La crisi FIAT

I consiglieri regionali del PRC:
"Nord e Sud uniti nella lotta"

La dirompente crisi della Fiat mette in discussione la più grande azienda del paese e il suo indotto, decine e decine di migliaia di posti di lavoro, il futuro di intere comunità e regioni; un grande patrimonio economico, di professionalità, di organizzazione rischia di essere distrutto per gli errori del gruppo dirigente e le scelte della famiglia Agnelli di abbandonare l'auto per cercare profitto e speculazioni in altro settori. Tutto ciò produrrà effetti sociali devastanti su numerosi territori sia al Sud che nel Nord del paese.

La famiglia Agnelli e gli altri azionisti hanno avuto per molti anni, aiuti ingentissimi da parte dello stato che hanno utilizzato per il loro tornaconto personale e per tagliare posti di lavoro. E' ora di dire basta. Lo stato non può continuare a finanziare i loro progetti fallimentari che nulla hanno a che vedere con una prospettiva di rilancio, ma servono loro per liberarsi dal fardello dei debiti accumulati e, tramite gli ammortizzatori sociali, di altre migliaia di lavoratrici e lavoratori.

Di fronte alla gravità assoluta della crisi Fiat, noi avanziamo una proposta chiara: la sua nazionalizzazione. Si tratta di una soluzione necessaria e realistica al fine di salvaguardare tutti i posti di lavoro e di potenziare una realtà industriale che - a partire dall'auto -deve essere indirizzata alla produzione di sistemi di mobilità ambientalmente e socialmente compatibili. Solo questa proposta permette di difendere tutti quanti, nessuno escluso, dei siti produttivi oggi presenti sul territorio nazionale.

Coloro che, come il presidente della Regione Piemonte Ghigo, propongono di difendere soltanto questo o quello stabilimento a scapito di altri, ragionano solo in termini di tornaconto elettorale, non mettono in discussione il piano di ristrutturazione che la GM e la Fiat, complici tra loro, vogliono realizzare, puntano a dividere e contrapporre i lavoratori, creando una falsa "guerra tra poveri", aprendo così la strada alla loro sconfitta e alla vittoria dei progetti di Agnelli e delle banche.

I posti di lavoro, gli stabilimenti della Fiat o si salvano tutti insieme o tutti, prima o poi, in tempi anche rapidi, possono essere rimessi in discussione.

Come Consiglieri Regionali e/o Assessori del Prc delle Regioni in cui sono presenti stabilimenti della Fiat auto, chiediamo alle nostre istituzioni regionali di operare perché sia messo in atto un adeguato intervento pubblico, la nazionalizzazione della Fiat, per salvaguardare tutti i siti produttivi e tutti i posti di lavoro, in funzione di un nuovo progetto di mobilità e di trasporti che affronti e cominci a risolvere i problemi creati dall'attuale sistema di mobilità centrato sul trasporto individuale che produce un impatto sempre e più devastante sull'ambiente e difenda i diritti delle lavoratrici e dei lavoratori e dei cittadini.

Ci batteremo per mantenere l'unità di mobilitazione e di intenti di tutti i lavoratori interessati, lavorando perché intorno ad essi si manifesti il più ampio sostegno di tutta la società.

Per riuscire a vincere, per difendere l'occupazione e costruire un futuro vivibile per le nostre figlie e figli, riprendiamo uno slogan più che mai attuale: "Nord e Sud uniti nella lotta".

PRC - Consiglieri Regionali
Milano, 30 ottobre 2002
da "Liberazione"