Uscire da una visione accentratrice delle principali funzioni pubbliche sociali e culturali, per favorire un’idea di città policentrica

Nasce la Grande Milano

È opinione condivisa che questioni di centrale importanza come la gestione del servizio idrico, i trasporti, la casa e i relativi problemi di inquinamento, traffico ed esclusione sociale, vadano affrontati su scala metropolitana.

Antonello Patta

Antonello Patta

Il Consiglio dei Ministri ha varato il testo del cosiddetto “Codice delle Autonomie”, che indica le disposizioni per l’istituzione delle città metropolitane, che finalmente potrà condurre alla tanto attesa creazione di quella forma e livello istituzionale indispensabile per la pianificazione ed il governo delle grandi realtà urbane. L’area metropolitana milanese è infatti una realtà ormai consolidata, mentre la Città Metropolitana, vale a dire un’istituzione corrispondente ai compiti di governo pubblico dei processi che la attraversano, ancora no.

È ormai da tempo opinione condivisa da parte dei cittadini milanesi e della provincia che questioni di centrale importanza come la gestione del servizio idrico, i trasporti, la casa e i relativi problemi di inquinamento, traffico ed esclusione sociale, vadano affrontati su scala metropolitana.

Fino ad oggi però resistenze trasversali agli schieramenti politici, hanno lasciato sulla carta un progetto in grado di assumere e affrontare le grandi trasformazioni del territorio milanese, le sue contraddizioni e le innumerevoli questioni irrisolte, lasciandole in pasto al quotidiano gioco del rimpallo delle responsabilità.

L’attuale assetto istituzionale si presta infatti ad una dinamica contraddittoria, che impedisce un’efficace azione di governo pubblico del territorio e un’adeguata partecipazione dei Comuni alle scelte di area vasta:

Dopo 40 anni di discussione, siamo finalmente giunti ad un passaggio che potrebbe aprire la strada alla creazione di questo livello istituzionale, grazie al quale i Comuni potranno inserire i loro piani in una cornice programmatoria certa, in grado di evitare accentuate distorsioni sovracomunali e, attraverso nuovi strumenti, potenziare il grado di partecipazione alle scelte che riguardano l’intera area.

La Città Metropolitana permetterebbe di affrontare in modo efficace i grandi nodi che incidono negativamente su oltre 4 milioni di cittadini del territorio vasto di quest’area.

Sarebbe finalmente possibile affrontare gli indirizzi di un modello economico socialmente e ambientalmente sostenibile e avrebbe i poteri veri per affrontare scelte in grado di sanare alla radice le distorsioni di un sistema della mobilità che inquina, mina la salute e ha costi sociali ed economici insostenibili.

Sarebbe infine possibile uscire da una visione accentratrice delle principali funzioni pubbliche sociali e culturali, per favorire un’idea di città policentrica che avvicini i servizi, il lavoro e la cultura a tutti i cittadini. Partecipazione e governo pubblico del territorio. Questi i due ambiti all’interno del quale potrebbe muoversi la Città Metropolitana, un’occasione concreta per realizzare un gigantesco decentramento con un conseguente aumento di partecipazione e democrazia.

Antonello Patta
Milano, 3 febbraio 2007
da "Liberazione"