L'assassinio di Marco Biagi e l'attacco alla CGIL

Una macchinazione indecente

La vera notizia è la macchinazione contro Cofferati

La vera notizia è la macchinazione contro Cofferati. Stupisce che questo elemento di valutazione della notizia non appaia chiaramente nella forma in cui Repubblica confeziona i fatti e i commenti. Colpisce anche che lo scoop capiti nel mezzo della campagna di delegittimazione della Cgil lanciata dai ministri Scajola e Giovanardi, secondo i quali definire patto scellerato un accordo che mina i diritti fondamentali dei lavoratori significa invitare al ballo i terroristi. L'aggressione alla Cgil ha avuto una sponda attivissima nei giornali di destra (in prima linea il Foglio) e in tutti i telegiornali, e mescolata con notizie di attentati immaginari propagandati dal ministri della Difesa e dai carabinieri ha introdotto elementi torbidi nella politica interna. E' stato il colmo della sfrontatezza far coincidere le provocazioni con la discussione parlamentare sul nuovo sistema centralizzato delle scorte, messo a punto da Scajola, dopo la frettolosa assoluzione di tutti i prefetti responsabili della mancata protezione a Biagi. Non basta l'assoluzione, non basta l'oscuramento della verità: si mette sotto accusa il sindacato. Graziella Mascia, parlamentare di Rifondazione comunista, ha detto durante il dibattito: «Ho sentito le dichiarazioni irresponsabili di qualche ministro: si tratta di dichiarazioni che scherzano col fuoco, che fanno riferimento al dramma del terrorismo tentando di strumentalizzarlo per colpevolizzare il conflitto sociale e il movimento sindacale».

Quelle lettere dal buio

Su questo scenario di un governo che scherza col fuoco scatta la macchinazione contro Cofferati. In modo misterioso arrivano alla redazione di Zero in condotta, un settimanale di sinistra di Bologna, le copie di cinque lettere scritte da Marco Biagi, il professore di diritto del lavoro, consulente del ministro Maroni, assassinato dalle Br il 19 marzo scorso. Il settimanale si accorda con Repubblica per la contemporanea pubblicazione. Le lettere sono indirizzate al presidente della Camera Casini, al ministro del Lavoro Maroni, al sottosegretario Sacconi, al direttore della Confindustria Stefano Parisi e al prefetto di Bologna. In tutte Biagi esprime l'angoscia di sentirsi nel mirino delle Br, denuncia telefonate minatorie, è giustamente preoccupato dal fatto che chi gli rivolge le minacce dimostra di essere informatissimo sui suoi movimenti e sulla mancanza della scorta. La novità, rispetto alle cose che sapevamo sulle gravi responsabilità degli apparati dello Stato, sono i riferimenti a Cofferati. Se ne parla in due lettere: quella al presidente della Camera e quella inviata per e-mail a Parisi. Nella prima Biagi dice di essere preoccupato perché la sua figura è criminalizzata dai suoi «avversari (Cofferati in primo luogo)». Nella seconda dice: «Non vorrei che le minacce di Cofferati (riferitemi da persona assolutamente attendibile) nei miei confronti venissero strumentalizzate da qualche criminale».

Gli omissis

Il fatto strano è che nel testo arrivato al giornale di Bologna sono omessi il nome del segretario della Cgil e l'inciso in cui si fa cenno alla misteriosa e «assolutamente attendibile» fonte che ha parlato a Biagi delle minacce di Cofferati. Ha ragione Cofferati: «Questo è il lato più oscuro di tutta la vicenda». Qualcuno, strumentalizzando le paure di Biagi, gli fa credere che il segretario della Cgil ha pronunciato delle minacce nei suoi confronti. Biagi è così allarmato che decide di informare sia Casini che Parisi. "Gola profonda" non ha alcuna intenzione di far scoprire il suo ruolo di provocatore. Quell'accenno fatto nella lettera di Biagi a Parisi non gli piace. Chi se non lui stesso poteva avere interesse a cancellare il riferimento alla fonte «assolutamente attendibile»? E chi, se non lui, può avere mandato il testo contenente l'omissione, insieme con le copie delle altre lettere, al giornale Zero in condotta? E qui si apre un nuovo capitolo dei misteri d'Italia. I magistrati della procura della repubblica di Bologna hanno detto di essere in possesso solo di tre lettere di Biagi: quella al prefetto, quella a Maroni e quella a Casini. Ma hanno precisato che il testo di quella indirizzata al presidente della Camera è diverso da quello fatto pervenire a Zero in condotta e non contiene nessun riferimento a Cofferati. A conoscenza di tutte le lettere, compreso quelle sconosciute ai magistrati, possono essere solo i servizi segreti e tramite loro il Governo. In questi paraggi alloggia l'agente provocatore. La macchinazione contro Cofferati è sofisticata: solo un servizio segreto può architettare una trama così sottile. A Bologna c'è il fulcro delle indagini sull'omicidio Biagi. Si sono fatti passi avanti, ma ancora c'è una fitta oscurità sulle strategie e sull'identità delle nuove Br. Il marchingegno di strumentalizzare piccoli giornali di sinistra per campagne di intossicazione del clima politico è stato usato spesso dai servizi segreti di molti Paesi. Il risultato che voleva ottenere "Gola profonda" era solo di gettare ombre sul segretario della Cgil, di discreditare il capo del sindacato contrario a compromessi sull'articolo 18?

Perché senza scorta?

Sono avvenute delle cose strane prima dell'omicidio Biagi. Il settimanale Panorama ha pubblicato un documento proveniente dai servizi segreti in cui si preannunciavano attentati contro sindacalisti ed esperti di diritto del lavoro che partecipavano alle trattative sull'articolo 18. E' stupefacente che anche dopo quel documento Biagi sia stato lasciato senza scorta. Le Br hanno speculato sul clima creato da quel documento e hanno compiuto l'omicidio a ridosso della manifestazione del 23 marzo.

Oggi si è creato di nuovo un clima torbido. I servizi antiterrorismo del Viminale sono in grande allarme. Le Br si risvegliano sempre nei momenti in cui sulla scena politica intervengono fattori di provocazione. Chi manovra questi fattori mette in conto gli input che dà alle Br? E' un interrogativo molto inquietante.

Annibale Paloscia
Roma, 29 giugno 2002
da "Liberazione"