Mentre scrivo è il sedicesimo giorno dei bombardamenti NATO, ieri l'altro Milosevic ha proposto una tregua sulla base di un accordo politico con il leader kosovaro Rugova, gli USA hanno intensificato i bombardamenti e D'Alema ripete (come Fini e Berlusconi) che il capo Clinton ha sempre ragione. anche contro la Costituzione che vieta (art.11) l'uso della guerra come mezzo di soluzione delle controversie internazionali.
I mezzi di comunicazione ed anche la televisione di stato, nascondono, inventano, mentono e non danno spazi adeguati alle ragioni di chi si oppone all'intervento NATO. «La propaganda di guerra infuria e stordisce, prevale con fragore sulle invocazioni di pace e oscura ogni ragione» (L. Pintor). Tuttavia la metà degli italiani è contro le bombe ed a favore di una soluzione politica. Infatti pochi credono che questa guerra sia stata fatta per difendere le ragioni degli abitanti albanesi del Kosovo i cui problemi vengono invece aggravati ed incancreniti perché si alimentano gli opposti estremismi nazionalistici.
Gli accordi da Dayton, con cui si divise la Bosnia su base etnico - religiosa e la si trasformò in
una colonia occidentale, comportarono anche il ridimensionamento dell'ONU, l'assunzione da parte
degli USA del ruolo di «cani da guardia» dei Balcani e l'incoraggiamento alle frazioni
estremistiche del Kosovo in vista di una possibile indipendenza. Milosevic ha certo grandi responsabilità ma
anche le azioni terroristiche dell'UCK hanno contribuito all'avvitarsi di una spirale di violenze
ed a favorire la soluzione armata (che gli USA prediligono a causa della loro potenza militare) a
scapito di quella politica.
Si dice che i serbi avrebbero dovuto accettare gli accordi di Rambouillet. Ma questi avrebbero comportato
l'indipendenza del Kosovo e ciò non è accettabile da nessun serbo pur moderato che
sia. I bombardamenti NATO hanno tacitato quel po' di opposizione democratica a Milosevic senza incrinarne
il potere.
I serbi sono, per definizione, sanguinari e meritano sventure. Come gli iracheni, che continuano ad essere bombardati senza ragione. Gli americani sono invece buoni ed ammazzano solo per sbaglio. Gli albanesi sono profughi quando scappano da Milosevic e dalle bombe NATO ma sono clandestini quando vengono cacciati dalle nostre città. Non sono persone ma oggetti da considerare buoni o cattivi a seconda dell'uso che se ne vuole fare.
La spesa per le bombe e per i missili proviene direttamente dal bilancio dello stato invece quando
si devono compiere azioni umanitarie (per rimediare alle tragedie provocate dalle suddette bombe)
il governo sollecita il contributo finanziario dei cittadini!
Mi chiedo quante guerre ci risparmieremmo se si facesse l'esatto contrario. Nel frattempo invito
i cittadini di Seregno a boicottare l'operazione Arcobaleno ( un vergognoso intreccio tra aiuti umanitari
ed operazioni militari) e ad aiutare gli abitanti, serbi ed albanesi, del Kosovo e della Jugoslavia
(semi distrutta dalle bombe NATO) solo attraverso le organizzazioni umanitarie indipendenti.