Siamo stati, noi di Rifondazione, tra i fautori di questo giornale. Noi lo pensavamo come uno spazio aperto a tutti: partiti, associazioni e singole persone. Fin dall'inizio ha invece assunto il ruolo di «propagandista» della maggioranza con una specie di «riserva indiana» riservata ai gruppi consiliari che non possono «gruppi» è inoltre quasi illeggibile perché le impostazioni grafiche - titoli, sottotitoli, grassetti, corsivi, numerazioni, ecc. - non vengono mai rispettate dalla redazione. Scarsa professionalità o decisione politica? Attendiamo risposte da parte del sindaco ma conviene ricordare che spesso una forma sottile di censura consiste proprio nel trasformare i messaggi in confusione e rumore.
Il 18 Aprile si voterà per (o contro) il referendum di Segni, Di Pietro, Occhetto. Costoro, con la scusa della governabilità, vogliono abolire i partiti che a loro non piacciono ed in particolare quelli antagonisti come il PRC, per sostituirli con il loro partito: quello delle clientele e degli affaristi, quello delle lobbies e dei trasformisti, quello della finta sinistra composta da veri destri. Segni è stato il promotore del referendum maggioritario del 1993 e della successiva legge elettorale: da allora i partiti da meno di 10 sono diventati 48 e quasi duecento parlamentari hanno cambiato bandiera. È stato un imbroglio che ha coinvolto l'80% degli italiani. Ora la banda di imbroglioni (e somari vari) è aumentata ma siamo fiduciosi che diminuisca il numero di coloro che ci cascheranno.
I guai non vengono mai da soli ed anche i partiti di governo vogliono la loro parte di bottino a spese della democrazia ed inventano l'ennesima truffa elettorale per tentare di estromettere dal Parlamento le opposizioni scomode come Rifondazione Comunista. Propongono di abbassare il numero di deputati da 632 a 520, di poter vincere nei collegi col 50% dei voti, di ottenere anche un ulteriore premio di maggioranza del 10% e di riservare solo il 3% (cioè 15 o 16 deputati in totale) ai partiti che non si presentino all'interno di coalizioni (il cosiddetto «diritto di tribuna»): se Rifondazione ottenesse l'8%, come prevedono i sondaggi, potrebbe forse prendere 5 deputati invece dei 42 che otterrebbe col proporzionale (su 520). Come si può controllare il lavoro del Parlamento con 5 deputati?. Ecco dunque cosa significa il «diritto di tribuna»: stare a guardare senza poter agire.
Tra poco inizierà la campagna elettorale per rinnovare il Consiglio Comunale di Seregno. Avremo modo di parlare di programmi e di alleanze ma conviene dire che la questione della partecipazione democratica alle scelte amministrative sarà per noi prioritaria. Non è dunque un buon segno il fatto che la maggioranza sia completamente sorda alle nostre richieste di aumentare il potere delle consulte e delle commissioni e di istituire i comitati di quartiere. A costruire strade sono buoni tutti ma per elevare la qualità dei rapporti sociali, invece, bisogna avere il gene della democrazia nel proprio DNA.