1° Maggio 2009 in Lombardia

Formigoni festeggia con il decreto salva - manager

Nicotra (PRC): “Non si lamenti, poi, se sarà contestato”

Il 1° maggio di quest’anno si svolgerà sotto il segno del decreto Sacconi sulla sicurezza del lavoro, che scarica sui sottoposti le responsabilità dei padroni e dei manager.

Un fatto altamente simbolico, un’oscena pernacchia ai lavoratori, che mostra il volto crudamente classista di questo governo. Una legge nata per condonare retroattivamente persino i responsabili del disastro della ThyssenKrupp, e che in fin dei conti suona come un’istigazione a delinquere. Disposizioni non “sulla” ma “contro” la sicurezza dei lavoratori. Talmente indecenti, che contro di esse si sono espressi non solo sindacati e movimenti, ma il presidente della repubblica Napolitano e illustri giuristi di diversa ispirazione politica e culturale.

“Ieri”, dichiara il portavoce regionale del Prc Lombardia Alfio Nicotra, “è toccato alla Conferenza delle Regioni bocciare la normativa, sotto il profilo del merito e della legittimità. Un altro ‘no’ assai pesante, che non ha avuto l’unanimità perché la Regione Lombardia si è invece allineata alla volontà del governo trascinando con sé altre tre regioni del centrodestra”.

“Formigoni e la Lega, che governano nella regione con il maggior numero di morti sul lavoro, dimostrano ancora una volta con i fatti da che parte stanno. Con i responsabili e non con le vittime, con il capo che siede a Roma, non con i lavoratori della Lombardia”.

“Non credo che il presidente della Lombardia si mostrerà domani nelle piazze. Spero non si lamenterà, comunque, se sarà sonoramente fischiato e contestato, almeno in effigie”.

“Rifondazione comunista”, conclude Nicotra, “parteciperà attivamente alle manifestazioni sindacali e di movimento indette domani a Varese, a Milano e in tutta la Lombardia”.

Il crack del modello economico e politico liberista richiede una risposta di massa, una nuova unità di lotta e di programma di operai, impiegati, precari, pensionati, disoccupati. Per uscire dalla crisi, in Italia e in Europa, con la conquista di nuovi diritti ugualitari, di libertà e democrazia nella giustizia sociale.

Roberto Porta
Milano, 30 aprile 2009