai LL.PP. e all'Ambiente, che individua linee di indirizzo per la formazione dei piani regionali e che contiene tra le priorità le nuove autostrade Milano-Brescia e Pedegronda .
Il Piano Regionale dei Trasporti, come indicato nelle linee di indirizzo della Giunta, costituirà lo strumento cardine per la liberalizzazione e la privatizzazione dei trasporti (ferrovie e trasporto pubblico locale) e la costruzione e ampliamenti delle infrastrutture tanto invocate da Confindustria per la "competitività" dell'impresa italiana sui mercati internazionali. In questa fase è richiesto il massimo impegno al partito per disegnare un sistema ed un Piano alternativi.
 
Entro l'anno dovrebbe compiersi il pieno ed effettivo trasferimento delle ferrovie di interesse regionale e locale dallo Stato alla Regione, alla luce del D.L 422/97 e della L.R. 22/98. E' questo un passaggio molto delicato per gli utenti ed i lavoratori dei trasporti. A fronte dei cronici problemi e disservizi, il rischio di tagli alle linee e peggioramento di servizi o condizioni di lavoro è più che mai reale. Inoltre, in attuazione della legge regionale n 22/98 di "Riforma del Trasporto Pubblico Locale in Lombardia", si avvia la stagione di privatizzazione delle Aziende Pubbliche di Trasporto Locale e di esternalizzazione dei servizi. Contestualmente, si apre anche quella del conflitto sociale. Come esempio può essere riportato il conflitto tra Azienda e lavoratori che è in corso nell'ATM di Milano.
Questo fronte apre anche una importante questione, quella del diritto di sciopero e della necessità di unificare gli interessi dei lavoratori con quelli degli utenti per potere riconquistare un diritto, quello alla mobilità attraverso la promozione, da parte del Partito, di battaglie politiche volte al miglioramento dei servizi, al loro mantenimento in mano pubblica. Solo sviluppando quantitativamente e qualitativamente il servizio si riescono a conciliare i due interessi.
 
Il tema della congestione del traffico e dell'inquinamento nelle aree urbane ha fatto ormai breccia nell'opinione pubblica. Esso viene ormai percepito dai cittadini come uno dei maggiori problemi da affrontare con urgenza. Mai come ora può essere efficace un'azione che sappia coniugare la denuncia sullo stato delle nostre città e sull'alto costo di questo sistema dei trasporti estremamente squilibrato in favore del trasporto su gomma con una politica dei trasporti alternativa basata sul rilancio e potenziamento delle ferrovie e del trasporto pubblico locale.
 
Col benestare del Ministro ai LL.PP. Nerio Nesi (a cui si è unito, purtroppo quello della CGIL per bocca di Cerfeda in un recente convegno) , Formigoni avrà man bassa ad inserire nel PRT e a realizzare le nuove autostrade lombarde: la nuova direttissima Milano-Brescia e la Pedegronda.
A queste si aggiungeranno la Bs-Lumezzane ed il Ti-Bre.
Per ciò che riguarda la Pedegronda, a novembre il gruppo tecnico incaricato renderà nota l'ipotesi di corridoio e di tracciato su cui avviare la verifica presso la Regione e gli enti locali interessati. Le forzature del neo assessore Corsaro e l'inclusione della Pedegronda nel Piano Generale dei Trasporti costituiscono però elementi che pongono una pesante ipoteca sulla soluzione finale. Sarà inevitabilmente quella voluta da Formigoni: l'autostrada. Verrà così vanificato il lavoro di oltre 60 amministrazioni locali e un percorso di pianificazione costruito dal basso, teso a definire un insieme di soluzioni (stradali e ferroviarie) utili al territorio, alternative all'opera formigoniana.
Per le altre opere è in corso la progettazione da parte dei proponenti ed il reperimento di risorse.
Nell'indifferenza totale l'aeroporto di Malpensa ha superato i 17 milioni di passeggeri/anno e, a detta degli amministratori di SEA l'obiettivo è quello di portare la sua capacità a 24 milioni prima e a 30 milioni in seguito.
Un silenzio totale è calato sulla Valutazione d'Impatto Ambientale.
Nel frattempo si è avviata la deportazione degli abitanti residenti attorno all'aeroporto.
Il Piano d'Area approvato dal Consiglio Regionale è di fatto inefficace e superato.
A breve scadenza sarà affrontata la privatizzazione di SEA, una società pubblica che produce utili consistenti per i propri soci, i cittadini. A dirigere quest'operazione e in una situazione di pieno conflitto di interessi è il suo Presidente, Giorgio Fossa.
Intanto, le esternalizzazioni di alcuni servizi stanno aprendo la strada alla privatizzazione.
Un'altra questione riguardante SEA e tutte le società e le cooperative di lavoro che operano su Malpensa è il rispetto della sicurezza e dalla salute sul luogo di lavoro, oggetto di verifica di una delegazione del PRC che ha eseguito nel mese di luglio una visita all'aerostazione.
Il PRC ha investito molto su questa vicenda, a livello nazionale, regionale e locale. E' depositata una nostra proposta di legge per istituire una commissione d'inchiesta su tutta l'operazione Malpensa 2000.
Un obiettivo difficile ma raggiungibile potrebbe essere quello di costruire un circolo aziendale in Malpensa. Occorre verificarne la fattibilità ed i percorsi.
A luglio si è chiusa senza il raggiungimento della necessaria unanimità conferenza dei servizi sull'Alta Velocità - Alta Capacità sulla linea Torino - Milano. Ora sta al Governo decidere se assumersi la responsabilità di esercitare i poteri sostitutivi, chiudendo di fatto l'intera vicenda. Intanto è ormai evidente la volontà dello stesso Governo di non discutere il disegno di legge dallo stesso presentato per la rescissione dei contratti sulla To-Mi-Ve. In commissione ha preannunciato una "terza via".
La vicenda è tutt'altro che chiusa, va rilanciata la nostra azione politica: è in preparazione una nostra proposta di legge e, contemporaneamente occorre dare un appoggio ai nostri amministratori locali e ai comitati.
Registriamo un forte ritardo e un'inadeguatezza delle azioni prodotte dalla Regione nell'affrontare la questione del trasporto merci e della logistica. Sulle strade lombarde nel 1997 viaggiavano 377 milioni di tonnellate di merci di cui ben 192 milioni di tonnellate riguardavano le merci su strada il cui traffico riguardava le aree tutte interne alla regione. 185 milioni erano invece le merci scambiate con le altre regioni italiane e (77%) e l'estero. Tir, camion e camioncini che viaggiano sulle autostrade e sulle strade lombarde. Padroni, padroncini, sfruttatori, sfruttati ed autosfruttati, il nuovo e complesso mondo figlio della modernità. Migliaia e migliaia di magazzini viaggianti. Occorre indagare, approfondire e dare delle risposte alle migliaia di lavoratori di questo nuovo mondo.
Il tema del superamento della situazione che vede la presenza di una proliferazione di sigle sindacali di quale sindacato nei trasporti deve essere ben presente nel dibattito del partito. E' una discussione che abbiamo da poco avviato e che abbiamo interrotto per le vicende elettorali. Avevamo auspicato un percorso di aggregazione delle lavoratrici e dei lavoratori del settore e, contemporaneamente, di dare vita e rafforzare la sinistra sindacale all'interno della CGIL. Dobbiamo al più presto riprendere il confronto per arrivare a delle conclusioni, a delle scelte. Si ribadisce la bontà di un iter, quello che ha visto uniti nella discussione i dipartimenti Lavoro e Trasporti e che ha dato vita al coordinamento delle lavoratrici e dei lavoratori del settore.
 
Daniele Cassanmagnago
Responsabile regionale Trasporti PRC
Milano 13 settembre 2000