IL CENTRODESTRA IN CONSIGLIO REGIONALE APPROVA LA LEGGE PER LA COSTRUZIONE DELLE AUTOSTRADE LOMBARDE
UN SUCCESSO PER I GRANDI COSTRUTTORI, UNA SCONFITTA PER I CITTADINI E PER I LORO POLMONI

"Con la legge approvata oggi dal centrodestra lombardo di "programmazione e sviluppo della rete viaria di interesse regionale" la Regione Lombardia ha perso una buona occasione per attuare un necessario trasferimento delle competenze e delle risorse per la manutenzione e la sicurezza della rete stradale lombarda, 2.400 km di strade ex-statali ereditate dallo Stato con le Bassanini". Così dichiara Gianni Confalonieri, capogruppo regionale di Rifondazione Comunista

Tale legge, infatti, ha rimandato la classificazione ed il trasferimento delle strade a un momento successivo, senza definire nemmeno quante e quali risorse serviranno per il passaggio di consegna della viabilità ex-statale. Il trasferimento delle risorse era un punto fondamentale, senza questo, infatti, si prospetta un futuro completamente incerto per le casse delle Province.

L'unica cosa che questa legge definisce è l'istituzione di una nuova tipologia di strade, le "autostrade regionali".

Dal punto di vista trasportistico questa nuova definizione è un assurdo, non possono, infatti, esistere "autostrade regionali". Le autostrade sono interregionali, nazionali, trasnazionali, questa è la ragione che rende evidente la necessità di una loro programmazione nazionale. "Formigoni - continua Confalonieri - si è, quindi, inventato tale definizione per potere avere il potere e la facoltà di assegnare alla regione le concessioni autostradali attualmente in capo al ministero".

"Questa - conclude Confalonieri - è l'unica ricetta di Formigoni per combattere i problemi del traffico, dell'inquinamento: coinvolgere i privati per costruire le nuove autostrade lombarde da migliaia di miliardi e portare su di esse il maggior numero di macchine e tir per ripagare gli investimenti attraverso il pagamento dei pedaggi. Le scelte della regione non saranno più fatte in relazione al bisogno del territorio, ma in funzione degli interessi di chi finanzierà e costruirà l'opera. E intanto le ferrovie e il trasporto pubblico stanno….a guardare".

PRC - Lombardia
Milano, 3 aprile 2001