Non solo l'attacco ai diritti dei lavoratori (art. 18) ma anche la riforma fiscale reclama una lotta più incisiva

A quando lo sciopero generale?

Il parere dello S. in. Cobas

La riforma del sistema fiscale prevista dal disegno di legge delega, affossa l’art.53 della Costituzione che afferma che "Il sistema tributario sia informato a criteri di progressività".

Chi guadagna di più dovrebbe maggiormente contribuire alla spesa sociale. Invece la riforma prevede che le tasse vengano scontate ai redditi più alti e aumentate a quelli più bassi. Le aliquote Irpef oggi in vigore peri corrispondenti scaglioni di reddito, (18% per redditi fino a 20 milioni, 24% per i redditi compresi oltre i 20 e fino a 30 milioni, 32% fino a 60 milioni, 39% fino a 135 e 45% per redditi oltre i 135 milioni) saranno infatti sostituite da due aliquote rispettivamente al 23% per i redditi fino a 100.000 euro (circa 200 milioni di lire) e del 33% oltre il suddetto importo.

Ecco i risultati della loro riforma

REDDITO

IRPEF 2002

IMPOSTA FUTURA

DIFFERENZA 2001

20.000.000

3.600.000

4.600.000

+900.000

25.000.000

4.800.000

5.750.000

+ 775.000

30.000.000

6.000.000

6.900.000

+ 650.000

35.000.000

7.600.000

8.050.000

+ 125.000

40.000.000

9.200.000

9.200.000

-400.000

50.000.000

12.400.000

11.500.000

-1.450.000

60.000.000

15.600.000

13.800.000

-2.500.000

100.000.000

31.200.000

23.000.000

-9.100.000

135.000.000

44.850.000

31.050.000

- 14.875.000

200.000.000

74.100.000

46.000.000

- 29.500.000

500.000.000

209.100.000

165.000.000

- 47.100.000

Un lavoratore dipendente con un reddito lordo annuo di 30 milioni pagherà 900.000 lire di tasse in più all’anno! Chi invece ha un reddito lordo di 100 milioni si vedrà aumentare il suo

I disegni della destra al Governo sono chiari ma nella nostra regione, le Marche, quali sono i disegni di CGIL-CISL-UIL? Viene da farsi questa domanda dopo aver letto i loro documenti ufficiali, in cui hanno richiesto alla Giunta delle Marche di abbassare le aliquote proprio per gli stipendi superiori ai 60 MILIONI, e addirittura com’e’ apparso dai giornali locali, proponevano l’aliquota dello 0,5% uguale per tutte le fasce di reddito! Siamo ormai abituati ai sindacalisti saltafossi , come pure alla perdita di potere d’acquisto, grazie a contratti che portano a casa “delle vere e proprie elemosine”, spalmate su due anni. Ora siamo arrivati a scioperare per difendere chi già gode di situazioni agiate e di privilegio aprendo così la porta a nuove ingiustizie che il Governo Nazionale compiaciuto certamente concretizzerà!

S.in. COBAS - COORDINAMENTO PROVINCIALE DI ANCONA
Ancona, 26 gennaio 2002