Milano, mano pesante della procura. Fino a 1.480 euro di multa per 4.200 tranvieri dell'Atm che lo scorso inverno hanno scioperato fuori dalle regole. I Cobas: non pagheremo

Pioggia di multe sui tranvieri «selvaggi»

Gongola il sindaco Albertini: «Così imparano»

Sciopero dei tranvieri a Milano

«Benzina sul fuoco», dicono tutti, eccetto il solito sindaco Albertini che gode al pensiero che i tranvieri per gli scioperi selvaggi dello scorso inverno dovranno pagare il fio. In soldoni: multe da 740 a 1.480 euro. Per spegnere il fuoco la procura di Milano precisa che, «al momento», i pm Tiziana Siciliano e Alfredo Robledo non hanno ancora firmato alcun provvedimento a carico dei 4.200 tranvieri, accusati di interruzione di pubblico servizio e di mancata osservanza della precettazione del prefetto. Ma la notizia è scappata ieri in prima pagina su Repubblica e l'effetto è stato scontato. «Allora scoppia di nuovo il cinema», dice quasi con allegria il conducente del 23. Il cinema, se scoppierà, potrebbe essere diverso da quello che ha in mente il nostro tranviere. Se il gip accoglierà le richieste dei pm (e non è scontato che lo faccia), «noi chiederemo l'audizione di tutti i 4.200 indagati, come è previsto dall'articolo 374 del codice di procedura penale», anticipa l'avvocato Giuliano Pisapia, del collegio di difesa dei tranvieri. E se non bastasse un processo monstre, «solleveremo eccezione di incostituzionalità perché le norme che regolano gli scioperi nei servizi pubblici contrastano con il principio di uguaglianza». Proprio per evitare il processo lumaca, i due pm titolari dell'inchiesta hanno scelto la via abbreviata del decreto, percorribile quando il reato comporta una multa o una pena detentiva sostituibile con una pecuniaria. Ma se tutti i tranvieri si opporranno al decreto di condanna, il processo lumaca sarà inevitabile. E solo un colpo di fantasia potrà evitare che palazzo di giustizia sia paralizzato per mesi dai tranvieri «colpevoli» d'aver paralizzato Milano per cinque giorni.

I Cobas si lanciano: piuttosto che pagare le multe, ci faremo portare a San Vittore. Il loro provocatorio desiderio non sarà esaudito perché la pena sarà convertita in euro. E gli euro, in questo momento, i tranvieri più che scucirli intendono incassarli. E' aperta la trattativa per il rinnovo del contratto nazionale, scaduto da gennaio. Fin qui gli scioperi sono stati soft. La benzina delle multe potrebbe farli diventare hard, almeno a Milano.

Il sindaco Gabriele Albertini è convinto del contrario. Pensa che le multe, oltre che giuste, siano «una garanzia» per il futuro, convinceranno i tranvieri a non rifare i selvaggi. Se non sarà così, aggiunge, «preferisco cambiare città, andare sulla luna». Sulla luna il primo cittadino sembra esserci già. Il presidente dell'Atm Soresina ha i piedi per terra. E' stato lui a fornire ai magistrati i tabulati con i nominativi dei tranvieri che avrebbero dovuto prestare servizio nei giorni fatidici. Adesso, forse, si sta mordendo le mani e smorza: «I decreti non sono stati ancora notificati e sono opponibili».

La patata è bollente e da Roma il segretario della Cgil Epifani invita a trovare una soluzione «per non incattivire il clima». La segretaria della Cisl milanese Maria Grazia Fabrizio replica per le rime ad Albertini. Il sindaco dice che chi ha sbagliato deve pagare? «Benissimo. Allora ci dica chi pagherà tra i rappresentanti del Comune e dell'Atm che, con i loro comportamenti e la loro incapacità, hanno contribuito a creare il clima di esasperazione che ha scatenato la protesta dei tranvieri». Al «concorso di colpe« fa riferimento anche la Cgil che definisce «esagerati e ingiusti» i provvedimenti contro i tranvieri. Il segretario della Uil milanese Roberto Monticelli avanza la sua proposta: un'amnistia. «In fin dei conti in Italia la si chiede per fatti molto più gravi».

Manuela Cartosio
Milano, 25 settembre 2004
da "Il Manifesto"