LA NECESSIT└ DI UNA LOTTA GENERALE, UNIFICANTE DEI VARI CONFLITTI CONTRATTUALI IN ATTO E PER UNA PIATTAFORMA SOCIALE E DI SVILUPPO

LA NECESSIT└ DELLO SCIOPERO GENERALE

Lo sciopero di due ore fra il 5 e il 7 di dicembre, con assemblee nei luoghi di lavoro, proclamato da CGIL-CISL-UIL elude il vero scontro in atto che va ben oltre l'attacco all'art.18 dello statuto dei lavoratori, e lascia, ancora una volta, soli milioni di lavoratori e lavoratrici metalmeccanici, della scuola, dei trasporti e della pubblica amministrazione che, viceversa, hanno aperto un forte scontro con la prosecuzione di politiche neoliberiste da parte dell'attuale governo di centro destra.

Il "libro bianco" di Maroni Ŕ un profondo e negativo intervento strutturale sul mercato de lavoro reinventando, su dimensione individuale, il rapporto di lavoro e i diritti collettivi che lo presiedono nel nostro paese come a livello europeo, compromettendone o rendendola inefficace, la stessa sua rappresentanza sindacale.

Dentro tale inadeguata e perdente risposta, il 5 e 7 dicembre i lavoratori e le lavoratrici devono riprendere la parola e imporre una risposta generale pi¨ forte.

Vi Ŕ, infatti, la necessitÓ di respimgere ogni attacco ulteriore ai loro diritti, giÓ fin troppo compromessi, (in Europa, l'Italia si colloca fra i paesi con i maggiori tassi di flessibilitÓ senza garanzie), e di imporre una piattaforma rivendicativa unificante sui temi del recupero del potere di acquisto dei salari; delle condizioni e degli orari di lavoro; della salute e della sicurezza, premessa e condizione per nuove politiche industriali e di sviluppo qualificato.

In particolare, in Lombardia, tale azione deve assumere, da parte di CGIL-CISL-UIL, in modo forte e generale, la conseguenza del dissenso da loro recentemente e formalmente espresso al Documento di Programmazione Economica e Finanziaria, (DPEFR) della Regione, per quanto riguarda le profonde e negative politiche sociali  che introduce nel campo della sanitÓ, dell'educazione, come dell'occupazione e dello sviluppo industriale, dopo la sottoscrizione dela "patto per lo sviluppo". Atto  giÓ da noi denunciato per la sua a-istituzionalitÓ e per i suoi contenuti a-sociali.

Danilo Aluvisetti
responsabile regionale lombardo del dipartimento politiche economiche e del lavoro del PRC
Milano, 28 novembre 2001