ARTICOLO PER SEREGNO NEWS (NUMERO 38 - APRILE 2002)

Cambiare la sinistra

La maggioranza e la partecipazione

Il centro sinistra è in evidente difficoltà in tutta Europa. Il motivo principale è che il suo elettorato tradizionale è deluso e trova scarsi elementi di differenza con le proposte politiche del centro destra. Non va dimenticato che, per rimanere in Italia, Berlusconi sta in buona parte continuando ciò che D'Alema, Prodi e Amato avevano precedentemente impostato sul terreno delle condizioni di lavoro, delle privatizzazioni selvagge, della scuola, delle rovinose modifiche costituzionali come quella sul federalismo e la sussidiarietà...

Bisogna indignarsi per le scelte di questo governo ma la sinistra, se non vuole apparire ipocrita, deve cambiare politica. Deve cioè recuperare il legame con la sua base sociale e rappresentare i bisogni e le aspettative dei ceti popolari. Questo riguarda noi tutti. Riguarda la politica nazionale ma anche quella locale. Anzi direi che il punto di partenza del rinnovamento della sinistra dovrebbe essere un nuovo rapporto con la popolazione, un nuovo modo partecipato nelle scelte politiche locali, un Porto Alegre seregnese.

Il contrario cioè del comportamento della maggioranza che governa Seregno e delle forze politiche che la sostengono.

Articolo 18

Tredici milioni di lavoratori in sciopero il 16 aprile, manifestazioni imponenti in tutte le principali città italiane (300.000 solo a Milano), 2 milioni di manifestanti a Roma il 23 marzo.

Anche in Brianza c'è stata una grande partecipazione. Infatti se passasse la legge che modifica l'articolo 18 dello Statuto dei Lavoratori la maggior parte dei dipendenti brianzoli ne sarebbe direttamente coinvolto, in quanto gli addetti in aziende con più di 15 dipendenti superano di gran lunga il 50% del totale pur nel tessuto sociale di piccole imprese che caratterizza l'economia locale. Sul sito internet www.brianzapopolare.it abbiamo pubblicato un servizio fotografico sulla partecipazione dei lavoratori della Brianza.

Chi è sceso in piazza lo ha fatto per una scelta di civiltà e di un modello sociale ben preciso nel segno della coesione fra tutti i lavoratori, del diritto comune alla democrazia, alla previdenza, a vivere meno precariamente nel mondo del lavoro e non poter accettare alcuna mediazione sui diritti delle persone.

Un aspetto importante delle manifestazioni è stata la grande presenza dei giovani dimostrando con i fatti di non aver bevuto per niente la storiella di Berlusconi dei padri contro i figli. Tutti ormai hanno capito che la società cresce se crescono i diritti.

È importante un successo nella difesa dell'articolo 18 perché servirà come baluardo per ottenere l'estensione dei diritti sindacali per le categorie non ancora protette (sotto i 15 dipendenti) e per la battaglia riguardante il lavoro precario, le nuove professioni, il lavoro interinale e a termine.

Da ultimo volevo osservare che queste manifestazioni, queste lotte, possono contribuire a rinnovare la politica sindacale che per anni è stata troppo vicina agli interessi del "palazzo" (la "concertazione" con i cosiddetti "governi amici") e troppo poco attenta agli interessi dei lavoratori ed alla loro partecipazione alle scelte sindacali (quanti contratti sono stati firmati senza consultare adeguatamente i lavoratori?).

Ci sono segnali di cambiamento (specie nella CGIL) occorre ora consolidarli in fatti precisi.

Rifondazione cerca ancora una sede.

Il PRC di Seregno non ha una sede propria e ciò penalizza fortemente l'attività del partito. Avere un luogo dove riunirsi, discutere, programmare attività è diventata una urgenza che il nuovo direttivo intende risolvere al più presto. Chiediamo dunque ai cittadini di aiutarci a trovare una sede anche non grande, anche decentrata o poco visibile, anche da rimettere in sesto purché alla portata economica di un partito che si basa esclusivamente su contribuzioni volontarie.

Giuseppina Minotti
Capogruppo del PRC al Comune di Seregno
Seregno, 24 aprile 2002
da «Seregno News»