Finanziaria 2007

Finanziaria. Giordano: Così cominciamo a redistribuire il reddito ai più poveri...

Enti locali, ticket, i punti critici.

Franco Giordano

Franco Giordano.

Onorevole Giordano, in questa Finanziaria ha vinto la sinistra radicale?

No, questa affermazione è sbagliata: non a caso questo è il cuore dell’attacco furibondo che le destre stanno lanciando. Diciamo che stiamo provando a realizzare il programma dell’Unione, in particolar modo dal punto di vista fiscale: questa manovra è la prima vera inversione di tendenza a favore delle classi meno abbienti.

Dunque è soddisfatto?

Diciamo che il lavoro fatto in Consiglio dei ministri, grazie anche alle pressioni sindacali e all’iniziativa sociale, ha mutato il segno della manovra in positivo: è innegabile che siamo davanti ad un avvio di redistribuzione del reddito, ad un risarcimento sociale verso i ceti più penalizzato da Berlusconi: da questo punto di vista l’attacco del centrodestra è illuminante… visto che il 90% dei cittadini pagherà meno e solo una piccola parte pagherà di più, è evidente che tanta aggressività è mirata solo a difendere la ricchezza.

Quella che voi volevate colpire: l’avevate detto con quel manifesto dello yacht e l’auspicio affinché i ricchi ‘piangessero’.

Sa quanto costa la barca che abbiamo messo in quel manifesto? 44 milioni di euro, l’affitto per una settimana 420mila. Non so se è chiaro. Non c’era nulla di vendicativo, solo la volontà di una maggiore giustizia sociale. Tanto è vero che il nostro prossimo manifesto dirà ‘anche i poveri sorridano’. Questo per dire che il lavoro è appena iniziato, e ora va completato.

Quella barca non se la può permettere chi ha un reddito appena superiore ai 75mila euro.

E infatti questa manovra avvia un meccanismo redistributivo: l’obiettivo è la lotta all’evasione fiscale per colpire le ricchezze vere. L’Italia da questo punto di vista è una clamorosa anomalia in Europa: solo lo 0,14% del totale di imprenditori e professionisti dichiara un reddito superiore ai 200mila euro l’anno: la maggior parte di loro, invece, dichiara di guadagnare meno di 40mila euro. E’ evidente che qualcosa non torna.

Rifondazione è stata uno dei partiti dei centrosinistra più preoccupati, nei giorni scorsi, per come la manovra andava delineandosi, in particolare sulla scuola. C’è stata una retromarcia di Prodi e Padoa-Schioppa?

Alcuni obiettivi scelti non erano conformi col programma dell’Unione. Ora ci stiamo avvicinando. Diciamo che alcuni allarmi,  ad esempio su scuola e pensioni, potevano essere evitati. Non è un mistero che noi e i Ds, sulla scuola, siamo intervenuti per evitare che la manovra si discostasse dal programma. Così da parte nostra sulle pensioni: ora anche l’ipotesi di soppressione di finstre nel 2007 sembra scongiurata.

Su quale aspetto della manovra siete ancora critici?

I ticket e la sofferenza degli enti locali: su questo ci auguriamo che l’iter parlamentare possa aiutare, che si eviti la possibilità di nuove imposizioni indirette. Auspichiamo che si vada a tagliare là dove gli sprechi ci sono davvero, ad esempio nelle convenzioni con la sanità privata. Sul fronte della ricerca e innovazione e del sostegno per le politiche della casa, invece bisogna investire di più. In generale occorre proprio cambiare un’idea di Paese dove la ricchezza degli speculatori finanziari è esibita e la lotta dei metalmeccanici per 100 euro di aumento viene quasi nascosta: il mondo imprenditoriale e finanziario va sfidato sul tema della qualità dello sviluppo, sull’idea che non è eliminando tutele che il Paese torna a crescere e ad essere competitivo. Quella della redistribuzione è una battaglia che possiamo vincere solo con il consenso dei sindacati e del lavoro dipendente: questa è la nostra identità sociale, ed è qui che bisogna cercare il consenso per fronteggiare l’attacco delle destre.

Cosa pensa del divieto di vendere alcolici ai minori di 18 anni contenuto nella manovra?

Personalmente sono contrario a forme di proibizionismo. Ritengo più utile muoversi sul piano culturale e dell’educazione.

Andrea Carugati
Roma, 2 ottobre 2006
da "L'Unità"