PROTOCOLLO SU PENSIONI E MERCATO DEL LAVORO

LE RAGIONI DEL NO ALL’INTESA DEL 23 LUGLIO

Un giudizio fortemente negativo sull’intesa che necessita di un miglioramento cospicuo per via parlamentare

NO perché,

è avvenuta senza consultazione preventiva dei lavoratori in una situazione di scarsa informazione (23 luglio appunto sotto le ferie);

NO perché,

la positiva, anche se imparziale, rivalutazione di 3 milioni di pensioni basse è interamente pagata dall’aumento dei contributi dei lavoratori dipendenti e dei precari,perché:

NO perché,

La nuova disciplina sui lavoratori particolarmente usuranti sono definiti sulla base di criteri che hanno un vincolo finanziario di un massimo di 5000 lavoratori l’anno con le attuali condizioni di lavoro, di infortuni, le malattie professionali, fissare il numero di 5000 lavoratori l’anno ufficialmente usurate è ridicolo.

NO perché,

Non c’è di fatto l’abbattimento dello scalone di Maroni, si riducono solo i tempi, ma resta l’allungamento dell’età pensionabile da 57 a 62 anni

NO perché,

Non c’e nessuna separazione della PREVIDENZA dall’ASSISTENZA come in tutti gli altri paesi europei è dimostrato che togliendo le spese dell’assistenza dalla previdenza le quali sono a carico della fiscalità generale il rapporto spesa per le pensioni PIL sarebbe esattamente nella media EUROPEA

NO perché,

Anche se per i 40 anni di contributi rimangono le quattro finestre al posto delle due previste da Maroni questa manovra viene fatta pagare alle pensioni di VECCHIAIA, soprattutto alle donne, perché vengono inserite le finestre per andare in pensione, dove prima non c’erano. Tutto questo a costo zero.

NO perché,

Sul discorso dei coefficienti e le pensioni che verranno elargite ai giovani nel prossimo futuro è positivo l’aver portato l’incidenza al 60% dell’ultima retribuzione ma nell’accordo non c’è scritto che si dovrà realizzare, ma che potrebbe essere raggiunto, per cui la partita è ancora aperta;

NO perché,

sul Mercato del lavoro, non c’è nessun superamento della legge 30, come si chiedeva, ma ci sono solo alcune modifiche, che non porteranno all’assunzione a tempi brevi dei lavoratori cosiddetti precari. Addirittura si parla di un ulteriore allungamento dei contratti a termine e interinali da 36 fino a un massimo di 60 mesi

NO perché,

Si regolano le detassazioni degli straordinari ai padroni: l’eliminazione della sovracontribuzione dei straordinari dapprima danneggia l’INPS e poi costituisce un preoccupante incentivo alle imprese all’aumento dell’ORARIO di lavoro ai danni della salute e dell’occupazione

NO perché,

la detassazione dei salari riguarda la parte totalmente variabile del PDR invece che gli aumenti certi per tutti indebolendo così la contrattazione collettiva e il contratto nazionale.

Per questi motivi la RSU NACCO esprime un giudizio fortemente negativo sull’intesa, auspica un miglioramento cospicuo per via parlamentare.

RSU - NACCO
Masate, 1 ottobre 2007