Bilancio di previsione
1997
Rifondazione Comunista, come penso sia stato prevedibile da questi giorni
di dibattito, preannuncia il suo voto contrario al Bilancio di Previsione.
E' un voto politico, come politico è stato definito dalla relazione
del sindaco, questo bilancio. Non è questa una decisione che Rifondazione
prende a cuor leggero; è una decisione meditata e sofferta che porta
a collocarci all'opposizione di un sindaco e di una maggioranza che abbiamo
contribuito a far nascere. Va detto che il rapporto politico con questa
maggioranza non è mai stato molto facile (forse nemmeno limpido
almeno da parte della maggioranza): non si sono voluti accordi elettorali
con i comunisti (PPI) perché non si voleva perdere il voto di centro
(PDS), ma non si sono disdegnati i voti dei comunisti quando si è
trattato di "staccare l'avversario di un po' di lunghezze nella corsa finale";
voti che del resto non abbiamo esitato a garantire perché nostro
era anche l'obiettivo di battere la destra. In effetti , senza Rifondazione
non ci sarebbe questa maggioranza e questo sindaco. Battere la desta tuttavia,
per quanto obiettivo importante non è stato l'unico motivo che ha
guidato la scelta di Rifondazione. Ci tengo a ricordare:
-
la speranza di una garanzia di un terreno migliore per la democrazia e
lo sviluppo culturale , sociale, ambientale della città;
-
la disponibilità a partecipare alla realizzazione di punti di programma
che pareva concordassero:
-
la realizzazione di rapporti politici costruttivi fra le varie forze politiche
che pur nelle loro diversità avevano contribuito al successo della
Giunta Perego;
-
la promozione di spazi concreti di partecipazione;
Da subito, la nostra esclusione dalle Commissioni Consiliari ed il nostro
essere considerati come ruota di scorta o comparsa ininfluente, ha messo
in chiaro come intendesse questa maggioranza il rapporto con Rifondazione.
Ciò nonostante e malgrado rilievi non secondari ci siamo astenuti
sul bilancio di previsione '96 presentato come "tecnico", ma che comunque
conteneva alcune controtendenze rispetto al passato: casa delle associazioni,
edilizia popolare, attenzione al sociale, lettura del territorio come risorsa
e bene da non sprecare...Abbiamo tenuto aperte molte porte durante questo
anno amministrativo, sostenendo posizione differenziate rispetto alle delibere
presentate in C.C. ma sempre più spesso ci siamo trovati in disaccordo
su questioni di non poca importanza strategica per la città, la
Variante di piano, la volontà di allontanare sempre di più
la possibilità di edilizia economica popolare, lo spostamento nel
tempo della promozione di spazi di partecipazione (comitati di quartiere,
consulte, casa delle associazioni...). Uno degli obiettivi comuni sembrava
dovesse essere insieme alla continua ricerca di trasparenza dentro agli
atti amministrativi, la costruzione di una maggior democrazia nei rapporti
fra cittadini e loro rappresentanti, tra il "palazzo" e la società
civile, tra le forze politiche che avevano sostenuto a vari livelli questo
sindaco e questa giunta. Nei fatti:
-
difficoltà a promuovere la trasparenza degli atti amministrativi,
-
si consulta la popolazione dopo aver preparato il pacchetto delle decisioni,
(meglio il perdono che il permesso, si perde meno tempo)
-
, non ci sono ancora comitati di quartiere (si formano spontaneamente o
quasi , contro o a favore dell'impianto di selezione, a difesa del boschetto
o della fontanella, o protestano per le buche nelle strade...)
-
non ci sono ancora le consulte,
-
non si parla più di casa delle associazioni
-
e ultimo ma non meno importante, non si è favorito alcun dialogo
fra le forze che hanno sostenuto questa maggioranza, lasciando così
sempre più alla destra l'appropriazione di istanze popolari e di
democrazia che appartengono per tradizione e storia e lotta politica alla
sinista. Anzi ( in merito a questo ultimo punto) la relazione del sindaco
mette i puntini su alcune "i" spacciando per consociativo ogni tipo di
rapporto che interferisce troppo con le decisioni della Giunta o del Sindaco.
Senza questo dialogo, senza questo rapporto, diventa scelta obbligata per
Rifondazione , rifiutare qualsiasi responsabilità politica in merito
a questo bilancio sul quale per altro è possibile evidenziare non
poche critiche:
-
non sufficiente differenziazione dell'aliquota ICI sugli immobili sfitti;
-
uso eccessivo degli incarichi professionali;
-
decisione di affidare ad una agenzia esterna il recupero dell'evasione;
-
scarso investimento sugli uffici e la loro organizzazione anche dal punto
di vista della informatizzazione e l'individuazione dei responsabili dei
servizi,
-
spostamento in un futuro lontano di PEEP, Biblioteca...
-
impegni di spesa non sempre trasparenti negli obiettivi da raggiungere,
nell'analisi dei dati e quindi quasi impossibili da controllare in itinere,
ma solo e forse a posteriori
-
alienazione dei beni comunali.
Se a questi rilievi amministrativi si aggiungono quelli politici sollevati
prima, ben si vede come anche una benevola astensione sarebbe come voler
consegnare la chiave della cassaforte dei beni di famiglia ad un parente,
avendo il sospetto (se non proprio la certezza) che costui farà
di tutto per ostacolarne l'accesso o magari per diseredarmi. Rifondazione
dunque voterà contro questo bilancio, perché non ha strumenti
tali che le garantiscano un uso ed un controllo delle proposte di questo
bilancio (anche quelle che riteniamo positive) perché esclusa dalla
delicata fase di preparazione e progettazione. Deve essere chiaro tuttavia
che non riteniamo chiuso su questo capitolo la nostra posizione di ricerca
continua di chiarezza politica e di rispetto delle diversità perché
l'obiettivo resta quello di lavorare per lo sviluppo della città
e della democrazia, tanto desiderato questo obiettivo, da augurarmi che
le fosche previsioni fin qui sostenute siano smentite nei fatti. Voterò
dunque contro con spirito critico ma costruttivo certa che come diceva
la mia nonna che la medicina amara fa bene.
Giuseppina Minotti
(capogruppo PRC)
1997