FIM-CISL e UILM-UIL firmano un accordo separato con Federmeccanica sul contratto dei metalmeccanici. Contraria la FIOM-CGIL

Metalmeccanici: l'accordo separato è un attentato alla resistenza dei lavoratori nelle aziende in crisi. C'è il rischio di una accelerzione della crisi occupazionale.

Dichiarazioni di Luciano Muhlbauer, capogruppo regionale Prc-Se

Il contratto separato firmato oggi da Fim e Uilm con Federmeccanica è deprecabile, non soltanto per la sua carica antidemocratica, nel metodo e nel merito, ma anche per gli effetti deleteri che rischia di produrre sulle numerose crisi aziendali in atto. In altre parole, l’accordo separato rappresenta un vero e proprio attentato alla resistenza dei lavoratori di fronte alla crisi.

Il settore metalmeccanico e informatico è oggi tra quelli più colpiti. È così in Italia ed è così in particolare in Lombardia. Lunghissimo è l’elenco di crisi e vertenze (TenarisDalmine, Metalli Preziosi, Lares, Eutelia, Nokia-Siemens, ecc. ecc.), dove la tenuta dei lavoratori e della speranza di salvaguardare attività produttive e occupazione sono appesi anche alla capacità di stare uniti. Inserire dall’alto divisioni così dirompenti e violente, rischia di produrre confusione e fratture in un momento molto delicato e dunque di favorire l’erosione di posti di lavoro.

Non ci sorprende che la parte padronale, cioè Federmeccanica, voglia giocare fino in fondo al tanto peggio tanto meglio, ma che i vertici di Fim e Uilm non siano stati capaci di anteporre gli interessi dei lavoratori a quelli della propria bottega, nemmeno nel momento più duro della crisi, ci amareggia profondamente e carica quei dirigenti sindacali di una responsabilità immane.

C’è un unico modo per uscire da questa situazione e per non compromettere le lotte per i posti di lavoro: la parola va restituita agli unici titolati a decidere sul contratto, cioè ai lavoratori e alle lavoratrici. Insomma, si faccia subito un referendum sul contratto.

Da parte nostra, comunque, rafforzeremo la vicinanza alle maestranze delle aziende in crisi e cercheremo di dare un contributo, per quanto possiamo, perché questo sciagurato accordo separato non si traduca in uno sgretolamento delle lotte di resistenza, come evidentemente auspica Federmeccanica.

Roberto Porta
Milano, 15 ottobre 2009