ARTICOLO PER SEREGNO NEWS (NUMERO 45 - MAGGIO 2003)

Diritti sindacali e ambiente: due sì.

Stesso lavoro, stessi diritti? Sì!

Cosa garantisce l'articolo 18:

La vittoria del referendum estenderebbe anche alle imprese fino a 15 dipendenti l'applicazione della cosiddetta «tutela reale», ovvero l'obbligo della reintegrazione in caso di licenziamento senza giusta causa o giustificato motivo. Inoltre, si eliminerebbe la deroga prevista per partiti, sindacati, ordini religiosi e così via. Quindi, di fronte alla medesima ingiustizia, di un licenziamento senza giusta causa o giustificato motivo si avrebbe il medesimo diritto al reintegro in servizio (salvo la facoltà per il lavoratore di optare per un'indennità di 15 mensilità).

Sì per tutelare la salute contro l'elettrodotto coatto.

Con il referendum si propone l'abrogazione di una norma vecchissima che prevede l'esproprio per il passaggio degli elettrodotti anche se corrono troppo vicini alle abitazioni o deturpano il paesaggio. Attraverso l'abrogazione di quella norma sulla servitù di elettrodotto (regio decreto 11 dicembre del 1933, n. 1775), da un lato si dà uno strumento concreto di battaglia ai comitati che si battono contro la costruzione di nuove linee che non rispettino i criteri di tutela ambientale o che passano vicino alle abitazioni, dall'altro si dà uno scossone alla pretesa del governo di affossare la normativa di protezione contro l'elettrosmog e di impedire alle Regioni e ai comuni di tutelare con propri regolamenti l'ambiente e la salute.

Referendum sul Palazzo Comunale.

Il 29 giugno si voterà per un Referendum proposto dalla Lega Nord sul mantenimento del Palazzo Comunale nell'attuale ubicazione di Via Umberto I. Rifondazione Comunista non ha mai sostenuto l'idea di costruire un nuovo palazzo comunale e ciò per diversi motivi tra i quali:

Ma in primo luogo avevamo chiesto di rendere partecipe la cittadinanza alla scelta della soluzione più idonea anche presentando diverse possibilità. Questo non è avvenuto ed ora, invece di contribuire a progettare la sede del nostro comune, i cittadini di Seregno dovranno pronunciarsi su un quesito referendario riduttivo, che non affronta nessuno dei problemi veri, proposto da un centro destra che per l'occasione si erge a censore dello sperpero di pubblico denaro, che dilapida peraltro a fiumi in Provincia e Regione, e che tutto ha in mente eccetto il potenziamento delle strutture collettive e sociali. Una situazione difficile la cui responsabilità ricade interamente sulla maggioranza e sul grave errore politico commesso non chiedendo essa stessa un parere ai cittadini. Ora dovrà attenersi al responso delle urne ed accettare anche una vittoria del Sì.

Giuseppina Minotti
Capogruppo del PRC al Comune di Seregno
Seregno, 25 marzo 2003
da «Seregno News»