Il PRC Lombardia: subito verifica di Governo, consultare gli iscritti se rimanere o meno

La fiducia sul welfare, “una porta in faccia al popolo di sinistra”

Con la scelta unilaterale di porre la fiducia su una questione così vitale si è di fatto rotta la maggioranza di governo

Sul voto di fiducia posto dal Governo e le sue ricadute politiche, la segreteria regionale del Prc Lombardia ha approvato stamattina un Ordine del Giorno che è stato inviato al segretario nazionale Franco Giordano e ai capigruppo del Prc-Se di Camera e Senato.
Ecco il testo integrale del documento:

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La Lombardia paga un alto prezzo sociale per la decisione del governo di cancellare dal protocollo sul welfare i miglioramenti decisi dalla commissione lavoro della Camera dei Deputati.

E’ in questa regione che si concentrano la maggioranza dei lavoratori usurati ed è sempre qui che il ricorso al precariato sta diventando la regola che governa il mercato del lavoro.

Ai tanti paladini del Nord, nel centrodestra ma anche nel centrosinistra, con assoluta evidenza non interessano le condizioni di vita dei lavoratori e delle lavoratrici, sacrificati di nuovo di fronte ai poteri ed interessi forti della Confindustria.

La decisione di mettere la fiducia in modo unilaterale da parte di Romano Prodi rappresenta uno strappo inaccettabile nei confronti del popolo dell’Unione e una lesione delle prerogative del parlamento.

Siamo di fronte al ricatto se mantenere in vita lo scalone di Maroni o accettare una controriforma che lascia inalterate in larga parte le ingiustizie della legge 30.

Si chiude così clamorosamente la porta in faccia a quel popolo che il 20 ottobre, scendendo in oltre un milione in piazza a Roma, aveva rinnovato la fiducia al governo dell’Unione chiedendo un cambiamento sulle questioni sociali previste e mai realizzate del programma elettorale.

La politica del “porgere l’altra guancia” con una sinistra responsabile da una parte e un Pd e un centro estremista e radicale dall’altra, è ormai giunta alla fine.

Non sfugge a nessuno che colpendo la nostra gente le parti filoconfindustriali del governo tentano da un lato di uccidere il processo unitario di una sinistra plurale e dall’altro si apprestano a lanciare l’affondo definitivo al mondo del lavoro attraverso la cancellazione del contratto nazionale.

Bene ha fatto il compagno Giordano a chiedere una verifica nella coalizione e nel governo, ma questa verifica non può attendere gennaio ma deve svilupparsi immediatamente nei prossimi giorni. Con la scelta unilaterale di porre la fiducia su una questione così vitale si è di fatto rotta la maggioranza di governo. Occorre agire da subito per verificare se è possibile ricostruire le condizioni minime di lealtà al programma da parte di Romano Prodi.

A gennaio, naturalmente, come già deciso dal nostro Comitato Politico Nazionale, tale verifica dovrà essere sottoposta al voto degli iscritti e delle iscritte per decidere collegialmente ed in modo trasparente e partecipato se esistono le condizioni per proseguire o meno l’ esperienza di governo.

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Roberto Porta
Milano, 28 novembre 2007