New York, 11 settembre: l’azione terroristica ha l’effetto di un bombardamento
Kabul, dal 7 ottobre: i bombardamenti hanno l’effetto delle azioni terroristiche

L ’ inferno sulla terra

La luminosa, moderna e libera economia di mercato vede bene di far scoppiare una guerra per una riorganizzazione del capitalismo (disposizioni strategiche, ridistribuzione degli investimenti, rilancio di un massiccio intervento statale in economia). Esplode nel mondo il confronto tra diverse gestioni del capitale. Wall street, il G8, il wto…insomma gli organizzatori della fame da una parte. Dall’altra il miliardario Bin Laden e gli altri sceicchi miliardari, un’élite che fa del fondamentalismo il proprio collante ideologico: insomma ancora gli organizzatori della fame.

In mezzo i “dannati della terra”. In quella gran parte del globo in cui la dannazione ha il volto della miseria che divora il corpo e l’anima, dalle bidonvilles alle megalopoli sino alle miserabili campagne in cui si pascola la capra tra le mine anti-uomo. Ma anche in quell’occidente obeso, appagato e rimbecillito,  in cui la dannazione è dissimulata dall’abbondare di merci quali risarcimento della vita rubata (nasci – produci – consuma – crepa).

Ai dannati è destinata oggi, su entrambi i fronti, la propaganda di guerra, per irregimentarli nelle unioni sacre contro l’odiato nemico, che cambia di volta in volta in base ai nuovi interessi.

Intanto, nel silenzio assoluto e assordante, intorno al collo della società si stringe ancora di più il cappio della disciplina sociale, politica, culturale ed economica. Si criminalizza il dissenso, si approfitta per infilare una legislazione ancora più restrittiva per la classe lavoratrice immigrata, si pubblicizza la nuova carta d’identità magnetica con impronte digitali, si spinge per l’abolizione dell’art. 18 dello statuto dei lavoratori per far fuori chi rompe i coglioni nei posti di lavoro, s’invitano gli onesti cittadini a diventare informatori, si preannunciano lacrime e sangue nei futuri provvedimenti economici, in parlamento propongono leggi sugli xenotrapianti e sulla brevettabilità del corpo umano, … e il tutto condito dalle menzogne dell’informazione, nobilitate dalle scempiaggini degli intellettuali, compresi quelli illuminati o progressisti.

Non mancano ovviamente i politici che da destra a manca ci propinano la giusta guerra; fu il diritto internazionale ai tempi del Golfo, l’umanità ai tempi del Kosovo, la sicurezza oggi. Però … nella storia nessuno ha mai chiamato i massacri con il loro nome. Perfino Mussolini dichiarò alla Società delle Nazioni (antenato dell’ONU), che la conquista dell’Etiopia era giustificata dal fatto che in quel paese persisteva la schiavitù.

E lo spettro “della guerra chimica” cade a fagiolo per terrorizzare una società, per la quale il futuro fino ad oggi, era sintetizzato nella domanda : “Come sarà la nuova generazione dei telefoni cellulari?”.

Di passaggio notiamo che la guerra chimica contro di noi è in atto da un bel pezzo: Bhopal, Seveso, amianto, Acna, Porto Marghera, … e molti altri ancora.

Ormai fedele campagna della guerra moderna, si ripresenta la variante  “solidale” degli aiuti distribuiti da agenzie Onu o dalle mitiche Ong : anziché contrastare apertamente la guerra – a parte qualche eccezione – accorrono a medicarne gli aspetti più visibilmente nefasti. La loro solidarietà non è quella forgiata  dalla storia del movimento operaio nei secoli XIX e XX, cioè un riconoscersi dentro una comune condizione di miseria materiale e/o umana; somiglia piuttosto ad una beneficenza quasi professionale simile od uguale per inefficacia alle “pesche di beneficenza” che rendono la coscienza libera da responsabilità e soprattutto acritica nei modi e nei fini in cui opera. “Ma la coscienza critica”, - come dicevamo due anni fa in un volantino contro il massacro umanitario in Serbia e Kosovo - , “è sparita da un pezzo, lasciando il posto alla passività. Tra i tanti cadaveri di questa e di tutte le guerre c’è anche quella dell’opinione pubblica, menzogna nata morta, termine che indica la massa di passivi consumatori della merce informazione

E questo al di là delle sincere intenzioni di alcuni di coloro che operano in prima persona.

O con l’America o con i terroristi. La parola d’ordine è sempre la stessa: o con noi o contro di noi, o con dio o contro dio, o con la democrazia o contro la democrazia.E tornano imperiosi gli inganni identitari, religiosi, ideologici. In loro nome si può uccidere e bombardare in ogni momento e in ogni luogo, il dissenso è avvisato … la globalizzazione si è fatta carne. Da quando esiste il sistema economico fondato sulla proprietà, sulla merce e sullo stato, è un suggerirsi e intrecciarsi di guerre, disastri presentati come naturali (carestie, sconvolgimenti climatici, epidemie) sfruttamento e inganno, incluso quello che si presenta come pace.

E’ L’INFERNO SULLA TERRA , in cui la dannazione è l’unica cosa che abbiamo da perdere.

E non i paradisi mercantili o religiosi e tutte le altre ingannevolezze.

Ma il mondo e noi stessi abbiamo da guadagnare dalla sua liquidazione.

Continuare a protestare contro la guerra.

Smentire la menzogna diffondendo informazione e discussione.

Non rinunciare mai alle proprie rivendicazioni materiali nei luoghi di lavoro.

Solidarietà e sostegno a coloro che fuggono da kabul non avendo alcuna voglia di morire per i talebani.

Solidarietà a quanti manifestano contro la guerra nelle città americane, sfidando il delirio patriottico.

Costruire lo sciopero generale contro la guerra.

PRC - Seregno
Seregno, 10 novembre 2001
da "I disertori della  società civile "