I frutti avvelenati del nuovo statuto della Regione Lombardia

Enti regionali: Formigoni, sovrano, deciderà tutte le nomine

Oggi Formigoni e Cl si sono portati a casa un bel regalo di Natale

Oggi la nostra regione ha raccolto i primi frutti avvelenati seminati dal nuovo Statuto della Lombardia: con un atto di arroganza politica e istituzionale Formigoni ha avocato a sé tutte le nomine nei consigli d’amministrazione degli enti controllati dalla Regione.

Infatti, il nuovo Statuto, approvato otto mesi fa con un voto bipartisan Centrodestra-Pd, aveva certificato la realtà del presidenzialismo sui generis e squilibrato vigente dalle nostre parti, prevedendo dunque che anche le nomine negli enti, aziende, agenzie e soggetti partecipati dalla Regione non fossero più competenza dell’assemblea legislativa, bensì della sola Giunta.

Ma si sa, la fame viene mangiando, e così il governo regionale ha pensato bene di forzare nella seduta di oggi l’approvazione di un provvedimento che traducesse questo principio statutario in legge, senza peraltro attendere la ridefinizione complessiva della normativa sulle nomine. Un atto di arroganza talmente palese che la richiesta preliminare dell’opposizione di non procedere alla discussione è stata respinta, nel segreto dell’urna, per un solo voto: 34 a 34.

Oggi Formigoni e Cl si sono portati a casa un bel regalo di Natale, cioè poter nominare nei consigli d’amministrazione degli enti regionali chi vogliono senza più fastidiose discussioni e votazioni nel Consiglio e annessa pubblicità. Un pessima giornata invece per il Consiglio, ridotto a una corte del principe, e per i cittadini lombardi, che dovranno rinunciare a un’ulteriore fetta di trasparenza.

Luciano Muhlbauer (Consigliere regionale lombardo di Rifondazione Comunista)
Milano, 2 dicembre 2008