Expo 2015

Basilio Rizzo: su Expo 2015 i rapporti tra Pisapia e Formigoni sono fin troppo amichevoli

Storico oppositore delle giunte di centrodestra che si sono succedute a Milano negli ultimi venti anni, Basilio Rizzo conferma in questa intervista, anche dopo essere stato eletto presidente del consiglio comunale, di essere una voce scomoda e fuori dal coro. Che, sulle questione strategiche del futuro di Milano, non risparmia critiche nemmeno nei confronti della nuova giunta di Giuliano Pisapia.

Presidente Rizzo, qual è la situazione del bilancio del Comune?

In una parola sola: complicata. Dai primi di ottobre la ragioneria ha bloccato tutte le spese, non possiamo neanche permetterci di affittare una sala.

L’Expo è proprio necessario?

Guardi che con me sfonda una porta aperta. Se poi consideriamo che abbiamo vinto l’Expo con un progetto del quale, ormai, si sono persi i connotati…

Ma si sa nulla del nuovo progetto?

Le posso dare una mia definizione. Penso che avremo una fiera campionaria con qualche tocco di etnico. Il dottor Sala, di cui ho sempre sostenuto le capacità come amministratore, sta facendo il possibile. Se gli chiediamo di pareggiare i conti lui fa di tutto per cercare di modificare gli obiettivi e le aspettative dell’evento. Se poi aggiungiamo la polemica sull’acquisto delle aree per 200 mln di euro la situazione diventa ancora più complicata.

Ma quelle aree valevano così tanto?

Valevano molto meno perché erano aree a destinazione agricola, ma le dirò di più. Il comitato promotore era ed è formato da Fondazione Fiera, Comune, Provincia, Camera di Commercio. La prima cosa curiosa è che tu in quanto parte del comitato scegli un sito dove il maggior proprietario sei te stesso. Non è conflitto d’interesse, questo?

Nel gruppo Cabassi, gli altri proprietari delle aree, c’era il presidente della Provincia Podestà.

Della presenza di Podestà nel gruppo Cabassi si è saputo dopo, e abbiamo capito perché; per quanto riguarda la Fondazione Fiera ha fatto qualcosa in più. Già nel 2008/2009 aveva aggiustato il suo bilancio nel presupposto che le aree valessero la cifra poi pattuita. Cioè ha rivalutato le aree prima ancora che firmassimo il contratto

Un’accusa pesante.

Già. Ho sempre detto che si è costruito una sorta di operazione nella quale non si decideva nulla, il tutto per giustificare alla fine che si dovesse comprare quei terreni. La delibera che ci è stata presentata nel 2007 prevedeva una sorta di comodato fino al 2016, successivamente ritorno delle aree ai proprietari con un certo indice di edificazione. Quando ci fu la votazione l’opposizione si mostrò favorevole senza ipotecare, però, i destini urbanistici dell’area: infatti, scrivemmo che l’area doveva essere destinata a scelte di carattere sociale. Quel contratto, però, a oggi non è mai stato stipulato.

Secondo lei per quale motivo?

Penso che ogni volta che si drammatizzava la situazione lo si faceva per giustificare tutta una serie di scelte. Formigoni con la società Arexpo voleva comprare quell’area di proprietà della Fondazione Fiera nella quale, è notorio, che tutto ciò che riguarda le Fiere non si muove foglia che Formigoni non voglia. Mentre Cabassi era proprietario da diversi anni, Fondazione Fiera aveva acquistato quelle aree tra il 2003 e il 2004 a un prezzo bassissimo, improvvisamente nell’arco di pochissimo tempo quelle aree sono state rivalutate. Se vuole le aggiungo un altro piccolo particolare.

Prego, dica pure.

Lì vicino c’è un’area chiamata Cascina Merlata dove si doveva costruire qualcosa. Improvvisamente quel qualcosa diventa un progetto modello con tanta edilizia residenziale.

Chi sono i proprietari di Cascina Merlata?

E di proprietà del gruppo EuroMilano partecipato in forma molto ampia da Banca Intesa e poi tra i soci ci sono l’Unipol e l’Ance. Queste due aree sono contigue. Il progetto fu presentato in pompa magna dalla vecchia amministrazione poco prima delle elezioni e votato da tutti, destra e sinistra insieme, perché i miei amici del Pd non potevano votare contro un progetto che aveva dentro anche la lega delle cooperative. Penso di averle fatto un quadro chiaro della situazione.

Tornando all’evento in sé, cosa pensa dell’Expo?

Ho sempre sostenuto che l’ex sindaco Moratti è stata brava a vincere con un’idea e a conquistare i voti. I nostri assessori sono stati sguinzagliati in tutte le aree del mondo. Abbiamo mandato i vigili urbani in Uganda a fare lezioni ai vigili del posto, abbiamo invitato studenti da varie parti del mondo a fare stage alla Bocconi. Ad Antigua l’A2A ha costruito l’illuminazione della strada che portava all’aeroporto. Tutti Stati che hanno votato per noi.

Allora le ripeto la domanda, visto che soldi non c’erano perché imbarcarsi in questo viaggio?

In Italia c’è la cattiva abitudine per la quale se non c’è un grande evento non si fanno le cose che si devono fare. Se poi concentri tutte le risorse disponibili, non dove c’è bisogno, ma nel posto migliore crei un’ingiustizia. Cosa c’entra Milano con il cibo e l’agricoltura?

Dal governo sono arrivati i soldi?

Materialmente non si sa nulla. E credo che neanche questo esecutivo possa fare di più.

E le imprese come si stanno comportando, partecipano?

Non tocchi questo tasto. L’Assolombarda ha la presidenza della società che gestisce l’Expo con la Bracco. Non mi risulta che abbiamo dato contributi.

Come sono i rapporti tra il sindaco Pisapia e Formigoni?

Se vuole che le dica una cattiveria vanno sin troppo d’accordo. Proprio sull’Expo si è costruito questo equilibrio. Secondo me c’è qualche cosa di fin troppo amichevole. Pisapia si è sentito intrappolato e ha ritenuto di non poter fare altrimenti. Un po’ più di coraggio sarebbe stato più produttivo a lungo termine. Come sempre accade una volta che tu cedi vai per cedimenti successivi. In fondo l’ex sindaco Moratti non ha saputo reggere all’armata di Comunione e Liberazione.

Lei già si è opposto al probabile ingresso dell’Udc in maggioranza.

Mi scusi ma l’Udc non è in consiglio. Palmeri è Finiano, conta per uno e non è che ci cambi tanto la vita. Anzi, rischia di essere un elemento di disturbo per il popolo arancione che ci ha votato. Se si porrà un problema di un allargamento della maggioranza lo discuteremo.

Presidente Rizzo, da luglio a oggi lei ha votato contro la maggioranza per tre volte.

Difenderò questa giunta fin che posso, perché è vissuta dai milanesi come il cambiamento e noi dobbiamo aiutare il cambiamento a farsi strada. Riconosco e apprezzo nel sindaco, nonostante non sia stato contento di alcune mie decisioni, che non mi ha mai fatto pressione perché assumessi una posizione vicina alla maggioranza. E’ un modo diverso di concepire politica, cioè rispettare le posizioni degli altri. Comunque, non litighiamo.

Sabino Labia
Milano, 21 novembre 2011
da “panorama.it