Il Centro destra occupa tutti i posti nei Consigli di Amministrazione della Holding “Gelsia” e delle società di scopo.

Nasce male la Multiutility in Brianza e rischia di nascere male la nuova Provincia

Serviva un grande sforzo di elaborazione confronto e discussione nelle istituzioni brianzole e con le parti sociali; si è invece preferito privilegiare il controllo della “governance”, ad un progetto di più ampio respiro di sviluppo industriale, occupazionale e motore dell’economia brianzola, e di questo siamo seriamente preoccupati, ben più della degradante pratica di occupazione dei posti vista in questi giorni.

Gelsia nostra

Il 22 dicembre scorso si è concluso o quasi, il percorso di costituzione della Multiutility che copre una parte del territorio della Brianza, e ha visto l’assalto del centro destra ai Consigli di Amministrazione della Holding e delle società di Scopo. Ora era evidente che ci sarebbero state maggioranze legate alle forze della destra ma, non si presumeva una totalità di presenze della stessa. Il percorso che ha portato alle nomine è stato nei fatti giocato tra le segreterie dei partiti di destra, escludendo qualsiasi confronto con i Sindaci e con il resto delle forze politiche del centro sinistra e della sinistra. Questo atteggiamento ha fatto saltare il patto non scritto ma sempre praticato di rappresentanza tendenzialmente plurale nei CdA, certo garantendo le maggioranze a chi ne disponeva della stessa, ma altresì garantendo la rappresentanza delle minoranze che poi è il modo migliore per gestire e sviluppare al meglio le aziende pubbliche. Il messaggio che arriva per il futuro della Provincia e delle istituzioni Brianzole non è incoraggiante. La cosa che preoccupa è che anche il Partito Democratico in questi mesi ha assunto atteggiamenti discriminatori verso la sinistra con l’accaparramento dei posti disponibili.

Ma la cosa peggiore, e purtroppo poco dibattuta, è un’altra. La creazione della Multiutility è avvenuta per giuste e condivisibili ragioni, ma con procedure che hanno messo in secondo piano quello che invece era prioritario, e cioè lo sviluppo e la prospettiva della nuova società.

Chi ha discusso in questi mesi di Piano Industriale? Sono stati fatti studi e piani di sviluppo seri e concreti nei vari settori di intervento? Sono state coinvolte le comunità locali attraverso i Sindaci e le Amministrazioni comunali? La risposta è no, o meglio solo alcune amministrazioni di centro destra sapevano cosa stava accadendo, peraltro con grandi contraddizioni e conflitti interni.

I piani di sviluppo nel settore dell’Energia, della distribuzione commerciale, dello sviluppo delle reti, di politiche tariffarie contenute per i ns. cittadini, della gestione della raccolta e smaltimento dei rifiuti, li ha discussi, elaborati e confrontati qualcuno? No si è fatto il percorso inverso, ci si è messi insieme con molte diffidenze e differenze, e poi si vedrà cosa fare. Con strutture societarie nuove e vecchie pronte per stare insieme ma anche pronte a ritornare divise. Vogliamo ricordare che la nuova aggregazione societaria copre solo una parte del territorio della Brianza. Con AGAM di Monza sono possibili rapporti futuri? A sentire le voci provenienti dall’azienda monzese non sembra. E il territorio del Vimercatese sarà coinvolto o no?

Il rischio che un progetto importante sia vanificato da miopia politica è, serio e concreto. Serviva un grande sforzo di elaborazione confronto e discussione nelle istituzioni brianzole e con le parti sociali; si è invece preferito privilegiare il controllo della “governance”, ad un progetto di più ampio respiro di sviluppo industriale, occupazionale e motore dell’economia brianzola, e di questo siamo seriamente preoccupati, ben più della degradante pratica di occupazione dei posti vista in questi giorni.

Inoltre una questione del tutto secondaria ma ugualmente significativa; Il nome GELSIA. Pensate che oggi ci sia qualche cittadino brianzolo che sappia o ricordi della coltivazione del gelso evocata dal nome o che possa affermare che sia stata fattore prevalente dell’economia della Brianza? La risposta la sanno tutti ed è No!

Sa tutto di vecchio e stantio.

Daniele Ratti (Segreteria Federazione Brianza PRC - Responsabile Enti Locali - Beni Comuni)
Monza, 2 gennaio 2008