Il un Circondario del Vimercatese è parte di una storia trentennale di collaborazione.

Il caso del Vimercatese

I circondari: coniugare partecipazione e governo del territorio

Vimercate

In provincia di Milano sono attive da tempo esperienze di collaborazione sovracomunale, per le quali il Circondario potrebbe diventare la forma istituzionale in grado di coordinare attività, piani, iniziative a un livello che superi la frammentazione e la dispersione di forze e risorse anche economiche. L’idea di istituire un Circondario del Vimercatese è parte di una storia trentennale di collaborazione d’area che giunge nel 2002 all’avvio di un confronto con l’amministrazione provinciale da parte di 22 comuni del vimercatese e del trezzese. Nonostante i ritardi determinati dalle accese polemiche intorno all’approvazione del Ptcp e alla decisione di costituire la provincia di Monza, l’iniziativa dei comuni della Brianza orientale è proseguita sviluppando politiche d’area che superassero i confini comunale.

Nel dicembre del 2005, i sindaci di 14 Comuni del Vimercatese hanno firmato ufficialmente l’atto costitutivo dell’Associazione dei Comuni della Brianza Est per l’istituzione del Circondario, provando a sperimentare i primi tentativi di collaborazione amministrativa.

Tra i progetti avviati: la formazione dei dipendenti, la gestione degli acquisti – con la possibilità di effettuarli on line con risparmi che raggiungono il 30% - e l’Ufficio di Piano per la redazione del Piano di Governo del Territorio. Con la modifica dell’Articolo 6 dello Statuto della Provincia e l’approvazione del regolamento dei Circondari, il Circondario del Vimercatese si avvia ad una rapida definizione della convenzione che dovrà regolarne funzioni e competenze. Vale la pena però sottolineare la particolarità del percorso intrapreso dall’amministrazione provinciale milanese che rispetto ai tradizionali esperimenti di decentramento calati dall’alto, ha puntato invece l’attenzione sulla partecipazione.

I Circondari sono una realtà che in Italia funziona ormai da qualche anno, producendo interessanti esperienze di decentramento amministrativo e di collaborazione sovracomunale, come i casi del Circondario Empolese- Valdelsa e del Nuovo Circondario Imolese. Creato nel 1997 attraverso una Legge Regionale, il circondario toscano viene definito come ”circoscrizione territoriale omogenea di decentramento amministrativo nell’ambito della Regione Toscana, nonché per l’esercizio di funzioni e servizi di ambito sovracomunale”.

Composto da undici comuni, esso svolge sul territorio di propria competenza gran parte delle funzioni provinciali, oltre ai compiti che le singole Amministrazioni comunali hanno ritenuto opportuno gestire in ambito circondariale. L’istituzione del Nuovo Circondario Imolese è invece solo l’ultimo atto di un processo di autonomia del territorio imolese partito nel 1976 e non ancora terminato. Istituito ufficialmente nel luglio del 2004, attualmente comprende dieci comuni e 120 mila abitanti. Rappresenta una forma speciale di cooperazione istituita dai comuni finalizzata all’esercizio associato di funzioni comunali, al decentramento di funzioni provinciali nonché all’esercizio di funzioni eventualmente conferite dalla Regione.

La particolarità di questa esperienza è rappresentata dal fatto che è stata preceduta da una fase in cui comuni interessati hanno costituito il Consorzio per il Circondario Imolese.

Luca Forlani
Vimercate, 3 febbraio 2007
da "Liberazione"