
FIOM
Oggi presso la sede del Ministero del Lavoro, Fim, Fiom e Uilm hanno raggiunto
con Federmeccanica e Assistal l'accordo di rinnovo del contratto nazionale dei metalmeccanici. Un
contratto che da sempre rappresenta simbolicamente nel nostro paese un fatto politico e sindacale
di grande rilievo come termometro delle relazioni industriali. Il confronto è stato lungo
e duro e sul risultato hanno pesato le lotte dei lavoratori e la determinazione unitaria. L'accordo,
ha spiegato Epifani, "contiene importanti novità, come la parificazione impiegati-operai
e alcune forme di lavoro flessibile per le quali è stata raggiunta un'intesa senza subire
pretese inaccettabili. Il riconoscimento salariale - inoltre - è stato più significativo
rispetto alle tornate contrattuali precedenti".
Ma il vero successo è l'aver combattuto e sconfitto l'ipotesi, caldeggiata dalle imprese,
di far saltare il contratto nazionale, strumento fondamentale di solidarietà.
Proviamo quindi a fare una sintesi dell'accordo:
Una tantum di 300 euro comprensiva dell'IVC erogata da pagare nel mese di marzo 2008. Un incremento dei minimi contrattuali per una vigenza contrattuale di 30 mesi del 7,23%, cioè 127 euro medi, in tre scaglioni: 60 euro a gennaio 2008, 37 a gennaio 2009 e i restanti 30 a settembre 2009.
Trasformazione dell'elemento perequativo, per coloro che hanno retribuzioni al minimo contrattuale in un istituto annuale il cui valore viene raddoppiato e fissato a 260 euro.
Rivalutazione delle indennità di trasferta e di reperibilità. Parificazione delle normative tra operai e impiegati: con il rinnovo contrattuale si prevede che a decorrere dal 1° gennaio 2009 i trattamenti contrattuale dei lavoratori dell'industria metalmeccanica siano unificati sia per gli aspetti economici che per quelli normativi. Ciò significa che le differenze che ancora permanevano tra la disciplina degli impiegati e degli operai sono state cancellate, estendendo di norma i trattamenti degli impiegati agli operai, come ad esempio la corresponsione della retribuzione (mensilizzazione).
È stata semplificata riferendo la maturazione all'anzianità di azienda in luogo di quella di livello: pertanto in caso di passaggio di livello si manterranno gli scatti maturati (che verranno rivalutati in base al nuovo livello) e si proseguirà nella maturazione.
Per quanto riguarda la in base all'anzianità aziendale, che fino ad oggi era prevista per
gli impiegati, dal 1° gennaio 2008 sarà esteso anche agli operai e l'anzianità necessaria
per la maturazione decorrerà da quella data.
Tuttavia, per tener conto almeno in parte dell'anzianità pregressa, coloro che maturano 10
anni di anzianità aziendale e 55 anni di età avranno diritto a un giorno di ferie in
più. Ai lavoratori operai attualmente in forza, per evitare che la retribuzione annua
si riduca per effetto della mensilizzazione saranno retribuite ulteriori 11 ore annue in occasione
del pagamento della tredicesima.
E' prevista l'istituzione dell'Osservatorio nazionale quale sede per approfondimenti, studi e progetti
su argomenti di interesse delle Parti, tra cui iniziative specifiche sull'ambiente e la sicurezza
del lavoro.
E' stata contrattualmente recepita la direttiva europea sui diritti di informazione e consultazione
nelle imprese con almeno 50 dipendenti.
Le imprese, dopo aver consultato gli RLS, dovranno informare, di norma ogni 6 mesi, i lavoratori sulle questioni della sicurezza e della salute, anche in relazione alle specificità aziendali. Sono state elevate le ore a disposizione degli RLS che divengono 50 nelle imprese da 50 fino a 100 dipendenti e 70 ore per le imprese con almeno 100 dipendenti.
I sabati di straordinario "comandati" passano da 4 a 5 nelle imprese con almeno 201 dipendenti
e da 5 a 6 nelle imprese di minori dimensioni.
Uno dei sette "permessi annui retribuiti" a fruizione collettiva potrà essere spostato
dall'azienda all'anno successivo con fruizione individuale.
L'attuale normativa dell'orario plurisettimanale è stata estesa a tutte le imprese, salvaguardando
comunque il ruolo della RSU, nella definizione delle modalità di applicazione.
Sono state aumentate le maggiorazioni relative al ricorso all'orario plurisettimanale.
La normativa contrattuale si è concentrata sulle tutele per coloro che hanno svolto, con la stessa azienda e nella medesima mansione, periodi di lavoro sia interinale che con i contratti a termine, casi assai frequenti e privi di tutela legislativa, fissando un limite massimo di 44 mesi. Sempre su questo argomento, anche se collocato nella parificazione "operai - impiegati", è stato eliminato (o, in alcuni casi, ridotto) il periodo di prova in caso di assunzioni a tempo indeterminato, precedute da contratti a tempo determinato, apprendistato, interinale, etc.
L'elemento retributivo di professionalità per la parte più specializzata degli operai
di 5° livello, istituito con il contratto del 1990, sarà trasformata in un vero e proprio
livello contrattuale con il parametro retributivo del 5° super (fino ad oggi previsto solo per
gli impiegati).
Per i lavoratori di 3° che operano, con comprovata esperienza, su più funzioni sarà previsto
un elemento retributivo di professionalità mensile secondo una declaratoria che sarà definita
entro febbraio 2009. Entro la stessa data dovranno terminare i lavori di una commissione negoziale
tra le Parti per la definizione, a partire dalla proposta presentata da Fim, Fiom e Uilm, di un nuovo
sistema di inquadramento professionale.
Sarà chiesto a coloro che non sono iscritti ad alcuna Organizzazione sindacale una quota di contribuzione "una tantum".
Sull'accordo per il rinnovo del contratto dei metalmeccanici "il giudizio è complessivamente positivo ma ora la parola passa ai lavoratori con il referendum". Lo ha sottolineato il segretario generale della Fiom, Gianni Rinaldini, commentando l'intesa che prevede un aumento medio del salario di 127 euro in 30 mesi. "C'è stato un allungamento di sei mesi ma questo è uno dei pochi contratti - ha evidenziato Rinaldini - in cui l'allungamento della durata viene accompagnato da un aumento superiore rispetto a quello richiesto".
La richiesta iniziale dei sindacati era di un aumento di 117 euro su 24 mesi. "Non ricordo simili successi prima - ha insistito Rinaldini - persino nel '97 con il lodo Prodi ci fu un allungamento di sei mesi ma con una riduzione dell'aumento".
Secondo il leader della Fiom, il raggiungimento di questa intesa rappresenta una sconfitta di chi auspicava uno svilimento del ruolo del contratto. "Da parte nostra c'è stata una sostanziale tenuta rispetto ad alcuni evidenti tentativi di far saltare il ruolo del contratto - ha concluso - anche se ora certamente dovrà aprirsi una discussione sul futuro assetto contrattuale".