Ancora morti e feriti gravissimi sul lavoro a Settimo Milanese. Nell'incidente hanno perso la vita Mohammed Hassan, 27 anni, e Omar Salama Awad, 28 anni, ed è rimasto ferito in modo grave Khamis Hassan, 38 anni. Tutti e tre egiziani e clandestini.

Non è fatalità, ma la legge del profitto

Ora basta parole, il sindacato proclami lo sciopero generale

Operai morti a Settimo Milanese

Operai morti a Settimo Milanese

Photo by Adnkronos

Ancora due morti sul lavoro, altri due sono ricoverati in condizioni gravissime dopo la caduta su un cantiere edile, a Settimo Milanese e all’Idroscalo di Milano. Tre lavoratori stranieri e un italiano, colpiti non da una fatalità, ma dalla deregulation del mercato del lavoro, dalla rincorsa al massimo profitto con il minimo dei costi, dal lassismo dei controlli che ingrassano imprese senza scrupoli e il Pil nazionale.

Ogni parola è ormai drammaticamente insufficiente. Basta con l’ipocrita commedia delle facce tristi e delle lacrime di coccodrillo in televisione, questa è la vera emergenza nazionale della sicurezza.

Il sindacato, la Cgil battano un colpo. Si proclami lo sciopero generale, si apra una grande vertenza per la vita e per la salute di chi lavora.

Ai padroni e al Governo, uniti dalla volontà di allargare le maglie della legge in materia di orario e di sicurezza sui luoghi di lavoro, dobbiamo mandare un messaggio forte: non accettiamo arretramenti del quadro dei diritti, pretendiamo anzi che vengano rafforzate le norme, i controlli e la repressione in materia di sicurezza per i lavoratori.

I lavoratori siano chiamati finalmente a difendere i loro diritti più sacri, su cui la sinistra e le forze sociali devono ritrovare voce e utilità sociale.

E’ un’urgenza che vale in modo particolare per la Lombardia, dove sta per aprirsi una stagione di cantierizzazioni e appetiti speculativi straordinari per l’Expo 2015.

Alfio Nicotra (Segretario del PRC - Lombardia)
Milano, 13 giugno 2008