Infortuni sul lavoro

Paderno Dugnano, quella tragedia dimenticata in cui morirono 4 operai e altri 3 rimasero ustionati

Aperta l'udienza preliminare nei confronti del titolare della Eureco, società di smaltimento dei rifiuti di Paderno Dugnano dove nel novembre del 2010 morirono quattro operai e altri tre rimasero ustionati

Incendio all'Eureco di Paderno Dugnano

Incendio all'Eureco di Paderno Dugnano

Photo by •Vigili del Fuoco

I familiari delle vittime e gli infortunati, ma anche la Camera del Lavoro, il Comune di Paderno Dugnano e diverse associazioni tra cui l'Anmil hanno chiesto di costituirsi parte civile nel corso dell'udienza preliminare che si è aperta oggi davanti al gup di Milano Antonella Bertoja nei confronti del titolare della Eureco, società di smaltimento dei rifiuti di Paderno Dugnano dove nel novembre del 2010 morirono quattro operai e altri tre rimasero ustionati in seguito ad un'esplosione avvenuta nella fabbrica. L'udienza a carico Giovanni Merlino (finito in carcere un anno dopo il rogo, poi ai domiciliari e ora libero) è stata rinviata a lunedì prossimo, data in cui il gup dovrebbe sciogliere la riserva sulle richieste di costituzione per poi rinviare al 28 settembre.

In occasione dell'apertura dell'udienza fuori da Palazzo di Giustizia c'è stato un presidio. Sopra le siepi alcuni cartelli bianchi con la scritta in nero “vittima Eureco' ed altri striscioni come: “4 novembre 2010 mai più tragedie Eureco”.

Le accuse per Giovanni Merlino, in qualità di amministratore unico della società, sono di omicidio colposo plurimo aggravato (dal numero delle vittime e dalla violazione delle normative sulla sicurezza) lesioni colpose e incendio colposo. Secondo l'accusa l'esplosione sarebbe in sostanza avvenuta a causa di una miscelazione di sostanze che non dovevano essere miscelate tra loro.

Nelle settimane successive allo scoppio erano morti Harun Zeqiri, 44 anni, e Sergio Scapolan, di 63; il 18 gennaio 2011 era deceduto Salvatore Catalano, di 55, e poi il 4 febbraio Leonard Shepu, 38 anni.

Di quel giorno Antonella R., compagna di una delle vittime, Salvatore Catalano, che allora lavorava come custode ricorda “tutto”. Anche lei stamane era presente al settimo piano del Palazzo di giustizia dove si è aperta l'udienza preliminare a carico di Merlino. “Sono a casa, senza lavoro” afferma visibilmente emozionata, poco dopo il termine dell'udienza “faccio la mamma sperando di trovare un nuovo lavoro”.

Accanto a lei c'è anche Mario Perazzini, presidente del Comitato a sostegno dei familiari delle vittime e dei lavoratori Eureco, “per ricordare questa tragedia - afferma - che è stata dimenticata . Le istituzioni hanno fatto pochissimo per sostenere dal punto di vista economico finanziario e psicologico queste persone”. Ricordare, quindi, “per far sì che istituzioni e cittadini - aggiunge - possano sostenerli economicamente”.

Ai familiari delle vittime va anche la solidarietà dell'associazione italiana esposti amianto della sezione di Paderno Dugnano, stamane rappresentata da Lorena Tacco.

Non era invece presente all'udienza Giovanni Merlino.“Stiamo cercando di effettuare i risarcimenti in favore delle parti offese e delle famiglie - afferma il suo difensore Giuseppe Fiorella - poi valuteremo cosa fare”. Lunedì prossimo il gup deciderà sulle richieste di costituzione, mentre un'altra udienza è già fissata per il 28 settembre.

Era il 4 novembre 2010. Nel pomeriggio una miscela di gas sprigionatasi dai rifiuti pericolosi che la ditta aveva il permesso di stoccare ma non di trattare, esplose, secondo quando hanno ricostruito le indagini, a causa di una scintilla provocata pare da un muletto in avaria.

Fabrizio Salvatori
Paderno Dugnano, 9 luglio 2012
www.controlacrisi.org