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	<title>Commenti per Partito della Rifondazione Comunista</title>
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	<description>Federazione Provinciale di Monza e Brianza</description>
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		<title>Commenti su Petizione per salvare le aree verdi di Monza di Petizione per salvare le aree verdi di Monza &#171; Partito della Rifondazione Comunista</title>
		<link>http://www.brianzapopolare.it/wordpress/?page_id=207&#038;cpage=1#comment-23</link>
		<dc:creator>Petizione per salvare le aree verdi di Monza &#171; Partito della Rifondazione Comunista</dc:creator>
		<pubDate>Sun, 13 Dec 2009 15:30:35 +0000</pubDate>
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		<description>[...] Petizione per salvare le aree verdi di Monza  Partito della Rifondazione ComunistaFederazione Provinciale di Monza e BrianzaCommentiArticoli [...]</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>[...] Petizione per salvare le aree verdi di Monza  Partito della Rifondazione ComunistaFederazione Provinciale di Monza e BrianzaCommentiArticoli [...]</p>
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		<title>Commenti su Ma noi ci saremo &#8230; di admin</title>
		<link>http://www.brianzapopolare.it/wordpress/?p=38&#038;cpage=1#comment-22</link>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 17 Jun 2009 07:15:59 +0000</pubDate>
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		<description>Il tuo intervento iniziale ha innestato un dibattito interessante e fecondo.

Spero che il tuo silenzio sia breve.

La tua citazione riassume il dibattito.

Andare tra la gente, cogliere i loro bisogni per portarli nelle istituzioni solo così si può iniziare a sperare in mondo altro.

Ciao.

Francesco.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Il tuo intervento iniziale ha innestato un dibattito interessante e fecondo.</p>
<p>Spero che il tuo silenzio sia breve.</p>
<p>La tua citazione riassume il dibattito.</p>
<p>Andare tra la gente, cogliere i loro bisogni per portarli nelle istituzioni solo così si può iniziare a sperare in mondo altro.</p>
<p>Ciao.</p>
<p>Francesco.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Commenti su Ma noi ci saremo &#8230; di admin</title>
		<link>http://www.brianzapopolare.it/wordpress/?p=38&#038;cpage=1#comment-20</link>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 15 Jun 2009 15:31:49 +0000</pubDate>
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		<description>Mi congratulo con l&#039;intervento di Giuseppe da cui traspare una profonda analisi e maturità.
Un ultima considerazione ma poi vi prometto che tacerò per un po&#039;.
Leggete un po&#039; questa frase:
...
Ecco dunque, secondo Ambrosini (sociologo Università Statale Milano, ndr) le piste sulle quali l&#039;AC (Azione Cattolica, ndr) potrebbe lavorare per il futuro:&lt;strong&gt;&quot;Stare nel territorio, proprorre esperienze significative e superare l&#039;intellettualismo, accogliere le domande di vita delle persone, farsi &quot;movimento&quot;, nel senso di andare incontro alla gente, nei luoghi reali di vita, con forme leggere ma capaci di ricondurre all&#039;istituzione e infine puntare sullo spessore spirituale&quot;&lt;/strong&gt;.
...
(P. Rappellino; In Dialogo unitario, mensile dell&#039;Azione Cattolica Ambrosiana; 5/2009).
 
Non vi ho svelato nessun segreto perché è tutto pubblicato sul mensile dell&#039;AC.
Le parti in grassetto di quella frase potrebbero essere inserite in un programma elettorale di sinistra.  Volevo solo mostrarvi che ci sono dei punti di contatto impressionanti tra un&#039;AC ambrosiana e un partito di sinistra come il vostro e che le potenzialità  di allargamento del vostro partito sono alte, a parte il riferimento allo spessore spirituale, che forse a qualcuno di voi non interessa ma che poi sono certo essere tale spessore in tutti voi molto più robusto che in certi bigotti, puntualissimi in chiesa tutte le domeniche a difendere gli ultimi (a parole), sazi dell&#039;appartenenza ma senza una fede vera.
 
Giuseppe Poliani</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Mi congratulo con l&#8217;intervento di Giuseppe da cui traspare una profonda analisi e maturità.<br />
Un ultima considerazione ma poi vi prometto che tacerò per un po&#8217;.<br />
Leggete un po&#8217; questa frase:<br />
&#8230;<br />
Ecco dunque, secondo Ambrosini (sociologo Università Statale Milano, ndr) le piste sulle quali l&#8217;AC (Azione Cattolica, ndr) potrebbe lavorare per il futuro:<strong>&#8220;Stare nel territorio, proprorre esperienze significative e superare l&#8217;intellettualismo, accogliere le domande di vita delle persone, farsi &#8220;movimento&#8221;, nel senso di andare incontro alla gente, nei luoghi reali di vita, con forme leggere ma capaci di ricondurre all&#8217;istituzione e infine puntare sullo spessore spirituale&#8221;</strong>.<br />
&#8230;<br />
(P. Rappellino; In Dialogo unitario, mensile dell&#8217;Azione Cattolica Ambrosiana; 5/2009).</p>
<p>Non vi ho svelato nessun segreto perché è tutto pubblicato sul mensile dell&#8217;AC.<br />
Le parti in grassetto di quella frase potrebbero essere inserite in un programma elettorale di sinistra.  Volevo solo mostrarvi che ci sono dei punti di contatto impressionanti tra un&#8217;AC ambrosiana e un partito di sinistra come il vostro e che le potenzialità  di allargamento del vostro partito sono alte, a parte il riferimento allo spessore spirituale, che forse a qualcuno di voi non interessa ma che poi sono certo essere tale spessore in tutti voi molto più robusto che in certi bigotti, puntualissimi in chiesa tutte le domeniche a difendere gli ultimi (a parole), sazi dell&#8217;appartenenza ma senza una fede vera.</p>
<p>Giuseppe Poliani</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Commenti su Ma noi ci saremo &#8230; di admin</title>
		<link>http://www.brianzapopolare.it/wordpress/?p=38&#038;cpage=1#comment-19</link>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 15 Jun 2009 14:39:21 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.brianzapopolare.it/wordpress/?p=38#comment-19</guid>
		<description>Care/i compagne/i,
Vorrei cercare di dare anch&#039;io il mio contributo al dibattito condividendo con voi le mie riflessioni di questi giorni. Da più parti mi viene rimproverato di esserci presentati al voto divisi. La critica più gettonata è l&#039;incapacità  di creare unità  a sinistra, la cui divisione spesso e volentieri non è capita o nella peggiore delle ipotesi è considerata assurda e irrazionale. Unità  che, invece, è vista dai più come la panacea di tutti i mali.
Capisco la delusione di Giuseppe Poliani quando scrive che avremmo potuto essere al 6,5 % e invece ci ritroviamo a bocca asciutta. Ma credo che questo argomentare parta da un presupposto problematico, cioè che si possano sommare i voti e le percentuali dei partiti che vengono grossolanamente inseriti dalla stampa (non trascurerei quest&#039;ultimo aspetto) nel novero della sinistra radicale. Purtroppo in politica 1 + 1 non fa 2, ma spesso 1½, se non addirittura 1. Credo sia scontato dire che chi ha votato Sinistra e Libertà  potrebbe essere un elettore di quella sinistra diffusa che forse non metterebbe mai la croce su un simbolo con la falce e martello. Così come chi ha votato per i compagni del Partito Comunista dei Lavoratori o si riconosce nel progetto politico di Sinistra Critica difficilmente potrebbe votare per un partito liquido, privo di un&#039;identità  comunista definita, genericamente di sinistra. Non più tardi di un anno fa, l&#039;esperienza della Sinistra L&#039;Arcobaleno ci ha chiaramente mostrato che questa strada non è percorribile in assenza di un progetto politico serio, credibile e realmente capace di divenire sentire comune tra le persone.
Aggiungo inoltre che credo non sia nemmeno corretto paragonare la nostra alle realtà  estere, in particolare a quella tedesca. In Germania un pezzo della SPD si è staccato per confluire in Die Linke. In Italia con la nascita del PD, questo non è avvenuto. Mussi non è Oscar Lafontaine. 
Certo il risultato raccolgo è mediocre, sconfortante, soprattutto se rapportato allo sforzo profuso in campagna elettorale. Non essere riusciti a eleggere alcun consigliere in Consiglio Provinciale è una sconfitta dannosa, in quanto ci priva non tanto di una sedia in Provincia, ma quanto della possibilità  di far entrare nelle sede istituzionali i conflitti in essere sul territorio, o in altri termini di essere i referenti politici in sede istituzionale di questi conflitti.
Detto questo, l&#039;insuccesso non segna il fallimento del progetto politico. Non necessariamente. Mi vengono in mette alcune parole di De Gasperi (che non era di certo un comunista). &quot;Bisogna guardare innanzi... Quello che importa è la visione chiara di quello che deve succedere... Non è importante avere sempre ragione: l&#039;importante è di non avere torto domani&quot;. Dobbiamo smettere di misurare i progetti politici solo ed esclusivamente sulla base del consenso elettorale contingente. Un progetto serio di medio/lungo periodo può non dare subito frutti. Quello che conta è che la pianta abbia attecchito e che le radici non si siano seccate anzitempo.
Ribadisco un concetto che ho già  più volte espresso e che mi è molto caro: le idee hanno un valore intrinseco che non è determinato dal consenso che nell&#039;immediato possono coagulare; le idee non sono oggetto di contrattazione, né merce di scambio. Un partito politico ha e deve sempre avere una propria progettualità  politica; non deve delegare ad altri l&#039;elaborazione dei contenuti del proprio progetto politico; deve essere in grado di sviluppare una proposta forte di società , alternativa a quelle dalle destra e che abbia una sua libera capacità  di aggregazione. Non bisogna limitarsi a parlare alla pancia delle persone; bisogna aspirare a guidare i processi in atto.
In questo momento non mi preoccupa avere cifre da forza extraparlamentare. Lo dico in tutta onesta. Io penso che la strada intrapresa dal Partito sia quella giusta. Dobbiamo continuare a creare unità  partendo dai contenuti e dalle questioni concrete dei territori, senza rinchiudersi in sterili steccati ideologici o senza lasciarsi condizionare/forviare da prese di posizione aprioristiche. Non è questo il tempo delle paranoie e delle seghe mentali. Né tanto meno delle analisi semplici e grossolane, che tendono a ravvisare le ragioni del nostro insuccesso nella scissione o nelle divisioni che lacerano la sinistra antagonista. Dobbiamo piuttosto chiederci perché in un periodo di forte crisi economica, durante il quale molte fabbriche chiudono, molti lavoratori sono soggetti alla cassa integrazione, molte famiglie non riescono ad arrivare a fine mese, quello che dovrebbe essere il nostro target di riferimento vota a destra (e considero di destra anche un partito come l&#039;Italia dei Valori di Di Pietro) e non ci riconosce più come interlocutori credibili. Dobbiamo ripartire anche da qui. E dobbiamo essere coraggiosi nel cercare e nel trovare le risposte a questo interrogativo. Perché nella società  post moderna manca, non so dire se si è persa definitivamente, una coscienza collettiva dei problemi, una coscienza, potremmo dire, di classe. Lo tocchiamo ormai con mano quotidianamente nei nostri stessi posti di lavoro. E questa è una sconfitta in primo luogo culturale, che non può essere ovviata banalmente con nuovi contenitori frutto di chissà  quale ingegneria politica.
Giuseppe</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Care/i compagne/i,<br />
Vorrei cercare di dare anch&#8217;io il mio contributo al dibattito condividendo con voi le mie riflessioni di questi giorni. Da più parti mi viene rimproverato di esserci presentati al voto divisi. La critica più gettonata è l&#8217;incapacità  di creare unità  a sinistra, la cui divisione spesso e volentieri non è capita o nella peggiore delle ipotesi è considerata assurda e irrazionale. Unità  che, invece, è vista dai più come la panacea di tutti i mali.<br />
Capisco la delusione di Giuseppe Poliani quando scrive che avremmo potuto essere al 6,5 % e invece ci ritroviamo a bocca asciutta. Ma credo che questo argomentare parta da un presupposto problematico, cioè che si possano sommare i voti e le percentuali dei partiti che vengono grossolanamente inseriti dalla stampa (non trascurerei quest&#8217;ultimo aspetto) nel novero della sinistra radicale. Purtroppo in politica 1 + 1 non fa 2, ma spesso 1½, se non addirittura 1. Credo sia scontato dire che chi ha votato Sinistra e Libertà  potrebbe essere un elettore di quella sinistra diffusa che forse non metterebbe mai la croce su un simbolo con la falce e martello. Così come chi ha votato per i compagni del Partito Comunista dei Lavoratori o si riconosce nel progetto politico di Sinistra Critica difficilmente potrebbe votare per un partito liquido, privo di un&#8217;identità  comunista definita, genericamente di sinistra. Non più tardi di un anno fa, l&#8217;esperienza della Sinistra L&#8217;Arcobaleno ci ha chiaramente mostrato che questa strada non è percorribile in assenza di un progetto politico serio, credibile e realmente capace di divenire sentire comune tra le persone.<br />
Aggiungo inoltre che credo non sia nemmeno corretto paragonare la nostra alle realtà  estere, in particolare a quella tedesca. In Germania un pezzo della SPD si è staccato per confluire in Die Linke. In Italia con la nascita del PD, questo non è avvenuto. Mussi non è Oscar Lafontaine.<br />
Certo il risultato raccolgo è mediocre, sconfortante, soprattutto se rapportato allo sforzo profuso in campagna elettorale. Non essere riusciti a eleggere alcun consigliere in Consiglio Provinciale è una sconfitta dannosa, in quanto ci priva non tanto di una sedia in Provincia, ma quanto della possibilità  di far entrare nelle sede istituzionali i conflitti in essere sul territorio, o in altri termini di essere i referenti politici in sede istituzionale di questi conflitti.<br />
Detto questo, l&#8217;insuccesso non segna il fallimento del progetto politico. Non necessariamente. Mi vengono in mette alcune parole di De Gasperi (che non era di certo un comunista). &#8220;Bisogna guardare innanzi&#8230; Quello che importa è la visione chiara di quello che deve succedere&#8230; Non è importante avere sempre ragione: l&#8217;importante è di non avere torto domani&#8221;. Dobbiamo smettere di misurare i progetti politici solo ed esclusivamente sulla base del consenso elettorale contingente. Un progetto serio di medio/lungo periodo può non dare subito frutti. Quello che conta è che la pianta abbia attecchito e che le radici non si siano seccate anzitempo.<br />
Ribadisco un concetto che ho già  più volte espresso e che mi è molto caro: le idee hanno un valore intrinseco che non è determinato dal consenso che nell&#8217;immediato possono coagulare; le idee non sono oggetto di contrattazione, né merce di scambio. Un partito politico ha e deve sempre avere una propria progettualità  politica; non deve delegare ad altri l&#8217;elaborazione dei contenuti del proprio progetto politico; deve essere in grado di sviluppare una proposta forte di società , alternativa a quelle dalle destra e che abbia una sua libera capacità  di aggregazione. Non bisogna limitarsi a parlare alla pancia delle persone; bisogna aspirare a guidare i processi in atto.<br />
In questo momento non mi preoccupa avere cifre da forza extraparlamentare. Lo dico in tutta onesta. Io penso che la strada intrapresa dal Partito sia quella giusta. Dobbiamo continuare a creare unità  partendo dai contenuti e dalle questioni concrete dei territori, senza rinchiudersi in sterili steccati ideologici o senza lasciarsi condizionare/forviare da prese di posizione aprioristiche. Non è questo il tempo delle paranoie e delle seghe mentali. Né tanto meno delle analisi semplici e grossolane, che tendono a ravvisare le ragioni del nostro insuccesso nella scissione o nelle divisioni che lacerano la sinistra antagonista. Dobbiamo piuttosto chiederci perché in un periodo di forte crisi economica, durante il quale molte fabbriche chiudono, molti lavoratori sono soggetti alla cassa integrazione, molte famiglie non riescono ad arrivare a fine mese, quello che dovrebbe essere il nostro target di riferimento vota a destra (e considero di destra anche un partito come l&#8217;Italia dei Valori di Di Pietro) e non ci riconosce più come interlocutori credibili. Dobbiamo ripartire anche da qui. E dobbiamo essere coraggiosi nel cercare e nel trovare le risposte a questo interrogativo. Perché nella società  post moderna manca, non so dire se si è persa definitivamente, una coscienza collettiva dei problemi, una coscienza, potremmo dire, di classe. Lo tocchiamo ormai con mano quotidianamente nei nostri stessi posti di lavoro. E questa è una sconfitta in primo luogo culturale, che non può essere ovviata banalmente con nuovi contenitori frutto di chissà  quale ingegneria politica.<br />
Giuseppe</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Commenti su Ma noi ci saremo &#8230; di admin</title>
		<link>http://www.brianzapopolare.it/wordpress/?p=38&#038;cpage=1#comment-18</link>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
		<pubDate>Sun, 14 Jun 2009 14:39:01 +0000</pubDate>
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		<description>Io ritengo che chi scatena un dibattito come questo non si possa considerare altro se non &quot;parte attiva&quot;. E&#039; ora di finirla con la concezione del partito a scatola chiusa, questa rifondazione Ã¨ aperta a tutti gli stimoli esterni e li rende parte del patrimonio comune. E&#039; per questo stesso motivo che l&#039;attenzione avuta da Vincenzo cerchiamo di farla diventare la regola e non l&#039;eccezione. Cerchiamo di rimettere in pista questo partito e questa sinistra partendo dalle cose concrete. Per il momento Ã¨ questo il nostro obiettivo. Come abbiamo dimostrato in questa campagna elettorale, siamo includenti e non escludenti. Abbiamo messo a disposizione il ns progeamma elettorale a tutte le forze del centrosx, siamo stati recepiti come interlocutore valido solo dai verdi e dal PdCI e con loro abbiamo affrontato la sfida alle dx. Come vedi la tua preoccupazione Ã¨ stata anche la nostra...

con l&#039;augurio di non avere solo tue mail di monito, ma una partecipazione piÃ¹ attiva, ti ringrazio

Anita Giuriato</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Io ritengo che chi scatena un dibattito come questo non si possa considerare altro se non &#8220;parte attiva&#8221;. E&#8217; ora di finirla con la concezione del partito a scatola chiusa, questa rifondazione Ã¨ aperta a tutti gli stimoli esterni e li rende parte del patrimonio comune. E&#8217; per questo stesso motivo che l&#8217;attenzione avuta da Vincenzo cerchiamo di farla diventare la regola e non l&#8217;eccezione. Cerchiamo di rimettere in pista questo partito e questa sinistra partendo dalle cose concrete. Per il momento Ã¨ questo il nostro obiettivo. Come abbiamo dimostrato in questa campagna elettorale, siamo includenti e non escludenti. Abbiamo messo a disposizione il ns progeamma elettorale a tutte le forze del centrosx, siamo stati recepiti come interlocutore valido solo dai verdi e dal PdCI e con loro abbiamo affrontato la sfida alle dx. Come vedi la tua preoccupazione Ã¨ stata anche la nostra&#8230;</p>
<p>con l&#8217;augurio di non avere solo tue mail di monito, ma una partecipazione piÃ¹ attiva, ti ringrazio</p>
<p>Anita Giuriato</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Commenti su Ma noi ci saremo &#8230; di admin</title>
		<link>http://www.brianzapopolare.it/wordpress/?p=38&#038;cpage=1#comment-17</link>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
		<pubDate>Sun, 14 Jun 2009 14:38:56 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.brianzapopolare.it/wordpress/?p=38#comment-17</guid>
		<description>Una precisazione doverosa giusto per evitare banali malintesi: non voleva essere certo una minaccia la mia ma è stata  una sofferta decisione un po&#039; rigida sulla base di un risultato elettorale che lascia delusi proprio perchè avremmo potuto essere al 6,5% ed invece ci lascia a bocca asciutta. E d&#039;altra parte mi chiedo anche: ma se davvero decidessi così, allora cosa mai voterei ?
Decisione presa dopo il &quot;day after&quot; come dice Vincenzo, decisione certamente un po&#039; affrettata ed emotiva ma permettetemi questo piccolo sfogo. Una decisione simile a questa maturò all&#039;indomani di quella sciagurata e devastante frase di Veltroni &quot;corriamo da soli&quot;, una reazione di chi non sopporta più una dirigenza che non vede, non capisce, non valuta abbastanza.
Quello che mi aspetterei sarebbero le dimissioni di Vendola e Ferrero insieme per facilitare la ripresa del dialogo per un&#039;unità  che, non sarebbe certo forse una panacea ed andrebbe posta sul campo del reale ma, accidenti, ci avrebbe assicurato qualche sedia in provincia ed in Europa.
Condivido in pieno ciò che dice Vincenzo, poca polemica, molto lavoro e dialogo; apprezzo moltissimo la sua attenzione strategica a &quot;chi non si riconosce nell&#039;orizzonte comunista ma che condivide una critica profonda al sistema capitalistico&quot; e ringrazio tutti per avermi ascoltato anche se non sono parte attiva né iscritto al partito.
A presto.
Giuseppe Poliani</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Una precisazione doverosa giusto per evitare banali malintesi: non voleva essere certo una minaccia la mia ma è stata  una sofferta decisione un po&#8217; rigida sulla base di un risultato elettorale che lascia delusi proprio perchè avremmo potuto essere al 6,5% ed invece ci lascia a bocca asciutta. E d&#8217;altra parte mi chiedo anche: ma se davvero decidessi così, allora cosa mai voterei ?<br />
Decisione presa dopo il &#8220;day after&#8221; come dice Vincenzo, decisione certamente un po&#8217; affrettata ed emotiva ma permettetemi questo piccolo sfogo. Una decisione simile a questa maturò all&#8217;indomani di quella sciagurata e devastante frase di Veltroni &#8220;corriamo da soli&#8221;, una reazione di chi non sopporta più una dirigenza che non vede, non capisce, non valuta abbastanza.<br />
Quello che mi aspetterei sarebbero le dimissioni di Vendola e Ferrero insieme per facilitare la ripresa del dialogo per un&#8217;unità  che, non sarebbe certo forse una panacea ed andrebbe posta sul campo del reale ma, accidenti, ci avrebbe assicurato qualche sedia in provincia ed in Europa.<br />
Condivido in pieno ciò che dice Vincenzo, poca polemica, molto lavoro e dialogo; apprezzo moltissimo la sua attenzione strategica a &#8220;chi non si riconosce nell&#8217;orizzonte comunista ma che condivide una critica profonda al sistema capitalistico&#8221; e ringrazio tutti per avermi ascoltato anche se non sono parte attiva né iscritto al partito.<br />
A presto.<br />
Giuseppe Poliani</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Commenti su Ma noi ci saremo &#8230; di admin</title>
		<link>http://www.brianzapopolare.it/wordpress/?p=38&#038;cpage=1#comment-15</link>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
		<pubDate>Sun, 14 Jun 2009 14:37:59 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.brianzapopolare.it/wordpress/?p=38#comment-15</guid>
		<description>Romeo carissimo, lo so anch&#039;io che siamo qui e qui restiamo.
Ma la politica, secondo me, la fa chi sa sognare ad occhi aperti e di giorno (a occhi chiusi e di notte son capaci tutti).
Le barricate d&#039;agosto rimangono un simbolo, insegnano ancora qualcosa (unitÃ  e azione il motto).
Quanto al passato, il tempo Ã¨ una linea continua, e la storia - specie per chi la esamina in prospettiva marxista - va sempre analizzata con molta attenzione.

Fraternamente. silvia

silvia buzzelli</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Romeo carissimo, lo so anch&#8217;io che siamo qui e qui restiamo.<br />
Ma la politica, secondo me, la fa chi sa sognare ad occhi aperti e di giorno (a occhi chiusi e di notte son capaci tutti).<br />
Le barricate d&#8217;agosto rimangono un simbolo, insegnano ancora qualcosa (unitÃ  e azione il motto).<br />
Quanto al passato, il tempo Ã¨ una linea continua, e la storia &#8211; specie per chi la esamina in prospettiva marxista &#8211; va sempre analizzata con molta attenzione.</p>
<p>Fraternamente. silvia</p>
<p>silvia buzzelli</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Commenti su Ma noi ci saremo &#8230; di admin</title>
		<link>http://www.brianzapopolare.it/wordpress/?p=38&#038;cpage=1#comment-14</link>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
		<pubDate>Sun, 14 Jun 2009 14:37:41 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.brianzapopolare.it/wordpress/?p=38#comment-14</guid>
		<description>Le &quot;Barricate d&#039;Oltretorrente&quot; (Parma, 1922) riuscirono a fermare, momentaneamente, i fascisti perché formate dalla popolazione locale ed a prezzo di morti e feriti. In più l&#039;attacco fascista proveniva dall&#039;esterno della città. Noi siamo in una situazione politicamente, ideologicamente e socialmente ben peggiore ed il nostro nemico è la maggior parte della nostra societè  è al nostro interno. 
Se vogliamo dei paragoni non possiamo collocarci negli anni venti ma vent&#039;anni dopo nel periodo di massima adesione del popolo italiano al fascismo. 
Non credo però che i riferimenti al passato ci possano essere di grande aiuto. Noi siamo qui ed ora, i latini direbbero &quot;hic et nunc&quot; o anche &quot;hic Rhodus, hic saltus&quot; ovvero che non c&#039;è necessità di ricorrere alle testimonianze del passato quando possiamo dimostrare qui ed in questo momento le nostre ragioni.
 
Romeo</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Le &#8220;Barricate d&#8217;Oltretorrente&#8221; (Parma, 1922) riuscirono a fermare, momentaneamente, i fascisti perché formate dalla popolazione locale ed a prezzo di morti e feriti. In più l&#8217;attacco fascista proveniva dall&#8217;esterno della città. Noi siamo in una situazione politicamente, ideologicamente e socialmente ben peggiore ed il nostro nemico è la maggior parte della nostra societè  è al nostro interno.<br />
Se vogliamo dei paragoni non possiamo collocarci negli anni venti ma vent&#8217;anni dopo nel periodo di massima adesione del popolo italiano al fascismo.<br />
Non credo però che i riferimenti al passato ci possano essere di grande aiuto. Noi siamo qui ed ora, i latini direbbero &#8220;hic et nunc&#8221; o anche &#8220;hic Rhodus, hic saltus&#8221; ovvero che non c&#8217;è necessità di ricorrere alle testimonianze del passato quando possiamo dimostrare qui ed in questo momento le nostre ragioni.</p>
<p>Romeo</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Commenti su Ma noi ci saremo &#8230; di admin</title>
		<link>http://www.brianzapopolare.it/wordpress/?p=38&#038;cpage=1#comment-13</link>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
		<pubDate>Sun, 14 Jun 2009 14:36:18 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.brianzapopolare.it/wordpress/?p=38#comment-13</guid>
		<description>Veramente una bella idea quella delle barricate d&#039;Oltretorrente .
Personalmente non ho nulla da rimproverarmi da 4 anni conduco insieme 
alla compagna Minotti, capoguppo consiliare, una durissima battaglia in 
Consiglio Comunale a base di interpellanze, mozioni e odg, insieme 
abbiamo superato quota 500, i nove consiglieri del PD sono 
abbondantemente dietro di noi. I nostri avversari PDL e Lega ci 
rispettano, la stampa locale, tranne qualche caso,  riporta senza 
manipolazioni i ns interventi,  partecipiamo alle varie iniziative 
locali, ma alle provinciali a stento abbiamo raggiunto il 2%.
Conosco a Seregno   un solo rappresentante dell&#039;Italia dei Valori:  
nessun intervento su questioni locali: risultato quasi li 6% dei voti...
Francesco Mandarano

Insegnante di Lettere Scuola Media
Consigliere Comunale a Seregno del gruppo PRC e candidato al Collegio 
Provinciale 32 dove ha vinto  un leghista, capogruppo in consiglio 
comunale, con il 26,85%  cioè 2820 voti contro il 2,35% dello scrivente 
e 249 voti.
In ogni caso NON mi ARRENDO anzi ....sono pronto a continuare la lotta e 
poi in Italia oltre  le &quot;Caporetto&quot; della Sinistra c&#039;è stato anche il 25 
LUGLIO..... e non si può mai sapere</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Veramente una bella idea quella delle barricate d&#8217;Oltretorrente .<br />
Personalmente non ho nulla da rimproverarmi da 4 anni conduco insieme<br />
alla compagna Minotti, capoguppo consiliare, una durissima battaglia in<br />
Consiglio Comunale a base di interpellanze, mozioni e odg, insieme<br />
abbiamo superato quota 500, i nove consiglieri del PD sono<br />
abbondantemente dietro di noi. I nostri avversari PDL e Lega ci<br />
rispettano, la stampa locale, tranne qualche caso,  riporta senza<br />
manipolazioni i ns interventi,  partecipiamo alle varie iniziative<br />
locali, ma alle provinciali a stento abbiamo raggiunto il 2%.<br />
Conosco a Seregno   un solo rappresentante dell&#8217;Italia dei Valori:<br />
nessun intervento su questioni locali: risultato quasi li 6% dei voti&#8230;<br />
Francesco Mandarano</p>
<p>Insegnante di Lettere Scuola Media<br />
Consigliere Comunale a Seregno del gruppo PRC e candidato al Collegio<br />
Provinciale 32 dove ha vinto  un leghista, capogruppo in consiglio<br />
comunale, con il 26,85%  cioè 2820 voti contro il 2,35% dello scrivente<br />
e 249 voti.<br />
In ogni caso NON mi ARRENDO anzi &#8230;.sono pronto a continuare la lotta e<br />
poi in Italia oltre  le &#8220;Caporetto&#8221; della Sinistra c&#8217;è stato anche il 25<br />
LUGLIO&#8230;.. e non si può mai sapere</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Commenti su Ma noi ci saremo &#8230; di vincenzo_ascrizzi</title>
		<link>http://www.brianzapopolare.it/wordpress/?p=38&#038;cpage=1#comment-16</link>
		<dc:creator>vincenzo_ascrizzi</dc:creator>
		<pubDate>Sun, 14 Jun 2009 09:53:19 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.brianzapopolare.it/wordpress/?p=38#comment-16</guid>
		<description>Cara Silvia e carissime compagne e compagni,
pochi giorni dopo il voto ho inviato una “nota post elezioni” alle segreterie del PRC, PdCI e Verdi.
Nell’attesa di potervi incontrare tutti e confrontarci sulle prospettive future vi inoltro questa nota come contributo alle vostre riflessioni.
Un abbraccio… a presto
Vincenzo Ascrizzi

“Poche note di riflessione post voto per la discussione interna al PRC che invio alla Segreteria di Federazione e per conoscenza a Francesco Beretta e a Rossana del Regno ai quali propongo di incontraci con i rispettivi organi dirigenti per un’analisi del voto e un rilancio della prospettiva politica comune”

Vincezo Ascrizzi – Monza 10.06.09

La nostra lista ottiene un risultato mediocre e siamo ridotti quasi ovunque a cifre da forza extraistituzionale.

In tale quadro risalta il recupero territoriale e in particolare quello di alcune aree dove significativa è la presenza del Partito.

Sento e leggo di possibili soluzioni alla crisi del PRC che si basano più su pulsioni da day after che da un&#039;analisi effettiva della situazione.

Da una parte la propensione ad autoflagellarsi per l&#039;incapacità  di produrre unità  a sinistra, dall&#039;altra la semplificazione dell&#039;orizzonte frontista comunista come panacea di tutti i mali.

Penso che il Partito debba continuare sulla strada intrapresa, che non ho mai letto come chiusura nei confronti delle dinamiche sociali. Così come non ho mai inteso come esclusione da percorsi comuni con chi non si riconosce nell&#039;orizzonte comunista ma che condivide una critica profonda al sistema capitalistico.

Dobbiamo provare a sprecare le minori risorse possibili nell&#039;avvitarci in un dibattito interno che è utile quando serve per creare sintesi, ma che ci allontana dagli obiettivi quando diventa ginnastica politica o occasione per regolare conti sospesi o ricerca del colpevole prima ancora che delle cause del nostro insuccesso.

Dobbiamo altresì orientare il massimo sforzo nell’individuazione costante di terreni di confronto comuni con tutta l&#039;area della sinistra, rilanciando l&#039;unita sul terreno delle questioni concrete. Ma ancora prima urge l&#039;esigenza di rafforzare la rete relazionale con le aree culturali e sociali della società  e contestualmente stare dentro le contraddizioni territoriali, con proposte alternative ma realizzabili.

Bisogna consolidare e rilanciare patti territoriali con gruppi, comitati, associazioni su vertenze locali così come fatto nella Circoscrizione 3 di Monza (vicenda Aler) dove raggiungiamo il picco del 9.28 per cento.

Quindi meno polemica, tanto dialogo ma anche tanto lavoro... io non ho altre ricette.

Un abbraccio,

Vincenzo Ascrizzi</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Cara Silvia e carissime compagne e compagni,<br />
pochi giorni dopo il voto ho inviato una “nota post elezioni” alle segreterie del PRC, PdCI e Verdi.<br />
Nell’attesa di potervi incontrare tutti e confrontarci sulle prospettive future vi inoltro questa nota come contributo alle vostre riflessioni.<br />
Un abbraccio… a presto<br />
Vincenzo Ascrizzi</p>
<p>“Poche note di riflessione post voto per la discussione interna al PRC che invio alla Segreteria di Federazione e per conoscenza a Francesco Beretta e a Rossana del Regno ai quali propongo di incontraci con i rispettivi organi dirigenti per un’analisi del voto e un rilancio della prospettiva politica comune”</p>
<p>Vincezo Ascrizzi – Monza 10.06.09</p>
<p>La nostra lista ottiene un risultato mediocre e siamo ridotti quasi ovunque a cifre da forza extraistituzionale.</p>
<p>In tale quadro risalta il recupero territoriale e in particolare quello di alcune aree dove significativa è la presenza del Partito.</p>
<p>Sento e leggo di possibili soluzioni alla crisi del PRC che si basano più su pulsioni da day after che da un&#8217;analisi effettiva della situazione.</p>
<p>Da una parte la propensione ad autoflagellarsi per l&#8217;incapacità  di produrre unità  a sinistra, dall&#8217;altra la semplificazione dell&#8217;orizzonte frontista comunista come panacea di tutti i mali.</p>
<p>Penso che il Partito debba continuare sulla strada intrapresa, che non ho mai letto come chiusura nei confronti delle dinamiche sociali. Così come non ho mai inteso come esclusione da percorsi comuni con chi non si riconosce nell&#8217;orizzonte comunista ma che condivide una critica profonda al sistema capitalistico.</p>
<p>Dobbiamo provare a sprecare le minori risorse possibili nell&#8217;avvitarci in un dibattito interno che è utile quando serve per creare sintesi, ma che ci allontana dagli obiettivi quando diventa ginnastica politica o occasione per regolare conti sospesi o ricerca del colpevole prima ancora che delle cause del nostro insuccesso.</p>
<p>Dobbiamo altresì orientare il massimo sforzo nell’individuazione costante di terreni di confronto comuni con tutta l&#8217;area della sinistra, rilanciando l&#8217;unita sul terreno delle questioni concrete. Ma ancora prima urge l&#8217;esigenza di rafforzare la rete relazionale con le aree culturali e sociali della società  e contestualmente stare dentro le contraddizioni territoriali, con proposte alternative ma realizzabili.</p>
<p>Bisogna consolidare e rilanciare patti territoriali con gruppi, comitati, associazioni su vertenze locali così come fatto nella Circoscrizione 3 di Monza (vicenda Aler) dove raggiungiamo il picco del 9.28 per cento.</p>
<p>Quindi meno polemica, tanto dialogo ma anche tanto lavoro&#8230; io non ho altre ricette.</p>
<p>Un abbraccio,</p>
<p>Vincenzo Ascrizzi</p>
]]></content:encoded>
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