Dichiarazione di Gianni Confalonieri, Capogruppo regionale di Rifondazione Comunista
“Non siamo per nulla sorpresi di quello che è successo oggi in consiglio regionale in merito all’aumento delle tariffe ferroviarie regionali.
Era, infatti, assolutamente prevedibile sia la protesta dei cittadini pendolari, che oggi hanno consegnato circa 15 mila firme contro tali aumenti, sia l’esito della discussione in aula, che ha visto la maggioranza di Polo e Lega votare contro la mozione presentata da Rifondazione Comunista e dal Centrosinistra, che chiedeva la sospensione di tali aumenti.
Già durante la discussione sulla Legge sul Trasporto Pubblico Locale, infatti, avevamo contrastato sia le scelte strategiche della Regione nel settore, sia l’aumento delle tariffe che colpiva in modo particolare i pendolari. Sostenevamo, infatti, e continuiamo a pensarlo, che non si può imporre un così consistente incremento tariffario, che arriva fino al 30%, senza prevedere, però, un contestuale miglioramento del servizio.
Con il voto di oggi la Regione si assume tutte le responsabilità della sua scelta: non essendo in grado di imporre ai vettori gestori (Trenitalia e Ferrovie Nord) il miglioramento del servizio fa pagare ai cittadini il disservizio.
Questi aumenti sono intollerabili. Anzi siamo convinti che una volta che il trasporto locale sarà definitivamente privatizzato varrà solo la regola del profitto; ciò significa che, per esempio, le aziende cercheranno di risparmiare ulteriormente sulla sicurezza, sulle pulizie, sulle manutenzioni e, soprattutto, sul costo del lavoro. In una parola si avrà una ulteriore peggioramento della qualità del servizio e delle condizioni di lavoro”.