Convenzione europea dei collettivi locali per la promozione dei servizi pubblici

RISOLUZIONE DI LIEGI

Liegi, 22 e 23 ottobre 2005

Di seguito la risoluzione finale varata a Liegi il 23 ottobre a conclusione della convenzione europea delle Autonomie locali per la promozione dei servizi pubblici.

Oltre alla risoluzione sono state lanciate mobilitazioni di carattere europeo e l’appello per la promozione di una manifestazione mondiale da tenersi nelle diverse capitali il 10 dicembre contro il Wto che si riunirà ad Hong Kong dal 15 al 18 dicembre.

Molto importante sarà la manifestazione del 19 novembre a Parigi contro la Bolkestein e i GATS.

La lotta contro la Bolkestein sta riprendendo in tutta Europa e rilancia quella contro i Gats e il Wto.

A Liegi erano presenti combattivi rappresentanti di Enti Locali, sindacalisti, ONG e movimenti, in particolare esponenti di Attac.

Il filo conduttore dei due giorni si può sintetizzare così: ritiro della direttiva Bolkestein, arresto dei negoziati Gats, valorizzazione dei servizi pubblici. Il valore del pubblico come elemento base della cittadinanza è stato sottolineato da tutti gli interventi.

Beni Comuni fuori dal mercato è la nuova parola d’ordine.

Accanto agli impegni assunti con la risoluzione quindi, si è convenuto di dare continuità alla rete che si è formata, a partire da quei comuni, province, regioni, che si sono costituite come anti-AGCS come il comune di Liegi capofila della rete europea.

Erano presenti e attivi protagonisti anche alcuni rappresentanti italiani: comune e provincia di Torino, comune e provincia di Roma (per il Prc Castronovo, Peluso, Sentinelli e Rinaldi) e alcuni comuni della Toscana come Viareggio.

Dopo l’approvazione della mozione contro la Bolkestein avvenuta da parte di molti enti locali, vi proponiamo di presentare mozioni e/o ordini del giorno contro il Gats come già fatto a Torino.

La lotta contro la legge finanziaria può utilmente essere legata a quella contro la Bolkestein e i Gats.

Vi segnalo infine che dal convegno di Roma promosso sabato 15 ottobre dagli enti locali per esaminare le conseguenze negative della Bolkestein sulle comunità locali, è scaturita la decisione di organizzare una delegazione per il parlamento europeo da organizzare immediatamente.

Se qualcuno di voi è interessato o ritiene che qualche altro gruppo politico possa essere coinvolto nell’iniziativa, comunicatelo al più presto al dipartimento enti locali.

Sarebbe utile promuovere in ogni territorio convegni, dibattiti o altro per favorire la mobilitazione e la conoscenza di quanto si sta preparando contro la democrazia sociale e i diritti.

A Bari il 5 e 6 novembre si svolgeranno la terza assemblea nazionale della Rete del Nuovo Municipio ( il programma lo trovate su: www.nuovomunicipio.org) e un incontro dei Cantieri Sociali, entrambi appuntamenti utili per far crescere il movimento contro il Wto e la Bolkestein e per continuare la lotta.

Patrizia Sentinelli


TESTO DELLA RISOLUZIONE DI LIEGI

Denunciando:

  1. la liberalizzazione raccomandata dall’Organizzazione Mondiale del Commercio, che ha come fine esclusivamente la messa in concorrenza dei servizi;
  2. la pretesa di imporre le decisioni in modo irreversibile su tutte le legislazioni internazionali, nazionali e locali;
  3. le direttive europee sui servizi, dunque il progetto di Direttiva Bolkestein, che mirano a generalizzare la privatizzazione dei settori pubblici, notoriamente i servizi pubblici locali;
  4. le politiche governative di distruzione dei servizi pubblici.

Rifiutando:

  1. la prospettiva della sottomissione dell’accesso ai beni essenziali alla sola avidità speculativa del mercato come deterioramento dei loro utili vitali;
  2. questa normalizzazione liberista alla quale sono assoggettate le politiche pubbliche, che esaspera l’ineguaglianza sociale, la messa in concorrenza dei lavoratori, le disparità territoriali e i disequilibri mondiali;
  3. la messa sotto tutela dall’Organizzazione Mondiale del Commercio delle comunità locali, che al contrario attenta alla loro libera amministrazione e all’esercizio della democrazia.

Ricordando che:

  1. l’esercizio effettivo dei diritti umani passa per dei provvedimenti di protezione sociale basati su una logica pubblica e solidale, tanto nella loro gestione che nel loro finanziamento attraverso una redistribuzione equa delle ricchezze;
  2. l’attitudine dei poteri pubblici è quella di far prevalere l’interesse generale e soddisfare i bisogni fondamentali delle loro popolazioni attraverso i servizi pubblici;
  3. i servizi pubblici sono il mezzo indispensabile di uno sviluppo umano equilibrato rispettoso dei diritti sociali e democratici, a tutti i livelli, dal locale al mondiale; essi costituiscono un elemento essenziale della cittadinanza;
  4. il ruolo e le sorti del settore pubblico.

Noi, cittadine, cittadini,

  1. elette/i di diversi paesi europei, rappresentanti delle decine di milioni di abitanti di territori dichiaratisi “zona franca dal GATS”;
  2. sindacalisti con responsabilità a livelli locali, nazionali e internazionali;
  3. membri di organizzazioni di cittadini militanti per una società vivibile in un mondo vivibile.

Esigiamo

  1. lo stop ai negoziati GATS in corso all’interno dell’OMC;
  2. la modifica e il controllo democratico del mandato dato al negoziatore unico per l’Unione Europea;
  3. l’esclusione definitiva dei settori vitali (acqua, sanità, educazione, energia, trasporti, protezione sociale, cultura…) da tutti i negoziati;
  4. la valutazione delle liberalizzazioni già effettuate;
  5. l’interdizione per il FMI, la Banca Mondiale e la Banca Centrale Europea di condizionare i loro “aiuti” all’obbligo di liberalizzare i beni comuni;
  6. il ritiro effettivo della Direttiva Europea sui servizi detta Bolkestein e di tutte quelle destinati ai settori dei servizi pubblici (trasporto urbano);
  7. la rimessa in discussione dei poteri eccessivi attribuiti alla Commissione Europea in materia di “politica della concorrenza”;
  8. il riconoscimento come diritti europei e internazionali di tutti i servizi pubblici;
  9. la cooperazione tra i servizi pubblici piuttosto che la loro messa in concorrenza;
  10. nuovi provvedimenti pubblici relativi al risparmio e al credito.

Noi ci impegniamo a:

  1. manifestare queste esigenze nei confronti delle autorità politiche dei governi e europee, nei confronti dell’OMC, da oggi al summit di Hong Kong (15-18 dicembre 2005);
  2. contattare tutti gli eletti locali e i parlamentari affinché prendano posizione;
  3. riunire abitanti, sindacati e associazioni per lo scopo dei nostri impegni;
  4. organizzare e sostenere tutte le iniziative appropriate per reagire e rispondere alla distruzione dei servizi pubblici.

A questo fine

  1. studiare e promuovere delle soluzioni alternative alla gestione privata;
  2. la Convenzione intende ottenere tutte le opportunità per far vivere e partecipare queste esigenze (forum sociali locali, nazionali europee e mondiali, associazioni di collettivi e comitati di eletti, organizzazioni sindacali…);
  3. la Convenzione propone a tutte le reti (cittadini, sindacati, collettivi di eletti) di lavorare insieme per ottenere una risposta coerente e almeno duratura, non soltanto di preservare, ma anche di promuovere servizi pubblici come risposta adeguata alle sfide sociali, economiche e ambientali, su tutti gli scacchieri, dal locale al mondiale.
Patrizia Sentinelli
Liegi, 23 ottobre 2005
Testi originali: www.agcs-gats-liege2005.net