Anche a Seregno è iniziata la raccolta firme a sostegno dei sei referendum sociali che Rifondazione Comunista, i Verdi, la Sinistra DS, i COBAS ed un ampio arco di organizzazioni hanno deciso di presentare. Sui referendum che riguardano l'estensione dello statuto dei lavoratori c'è anche l'adesione della FIOM-CGIL
Vediamoli in sintesi:
Berlusconi e Maroni, in compagnia di Confindustria, vogliono modificare l’articolo 18 dello Statuto dei Lavoratori.
Quello che prevede il diritto al reintegro sul posto di lavoro per chi fosse licenziato senza giustificato motivo.Quindi ingiustamente.
Noi, invece, vogliamo respingere questo attacco intollerabile ai lavoratori, estendendo l’insieme dei diritti previsti dallo Statuto dei Lavoratori anche alle aziende con meno di 15 dipendenti.
I referendum puntano ad abolire alcune norme in modo da ostacolare lo sviluppo selvaggio degli impianti ad emissione elettromagnetica e la costruzione degli inceneritori.
Che l’elettrosmog sia dannoso alla salute è ormai un dato acquisito che nessuno osa più negare ma poi prevalgono gli interessi economici sulla salute delle popolazioni.
Così ogni giorno migliaia di cittadini sono costretti a protestare, formare comitati, lottare faticosamente contro le fonti inquinanti sempre più vicine alle loro case, dalle antenne per la telefonia mobilie sui tetti delle case, a quelle ben più imponenti di Radio Vaticana, ai tralicci dell’alta tensione.
Un mondo ricco, e segnato dal consumismo sfrenato, produce moltissimi rifiuti che, se riciclati, possono determinare ulteriore benessere per tutti e soprattutto rispetto e protezione dell'ambiente in cui tutti viviamo.
La legge, invece, addirittura incentiva l’utilizzo degli inceneritori e permette la costruzione di impianti per i rifiuti urbani senza bisogno di chiedere autorizzazioni.
Il referendum popolare vuole abolire la norma che consente al ministro della Sanità, con una semplice ordinanza, di autorizzare, e lo fa sempre più spesso, l’uso di sostanze tossiche negli alimenti e la loro permanenza nei cibi sotto forma di “residui”.
La nostra Costituzione afferma il primato dell’istruzione pubblica su quella privata, autorizzando l’esistenza di scuole private “senza oneri per lo Stato”.
Invece, la legge per la parità scolastica dell’allora ministro Berlinguer, approvata il 10 marzo del 2000, ha istituito i famigerati “buoni scuola”.Ovvero soldi pubblici per la scuola privata.
Quando le nostre scuole pubbliche, come ogni anno ricordano studenti, docenti e genitori, spesso mancano di infrastrutture e personale.
Il referendum per la scuola pubblica prevede l’abolizione di ogni forma di finanziamento pubblico alle scuole private, e della possibilità data a questi istituti di richiedere a un quarto del proprio personale di lavorare gratuitamente.
Affermare il primato della scuola pubblica, di una scuola di tutti e tutte per tutti e tutte, significa difendere il diritto a un’istruzione libera, laica, pluralista, contro ogni idea della libertà dei pochi e dei ricchi a scapito dei molti.
Nei mesi di giugno e luglio presso la Segreteria del Comune di Seregno (Via Umberto 1°) negli orari di ufficio oppure presso i banchetti pubblici che stiamo organizzando.