Arresti in tutta Italia di “presunti” terroristi di “presunte” BR.

Terrorismo: Cui prodest?

SARÀ UNA MANIFESTAZIONE A RESPINGERE LA PROVOCAZIONE

Quando accadono certi fatti cerco sempre di contestualizzarli nel momento in cui avvengono, perché avvengono e per quale scopo. Già in passato arresti di cosiddette “colonne” di brigatisti si sono rivelate delle bufale o peggio veri atti di provocazione contro la classe lavoratrice, contro la sinistra e contro il movimento. Per altro in ogni momento storico questi autentici “nemici del popolo” sono stati eterodiretti e la storia sta scritta nei milioni di pagine processuali.

Nelle file di chi gioca alla guerra c’è sempre l’infiltrato: Silvano Girotto “frate mitra” nelle prime BR quelle “nostrane”; oppure Gianfranco Bertoli, sedicente anarchico, che lo ritroviamo poi nei “Nuclei di Difesa della Stato” organizzazione paramilitare legata ai servizi; e il rapimento e l’assassinio di Moro, quelli di Biagi e D’Antona hanno manifestato, nella sede processuali ai vari livelli, che ai brigatisti è stato lasciato campo libero, perché quelle azioni erano funzionali ai progetti di stabilizzazione del potere e di annientamento del grande movimento politico di quegli anni. Semmai avesse avuto senso negli anni settanta il dibattito nel movimento sulle questioni della violenza e della “lotta armata” oggi in un clima come questo, dove il movimento in larga misura è su pozioni Pacifiste, questa ondata di arresti assume non tanto e solo il carattere tipico della provocazione, contro di noi, ma non tendono a stabilizzare la situazione ma anzi puntano alla destabilizzazione. Oggi la situazione politica vede i poteri reali, Vaticano, pezzi di Confindustria, mafie; l’Italia dei furbetti evasori, elusori e inquinatori scendere in prima persona per mettere alle corde il Governo Prodi.

E nel governo mettere ai margini la componente di Alternativa. Proprio questi arresti dimostrano che si cerca di mettere in un angolo il Sindacato perché si sta lavorando seriamente sulla questione dell’emersione del lavoro sommerso; in politica estera si sta cercando di innovare una politica eternamente subalterna e servile agli USA. Le menti che hanno organizzato questa retata potrebbe essere le stesse che sono indagate per le mille angherie che i servizi segreti hanno combinato in questi ultimi anni. Gli americani per esempio sono alla sbarra nei processi per il rapimento del fondamentalista Omar che magari scopriremo un giorno sul libro paga dei servizi di mezzo mondo, come altri alla Bin Laden. Insieme agli 007 USA ci sono finiti pure quelli italiani.

L’assassinio del Dott. Nicola Calipari mentre stava compiendo il suo dovere (altro che sbirri): anche qui americani di mezzo. Un governo che si muove, magari non proprio come vorremmo (ma sapevamo che siamo in una coalizione e che dovevano continuare la pressione politica parlamentare e di movimento) ma che si muove e in certi casi in forte discontinuità con il passato governo ma anche con la tradizione dei governi cosiddetti a “sovranità limitata”.

E allora non sembra vero arrestare gente con la tessera della CGIL in tasca, che frequenta i Centri Sociali; mancavano solo quelli con la tessere di Rifondazione e qualche Prete pacifista ma la provocazione sarebbe stata troppo evidente. Infine questa ondata “neoterrorista” arriva a qualche giorno dalla manifestazione di Vicenza: tipica provocazione anche questa per creare tensione, inquinare le relazioni politiche (guarda caso la FIOM e la CGIL) aderiscono. E la sullo sfondo la lettera degli americani a redarguire gli italiani sull’Afghanistan e la base di Camp Ederle anche lei americana. Vale anche in queste occasioni che siamo in una società dove l’importante è quello che appare e non quello che in realtà è.

LA MIGLIORE RISPOSTA A QUESTO PUNTO E’ UNA GRANDE, POSSIBILMENTE OCEANICA, MANIFESTAZIONE PACIFICA E PACIFISTA PER RIBADIRE CHE L’ITALIA NON VUOLE PIU’ ESSERE A SOVRANITA’ LIMITATA E CONTRO TUTTI I TERRORISMI.

Marco Fraceti (Prc. di Monza e Brianza)
Monza, 13 febbraio 2007