Spettabile redazione,
l'ordine del giorno di Forza Italia sulle foibe, discusso nel consiglio
comunale del 18 settembre, merita qualche considerazione in più
rispetto a quelle espresse in quella seduta.
Mi sembra che sia sfuggita alla maggior parte degli intervenuti la
reale portata politica della discussione sulle foibe che il Polo presenta
sistematicamente in tutti i Consigli Comunali dove è presente.
Forza Italia nell'intervento di presentazione di Gavazzi ed esponenti
del Polo nei successivi interventi di sostegno ci tengono a precisare che,
in sintesi, non intendono dare "una lettura ideologica della storia", che
la tragedia delle foibe "coinvolge tutti i partecipanti a quel periodo
storico", che "ci sono stati eccessi da ambedue le parti e che dunque vanno
egualmente condannati", ...
E' proprio questa apparente "neutralità" la parte falsa dell'ordine
del giorno e ne cela i veri obbiettivi.
Questo, ha infatti lo scopo di contribuire a far credere che fascisti
ed antifascisti siano da mettere sullo stesso piano (una sorta di opposti
estremismi ante litteram), che gli aggrediti (sloveni e croati) e gli aggressori
(italiani e tedeschi) combattessero ad armi pari e con lo stesso grado
di crudeltà gratuita.
Ma, in ultima analisi, il vero scopo politico è quello di delegittimare
la resistenza, di togliere cioè la base su cui poggia la nostra
Costituzione e poterla così cambiare in senso autoritario e dunque
opposto a quello voluto dai fondatori della nostra Repubblica.
La questione delle foibe non è ignota alla storia, esiste una
vasta documentazione (in gran parte edita anche dall'ANPI) e dunque non
c'è nulla di nuovo da appurare. C'è invece la voglia di cavalcare
un tema caro alla propaganda fascista dell' MSI (ora Alleanza Nazionale).
"Ma - come afferma un comandante partigiano - un sincero democratico non
può parlare delle foibe senza ricordare l'invasione militare tedesca
della Jugoslavia che operò con l'appoggio delle truppe italiane,
delle camice nere, dei repubblichini".
A tale proposito sarebbe opportuno ricordare che la BBC ha prodotto
un documentario sui crimini dei fascisti italiani durante l'occupazione
della Jugoslavia. Questo documentario venne offerto alla RAI qualche anno
fa e poi misteriosamente scomparso, come l'altrettanto famoso film "Il
leone del deserto" sulla repressione ( detta "pacificazione") di Graziani
in Libia, mai proiettato nei cinema italiani né dalle reti RAI o
Mediaset.
Oltre a queste possibilità di documentazione, sarebbe opportuno,
per gli estensori della mozione, una seria ricerca storica, non difficile,
sulle "direttive" emanate dal Generale Roatta, capo di Stato Maggiore dell'Esercito
nel 1941 e comandante della Seconda Armata Italiana nel 1942, responsabile
della repressione, con relative atrocità, della guerra partigiana
in Slovenia e Croazia, sostituito poi dal Generale Ambrosio.
Di entrambi le autorità iugoslave chiesero agli alleati anglo-americani
la consegna per sottoporli a processo come criminali di guerra. Ottennero
solo l'esonero dei suddetti dagli alti comandi dell'Esercito Italiano.
(cfr G. Rochat "Breve storia dell'esercito italiano" p. 312)
"Le popolazioni della Slovenia e della Croazia, che gloriosamente portarono
avanti 4 anni di guerriglia e di lotta contro gli invasori, che subirono
i rastrellamenti con numerosi villaggi e cascine incendiate, rappresaglie
e scontri violenti, nutrivano, e non poteva essere altrimenti, nei confronti
degli invasori un odio che purtroppo generò a fine guerra anche
degli eccessi."
Non è tuttavia vero che i responsabili degli eccessi avvenuti
in quegli anni non siano mai stati giudicati in realtà, durante
l'occupazione di Trieste, si tennero diversi processi che condannarono
chi aveva fatto giustizia sommaria.
Non si trattava dunque per il Polo di ristabilire una verità
storica ma di sfruttare una serie di fatti a scopi diversi ad antistorici.
Il Polo chiede di riaprire la questione delle foibe tuttavia non chiede
di riaprire la questione dell'amnistia che nel 1946 consentì purtroppo
a molti fascisti di non dover rispondere dei loro misfatti e magari diventare
parlamentari di questa nostra repubblica nata dalla resistenza...
Se il Polo insiste a voler ristabilire altre verità storiche
noi comunque non ci tiriamo indietro: potremmo partire dall'uso dei gas
nella guerra d'Etiopia ed arrivare alle responsabilità della tragedia
dell'ARMIR...un elenco, assicuriamo, molto lungo... attendiamo fiduciosi.
Grazie per l'ospitalità.
Francesco Mandarano
Seregno, 3 ottobre 1996