Spettabile redazione,
interveniamo in merito alla polemica riguardante l'applicazione dell'ICI
poiché siamo stati oggetto di attacchi ingiustificati da parte del
Polo (Forza Italia, Alleanza Nazionale, CCD-CDU) attraverso manifesti,
interviste e manifestazioni pubbliche.
Secondo il Polo la posizione di Rifondazione Comunista, in ciò
accomunata a quella di Seregno Democratica, sarebbe per un aumento indiscriminato
dell'ICI ed avrebbe contribuito all'aumento dell'aliquota per l'anno in
corso. I fatti sono stati diversi e così pure la nostra posizione,
ma andiamo con ordine.
La decisione in merito all'aliquota ICI è un atto di giunta
e, come è noto, noi non facciamo parte della maggioranza, non abbiamo
assessori e nemmeno membri di commissione, e dunque non ne condividiamo
le responsabilità.
E' invece vero che Rifondazione Comunista ha votato contro una serie
di emendamenti al bilancio di previsione presentati dal Polo che comportavano
da una parte il mantenimento dell'ICI al 4,5 % ma dall'altra parte una
riduzione delle spese sociali a compenso dei minori introiti.
Diminuire la tassazione diretta e tagliare le spese sociali caricando
le stesse sulle spalle dei cittadini meno abbienti sarà la politica
della destra ma non è la nostra.
Come spiegheremo più avanti, sull'ICI abbiamo avanzato più
di una proposta a livello nazionale ma, in attesa di una riforma complessiva
della tassazione delle rendite patrimoniali, avremmo preferito che l'amministrazione
comunale di Seregno applicasse la doppia aliquota: del 4% sulla prima casa
di abitazione e del 7% sulle successive proprietà come consentito
dalla legge finanziaria. Nessuna delle forze politiche si è mossa
in questa direzione forse perché l'obbiettivo delle stesse non è
la difesa dei piccoli proprietari ma la difesa della rendita immobiliare.
Comunque Rifondazione Comunista non ha votato a favore del Bilancio di Previsione ma si è astenuta con la motivazione che il medesimo conteneva punti condivisibili, altri discutibili ed altri ancora per nulla di nostro gradimento. Non è questo ovviamente il momento di farne l'elencazione.
Ma passiamo alle nostre proposte.
Siamo del parere che il regime fiscale sulle abitazioni vada completamente e radicalmente rivisto ma il suo presupposto è la riforma e l'informatizzazione del catasto per la quale non esistono difficoltà di ordine tecnico ma solo politico. Queste difficoltà sono connesse al fatto che inefficienze e ritardi facilitano ed incoraggiano una evasione fiscale per nulla marginale creando così disuguaglianze insostenibili tra chi paga e chi no. Anche in merito agli estimi siamo del parere che nel passato siano state fatte scelte contraddittorie, inique ed ingiuste. Por mano alla riforma del catasto richiederà del coraggio, poiché la lobby della rendita è robusta e trasversale ai partiti, ma questo è un ottimo banco di prova per il governo Prodi che dovrà così mostrare quanto sia intenzionato a riportare giustizia sociale in un paese nel quale i "forti" ed i ricchi hanno moltiplicato le proprie fortune esentasse. Su queste questioni il Polo ovviamente sorvola.
Per quanto riguarda l'ICI si potrebbe comunque da subito eliminarne
l'applicazione sulla prima casa di abitazione. Questa il più delle
volte è l'unico bene di famiglie con bassi redditi costretti all'acquisto
con enormi sacrifici da una situazione abitativa che non ha eguali in Europa
e che leggi come l'Equo Canone prima e Patti in Deroga poi hanno reso addirittura
drammatica. Vale la pena di ricordare che migliaia di inquilini seregnesi
quest'anno si sono visti obbligati a pagare aumenti dell'ordine del 200/300
% e che non si è avuta tuttavia notizia di manifestazioni del Polo
contro questa vera e propria rapina: nessuno tuttavia si sarebbe aspettato
il contrario.
Rifondazione Comunista
(Cerri Romeo)
Seregno, 28 giugno 1996