La crisi del PdCI

Perché usciamo dal PdCI e aderiamo al PRC

Il malessere all'interno del PdCI non sempre sfocia nell'abbandono della militanza

La Federazione giovanile dei Comunisti italiani di Parma si è sciolta per due motivi principali; la diffusa e persistente incapacità del PdCI di elaborare una linea politica autonoma e costruttiva all'interno della sinistra italiana, gli innegabili meriti del partito della Rifondazione comunista sul versante della lotta alle destre, dell'appoggio al movimento operaio e al sindacato, degli innumerevoli sforzi riversati nella costruzione di un progetto innovativo ed alternativo della sinistra. Per ovvie ragioni non riteniamo possibile elencare in modo organico tutte le motivazioni che ci hanno spinto ad uscire dal PdCI. Cercheremo pertanto di riassumerle in 4 punti principali orientati indissolubilmente verso un quadro di radicato dissenso, se non di vero e proprio rigetto critico, nei confronti di un assetto politico e partitico stigmatizzabile nel suo agire locale e nazionale.

  1. L'insussistenza di un reale impianto analitico capace di aprirsi e relazionarsi con «l'arcipelago dei movimenti» oggi linfa vitale della sinistra.
  2. La scarsa e pessimamente organizzata presenza nei luoghi di lavoro, studio, più in generale in ogni alveo di lotta sociale.
  3. La fragile e contraddittoria identità politica, ancorata ad una improduttiva logica di «palazzo» e alla rappresentanza istituzionale, conseguenza di una sterile trama di rapporti con la sinistra moderata e la deriva neocentrista dell'Ulivo, tessuta in condizioni di semi-vassallaggio.
  4. L'inadeguatezza, meglio, l'impossibilità di interpretare ed esprimere le concrete istanze dell'elettorato comunista, i suoi bisogni, le sue aspettative.

Da queste considerazioni si possono evincere, anche se solo a grandi linee, le ragioni che, di converso, ci inducono ad aderire al PRC, certi che possa costituire una scelta indirizzata alla difesa dei valori della civiltà, della Costituzione italiana, delle conquiste sociali ottenute dal dopoguerra ad oggi. Pertanto ci iscriviamo al partito della Rifondazione comunista perché siamo fermamente convinti che costituisca l'unica forza politica in Italia, oggi, in grado non solo di ricostruire un forte Partito comunista, ma anche di offrirci la possibilità di poter lottare contro la guerra imperialista, di difendere il «nostro» sistema scolastico, di essere al fianco del movimento operaio, di tutelare i nostri diritti, quelli di chi ci è vicino, come sta facendo il partito con il referendum sull'art. 18. Per questi motivi ci iscriviamo al PRC e ci mettiamo immediatamente a disposizione per la difficile ma importantissima battaglia per la vittoria del sì nel referendum sull'art. 18.

Cristiano Squarza (segretario prov. Fgci-PdCI Parma, direttivo prov. Anpi)
Mario Bandiera (coordinatore Unione degli studenti Fidenza, Coordinamento Fgci-PdCI Parma)
Mattia Vaccari (coordinatore Unione degli studenti-Parma, coordinamento Fgci-PdCI Parma)
Lorenzo Conti (coordinamento Fgci-PdCI Parma)
Eugenio Fico (coordinamento Fgci-PdCI Parma)
Fabrizio Genu (coordinamento Fgci-PdCI Parma)
Tomas Nannini (iscritto PdCI Parma)
Luca Borra (iscritto PdCI Parma)
Michele Tosi (iscritto PdCI Parma)
Michele Tanzi (movimento studentesco Parma)
Parma, 11 febbraio 2003
da "Liberazione"