Procede con risultati diversi il lavoro per strutturare in ogni federazione una attività del dipartimento lavoro. Questo lavoro va sostenuto e rafforzato.
Si tratta cioè di rendere adeguata la presenza e l’iniziativa del partito ai compiti della lotta capitale-lavoro dandoci una capacità operativa ed un coordinamento efficaci.
I passi principali su cui ci siamo immediatamente attivati sono stati:
Una prima verifica del lavoro svolto ed una importante occasione per riflettere sulle condizioni dello scontro capitale-lavoro ed i compiti dei dipartimenti lavoro in questa fase è l’assemblea regionale delle lavoratrici e dei lavoratori comunisti che indicativamente proponiamo di collocare per l’ultimo sabato di ottobre.
In proposito, come sapete, un contributo in questa direzione è il precedente documento sulla preparazione della campagna di autunno, distribuito in occasione della riunione di luglio scorso del dipartimento, ed un’altro è stato prodotto dai lavori del dipartimento lavoro nazionale che si è tenuto lo scorso 13 settembre a Roma.
L’obiettivo della riunione nazionale (I documento è stato distribuito integrale ai resp. Lavoro di Federazione) era quello di individuare, approfondire, ad adottare decisioni in merito alle iniziative prioritarie per il prossimo autunno.
In sintesi le indicazioni emerse sono le seguenti:
E’ necessario contrastare la continua e costante perdita di potere d’acquisto delle retribuzioni e la loro riduzione relativa rispetto alla massa dei profitti e delle rendite che sono invece aumentati in questi anni. Una riduzione che assume connotati ancora più preoccupanti se consideriamo la condizione di precarietà a cui è sempre di più asservito il lavoro. Precarietà dell’occupazione e della prestazione si traducono infatti in precarietà anche salariale e previdenziale ed in un deciso indebolimento dell’unità e della capacità contrattuale della forza lavoro.
La difesa e l’incremento del salario passano quindi attraverso tre direttrici principali:
Tutela effettiva delle retribuzioni rispetto all’inflazione reale attraverso la riproposizione di un meccanismo automatico di adeguamento delle retribuzioni.
Superamento dei vincoli concertativi del 23 luglio (inflazione programmata) e affermazione nei sindacati di una linea rivendicativa capace di recuperare consistenti quote di ricchezza prodotta a favore dei salari.
Tutelare il lavoro precario con una copertura salariale minima e garantita anche per i periodi di inattività.
Le disponibilità concertative di questi anni hanno notevolmente aumentato la subordinazione del lavoro e della prestazione introducendo nuove e numerose tipologie di lavoro precario. Con la legge 30 la precarietà diventa “regime” e si afferma il ricorso al lavoro precario come condizione generale, diffusa, normale della prestazione.
L’obiettivo è quindi ostacolare e contrastare in ogni modo l’entrata in vigore della legge 30. I fronti su cui questa battaglia può essere realizzata sono:
Il fronte sindacale. E’ necessario sostenere ogni iniziativa di lotta generale che punti all’abrogazione di questa legge, così come è necessario attivare le nostre presenze nei sindacati perché anche in sede di contrattazione nazionale e decentrata vengano posti limiti concreti all’uso di questa legge da parte delle imprese. Strumento principale di questa battaglia deve essere la conquista di norme che limitino il ricorso al lavoro precario, atipico, solo in presenza di comprovate necessità straordinarie e temporali, le cui condizioni siano verificabili dalle rappresentanze sindacali con la possibilità di trasformare l’assunzione da precaria a tempo indeterminato quando il suo ricorso venisse riproposto e si dimostri in realtà organico al ciclo di lavorazione (vedi indicazioni Fiom).
Il fronte istituzionale. Una parte dei decreti attuativi della legge 30 rimandano a passaggi regionali. E’ un punto, anche questo, di importante iniziativa politica oltre che sindacale. Bisognerà coinvolgere i nostri consiglieri regionali.
La questione delle pensioni non è altro dalla questione salariale, essendo per noi, salario differito, né altro per quanto riguarda la lotta ad una società basata sulla precarizzazione nel lavoro e che quindi crea un incertezza totale nella vita.
I paletti di riferimento su cui attestare l’iniziativa del partito sono:
Collegata alla battaglia sindacale (iniziative confederali e contrattazione categoriale) ed allo sviluppo di maggior protagonismo dei lavoratori è la questione dei diritti. In questo contesto ritorna di attualità (come anche sostenuto dalla Fiom) la questione di una legge sulla rappresentanza e sulla democrazia nei luoghi di lavoro ed il contrasto ai nuovi interventi che si propongono di limitare ulteriormente le norme che regolano la convocazione degli scioperi.
Al di la delle questioni di merito particolare (salario, pensioni, mercato del lavoro) su cui dovremo comunque prestare massima attenzione, l’elemento che dobbiamo preoccuparci di fare emergere nella nostra iniziativa è il carattere generale e politico dell’offensiva liberista (che investe non solo la sfera lavorativa ma l’intero modello di società) a cui contrapporre una risposta generale che, partendo dalla lotta sindacale, riagganci e rilanci l’idea di “un altro mondo è possibile”.
Ciò vuol dire che per la campagna di autunno, nostro obiettivo particolare deve essere quello di attivare tutto il mondo dell’antagonismo sociale al liberismo e non solo sul piano sindacale.
Dobbiamo cioè dimostrare che la lotta contro lo sviluppo del modello precario di lavoro e di società, la lotta per un modello salariale e previdenziale che tuteli sia il lavoro fisso che quello precario, per una maggiore democrazia e partecipazione alle decisioni, rappresentano la piattaforma per una proposta di modello di società diverso da quello che ci viene imposto.
Questa lettura della campagna di autunno deve caratterizzare tutti i piani della nostra iniziativa, sul terreno sindacale, sul terreno dei movimenti e su quello istituzionale, cercando di costruire momenti di effettivo e visibile coordinamento tra questi diversi livelli.
Sul pian sindacale, in particolare, la campagna di autunno deve essere occasione per i nostri compagni impegnati nei sindacati, per rilanciare l’iniziativa contro le linee concertative e le derive neocorporative che ostacolano lo svolgimento di una adeguata iniziativa di classe, nei luoghi di lavoro, contro l’offensiva liberista.
Ciò comporta:
Promuovere iniziative che favoriscano e sviluppino l’integrazione tra loro dei vari livelli coinvolti nella campagna di autunno.
La campagna di autunno va vista come occasione per rafforzare il nostro radicamento nei luoghi di lavoro e nei sindacati. Per questo occorre completare al più presto la mappatura.
Il primo obiettivo è quindi quello di coinvolgere i nostri iscritti (lavoratori, delegati, sindacalisti) nell’iniziativa del dipartimento, sia rendendoli operativi come terminali militanti nei luoghi di lavoro per la distribuzione dei nostri materiali, sia coinvolgendoli nelle iniziative formative di Federazione ed alle riunioni periodiche del dipartimento.
Ciò comporta la costruzione di un indirizzario per poterli raggiungere periodicamente con materiale informativo e con la convocazione delle iniziative.
Particolare impegno va messo nella convocazione e partecipazione alle iniziative di federazione dei compagni sindacalisti che devono poter dare un loro fattivo contributo al lavoro del dipartimento di Federazione.
Dove possibile (visto che molti nostri iscritti non sono delegati) va sostenuta la candidatura dei nostri compagni nelle elezioni delle Rsu.
Riguardo alla campagna di autunno ogni dipartimento di federazione dovrà operare per:
Queste sono solo prime indicazioni operative per l’avvio della campagna di autunno che naturalmente dovrà sapersi via via adeguare alle condizioni generali che verranno a determinarsi con lo svolgimento concreto dell’offensiva liberista.
Per questo, mentre a livello regionale e di federazione i dipartimenti devono cominciare ad operare, abbiamo deciso di traguardare per il prossimo 8 novembre la nostra assemblea regionale delle lavoratrici e dei lavoratori comunisti della Lombardia.
L’Assemblea dovrà essere occasione per:
Lunedì 20 ottobre è riconvocato il coordinamento regionale del dipartimento per una verifica dell’avvio della campagna di autunno e per l’organizzazione dell’assemblea regionale del giorno 8 novembre.