IMPATTI DEI BOMBARDAMENTI UMANITARI DELLA NATO.
BILANCIO DI DISTRUZIONE IN YUGOSLAVIA.

Di Michel Chossudovsky Professore di Economia all'Università di Ottawa, autore di 'Globalization of Poverty, Impacts of IMF and World Bank Reforms Third World NetWork, Penang and Zed Books London, 1997' Chossudovsky può essere contattato: tel 1-514-4252777 fax 1-514-4256224 email: chossudovsky@sprint.ca

Come è ampiamente documentato, i bombardamenti in Yugoslavia non sono strettamente mirati a obiettivi militari e strategici, come affermato dalla NATO. Il loro obiettivo è quello di distruggere le infrastrutture civili del paese, come pure le sue istituzioni.

Secondo fonti yugoslave, la NATO ha impegnato più di 400 aerei militari. Essi hanno compiuto quasi 3000 missioni, 200 in una sola notte contro 150 obiettivi designati. Essi hanno scaricato migliaia di tonnellate di esplosivo e lanciato circa 450 missili Cruise.

Quest'intensità di bombardamenti con le più avanzate tecnologie militari non ha precedenti nella storia moderna. Sorpassa di gran lunga i raid aerei della Seconda Guerra Mondiale o della Guerra del Vietnam.
I bombardamenti non sono stati diretti solo contro impianti industriali aeroporti, centrali elettriche e di telecomunicazioni, ferrovie, porti e depositi di carburante, ma anche contro scuole, ospedali, 'day care centres', costruzioni governative, chiese, musei, monasteri ed edifici storici. Infrastrutture e Industrie.
Secondo fonti yugoslave, reti stradali e ferroviarie, specialmente ponti stradali e ferroviari, la maggior parte dei quali sono stati distrutti o danneggiati al di là di ogni possibilità di recupero, sono stati oggetto di ampia distruzione.
Parecchie migliaia di impianti industriali sono stati distrutti o danneggiati con la conseguenza di paralizzare la produzione di beni di consumo.
Secondo le fonti yugoslave, "con la distruzione totale di centri produttivi un po' in tutto il paese, 500'000 lavoratori sono rimasti senza lavoro, e 2 milioni di cittadini senza alcuna fonte di guadagno e la possibilità di assicurarsi un minimo di condizioni vitali".
Le stime occidentali fanno ammontare a 100 miliardi dollari Usa i danni derivanti dalle distruzioni in Yugoslavia. Bombardamento di aree abitative cittadine e rurali Sono stati bombardati villaggi privi di strutture strategiche o militari.
Sono state bombardate aree abitative cittadine, descritte come 'danni collaterali'. I sobborghi di Pristina (che includono appartamenti e residenze private) sono stati distrutti. I sobborghi di Belgrado - con costruzioni governative - sono stati bombardati a tappeto e ci sono fiamme ovunque.
Secondo l'"International Center for Peace and Justice": "Nessuna città o cittadina in Yugoslavia è stata risparmiata. Sono stati nascosti bombardamenti di costruzioni civili. La bella capitale Belgrado è in fiamme e i fumi da una industria chimica rendono necessario l'uso di maschere antigas".
Vittime civili Sia le autorità yugoslave che la NATO hanno minimizzato il numero di numero delle vittime civili. L'evidenza conferma ampiamente che la NATO ha causato una catastrofe umanitaria. I bombardamenti privano l persone delle loro dimore. I bombardamenti hanno ucciso senza distinzione di nazionalità e religione.
In Kossovo, le vittime civili sono un po' fra tutti i gruppo i etnici.
Secondo un rapporto del "Decany Monastery" in Kossovo ricevuto nella prima settimana di bombardamenti: "La scorsa notte un missile Cruise ha colpito la vecchia città di Djakovica, abitata principalmente da albanesi ed ha provocato un grande incendio nel quale molte abitazioni sono state distrutte".

In breve, gli attacchi NATO non sono altro che una barbara aggressione che colpisce principalmente l'innocente popolazione civile, sia serba che albanese Il pericolo di contaminazione ambientale.

Sono stati colpiti raffinerie e impianti di stoccaggio con materie prime liquide e prodotti chimici, causando contaminazione ambientale.
La contaminazione chimica ha esposto la popolazione civile a gas velenosi.
Gli attacchi aerei NATO contro le industrie chimiche ha lo scopo di causare un disastro ambientale, "qualcosa che nemmeno Hitler fece durante la II Guerra Mondiale".
Secondo il Ministro serbo per la protezione ambientale, Branislaw Blazic, "gli aggressori mentivano quando dicevano che avrebbero colpito solo obiettivi militari e che avrebbero osservato le convenzioni internazionali, perché stanno usando armi illegali e cercando di provocare un disastro ambientale".
Un servizio della NBC TV conferma che la NATO ha bombardato l'impianto farmaceutico di Galenika, la più grande industria farmaceutica della Yugoslavia, situata nei sobborghi di Belgrado. I fumi dell'esplosione hanno serie conseguenze ambientali.
L'approvvigionamento di acqua potabile per gli abitanti di Belgrado sta facendosi difficile. Scuole e ospedali La NATO ha preso di mira numerosi ospedali e cliniche, che sono stati danneggiati o distrutti. Il conto include 13 dei maggiori ospedali del paese.

Sono state distrutte più di 150 scuole. L'uso di armi bandite dalle convenzioni internazionali I bombardamenti NATO hanno usato armi vietate dai trattati internazionali.

Come ampiamente documentato da rapporti scientifici, i missili Cruise utilizzano uranio esaurito "altamente tossico per gli umani, sia chimicamente in quanto metallo pesante sia dal punto di vista della radiazioni, essendo un emettitore di particelle alfa".

Sin dalla guerra del Golfo, l'uranio esaurito è stato un componente nelle teste di proiettili e missili. Secondo gli scienziati "è probabilmente la maggior causa della Sindrome della Guerra del Golfo, che ha colpito sia i veterani che le popolazioni dell'Iraq".
Secondo il radiobiologo Dr Rosalie Bertell, presidente dell'International Institute Of Concern For Public Health: "Usato in guerra, l'uranio esaurito brucia rilasciando un aerosol radioattivo mortale mai visto prima. Può uccidere chiunque in un carro armato.
Questo aerosol è molto più leggero delle polveri di uranio.

Secondo Paul Sullivan, direttore esecutivo del National Gulf War Resource Center: "Si prevede che in Yugoslavia l'uranio esaurito sarà sparso in aree agricole, introducendo lo spettro di una possibile contaminazione della catena alimentare".
Secondo "Truth in Media" del 10 Aprile 1999, un rapporto dalla Grecia ha evidenziato un incremento nel livello delle sostanze tossiche nell'atmosfera e affermato che Albania, Macedonia, Italia, Austria e Ungheria si trovano tutte di fronte ad una potenziale minaccia per la salute umana a causa dei bombardamenti NATO in Serbia, a causa dell'utilizzo di proiettili contenenti uranio esaurito.
La condizione dei profughi Ciò che non viene detto dai media occidentali è che persone di tutte le etnie abbandonano il Kosovo a causa dei bombardamenti.
Ci sono riscontri che albanesi hanno lasciato il Kosovo diretti a Belgrado, dove hanno parenti. Ci sono 100'000 albanesi a Belgrado. La stampa ha confermato movimenti di albanesi verso il Montenegro. Il Montenegro è stato dipinto come una terra a se stante, un rifugio dai serbi. Il fatto è che il Montenegro è parte della Yugoslavia.

Michel Chossudovsky
Ottawa, 11 aprile 1999