Redazione de Il Cittadino - Seregno
Spettabile redazione,
leggo la vostra risposta alla mia lettera di precisazione riguardante
una mia interpellanza. Sono stupita del tono usato nei miei riguardi ed
ovviamente respingo l'accusa di voler usare in modo "cavilloso", "surrettizio",
"scorretto", "prevaricatore", ecc. dello spazio che la rubrica "Il Barometro"
concede ai lettori. Da quando sono stata eletta consigliere comunale, nove
mesi orsono, ho scritto solo tre lettere di rettifica cercando di non debordare
dall'argomento in oggetto, nonostante il fatto che le cronache politiche
del vostro giornale non sempre siano soddisfacenti, almeno per quanto mi
riguarda, e dunque siano spesso meritevoli di precisazioni.
Ho sempre cercato tuttavia di comprendere il lavoro dei giornalisti,
la loro difficoltà di riassumere le lunghe sedute del Consiglio
Comunale e la tendenza, a volte, a mettere in primo piano certi atteggiamenti
folcloristici, tipo "lancio delle delibere" con fotografo "occasionalmente"
pronto alla bisogna.
Si può sbagliare anche in buonafede o si possono interpretare
i fatti e le dichiarazioni in modo diverso dalle intenzioni, cosa c'è
di male se si chiede qualche volta una rettifica?
Nel numero del giornale, oggetto della mia precisazione, c'erano altri
punti che mi riguardavano su cui avrei potuto dilungarmi ma non l'ho fatto:
-
ritenete che il lettore del vostro giornale vorrebbe sapere,
almeno in sintesi, perché un gruppo consigliare vota contro, a favore
o si astiene su una specifica questione?
-
è importante che i cittadini sappiano come la pensano
i vari gruppi, e non solo il Polo o la Lega, sulla questione delle "foibe",
del presidente del consiglio comunale, dell' accordo con Sintesi Sociale,
dei trasporti, ecc.?
-
c'è qualche motivo che giustifichi l'insistenza
a citarmi sempre col mio nome e non con quello del gruppo che rappresento,
Rifondazione Comunista?
-
è corretto collocare Rifondazione Comunista tra
le "opposizioni" avendo io più volte specificato che la collocazione
del PRC è tra le "minoranze" ? Oppure ritenete che le due parole
siano dei sinonimi intercambiabili?
Nella vostra risposta ci sono inoltre delle affermazioni che meriterebbero
un serio dibattito in quanto concernenti il rapporto tra l'avvenimento,
la descrizione dello stesso ed i lettori e della cui gravità non
so quanto la redazione si renda conto.
Affermare per esempio che le sedute del Consiglio Comunale sono "logorroiche
ed inconcludenti" oltre che un giudizio di merito, di cui bisognerebbe
tuttavia indicare la causa e le responsabilità, vuole forse anticipare
e giustificare una decisione censoria travestita da "discrezionalità
della redazione"?
Dire inoltre che la rubrica il Barometro non è "zona franca",
come è invece opportuno che sia, vuol forse dire che repliche, precisazioni,
opinioni diverse, risulteranno impossibili se non gradite alla redazione?
Distinti saluti
Giuseppina Minotti
Seregno, 29 settembre 1996