Signor sindaco,
vengo a sapere che la sua amministrazione avrebbe intenzione di concedere all'oratorio “Don
Bosco” la costruzione di un fabbricato di 700 m2 (che potrebbero diventare 2100 utilizzabili
tenendo conto di seminterrato e primo piano non esclusi dalla variante proposta) a margine del campo
sportivo del suddetto oratorio che è parte del PLIS “Parco Brianza Centrale”.
Il tutto attraverso una apposita variante del Piano Particolareggiato.
Le immagini sottostanti illustrano la situazione attuale e dopo l'intervento, le indicazioni del
PRG in vigore ed una visione aerea (tratta da Google Earth):
Come FDS noi siamo sempre stati contrari a interventi edilizi all'interno del Parco 2 Giugno e dunque
non possiamo che essere contrari alla variante proposta.
Sforzandomi, mio malgrado, di entrare nella logica di chi potrebbe essere più disponibile
ad edificare mi sembra che comunque ci siano delle ossevazioni che qualsiasi persona di buon senso
solleverebbe.
- Perché non si opera attraverso una convenzione come in genere si fa quando non si ha “un
diritto” a costruire ma solo una “concessione” e le due parti concordano in modo
da ottenere vantaggi reciproci. Quale sarebbe in questo caso il vantaggio collettivo?
- Perché non si prevede, magari all'interno della convenzione di cui sopra, il completamento
dell'allineamento stradale della via Wagner con la creazione della pista ciclabile fino alla rotonda
di Meda?
- Sono state valutate altre ipotesi (magari a lato della casa denominata BP1 o altre ancora) meno
invasive oppure si procederà all'approvazione della variante sotto dettatura della Parrocchia?
- E' stato valutato l'impatto visivo dell'opera?
- E' stata valutata la capienza dei parcheggi esistenti oppure ci troveremo tra un po' a doverne
realizzare di nuovi ovviamente su terreno pubblico?
- Perché nella richiesta di variante si fa cenno ad una destinazione oltre che sportiva
anche per improbabili “attività oratoriali”? Assomiglia stranamente al pretesto
che la chiesa cattolica accampa quando si tratta di eludere l'ICI …
- Come siamo messi con gli oneri di urbanizzazione?
- Che fine faranno le piante che attualmente ci sono (ignare della loro sorte) nell'area di futura
edificazione?
- Secondo lei questa frase: "Il verde pubblico (e con esso intendiamo sia parchi e giardini
che terreni agricoli e zone piantumate e/o boschive) non dovrà essere minimamente "eroso" da
nuove edificazioni o da opere che ne possano compromettere l'attuale natura", tratta dal suo
programma elettorale come candidato sindaco di Seregno, è o non è in evidente contraddizione
con la delibera che la sua giunta si appresta ad approvare?
Probabilmente se ne potrebbero aggiungere altre, di domande ma lascio che altri se ne occupino.
Sarei contenta se l'amministrazione rispondesse in modo convincente a quelle che ho posto.