Pericolose modifiche alla legge 185
"controllo dell'esportazione, importazione e transito dei materiali di armamento"

«Unitevi a noi per affermare la volontà di pace e giustizia»

L'appello del Brescia social forum

Quest'anno, dal 13 al 16 aprile, Brescia ospita la ventunesima edizione di EXA, uno degli appuntamenti espositivi più importanti per le maggiori aziende produttrici di armi leggere e di piccolo calibro a livello mondiale. Secondo la pubblicistica degli organizzatori l'esposizione promuove l'uso delle armi a scopo ludico, sportivo, di difesa. In realtà è un'ottima vetrina per i marchi delle imprese del settore e costituisce occasione d'incontro e di affari anche per tipologie di armi ad uso bellico e antisommossa.

Nel luglio 2001 il Segretario Generale dell'Onu, Kofhi Annan, ha definito le armi leggere e di piccolo calibro, «armi di distruzione di massa». Recentemente Mons. R. Martino, rappresentante della Santa Sede all'Onu, facendosi voce di molte organizzazioni della società civile, ha dichiarato che «gran parte del traffico illecito di armi ha origine nel commercio legale delle medesime» (cfr. Intervento alla 56ma Sessione Generale dell'Onu sul disarmo - 15/10/2001).

L'Italia è il terzo Paese produttore mondiale di armi leggere. Circa l'80% delle armi leggere prodotte in Italia viene da Brescia. Nell'ultimo decennio due milioni di bambini sono stati uccisi in conflitti dove sono state usate armi leggere e cinque milioni sono diventati disabili. Si stima che soltanto in Afghanistan vi siano circa dieci milioni di armi di piccolo calibro; sette milioni in Africa Occidentale, circa due milioni in America Centrale. Nei moltissimi conflitti scoppiati nell'ultimo decennio circa la metà delle armi complessive utilizzate per le operazioni di guerra sono delle tipologie prodotte dalle aziende che espongono ad Exa.

Il parlamento italiano si prepara a discutere modifiche alla legge 185 sul controllo e la limitazione della produzione e del commercio di armi. Scopo evidente delle proposte di modifica è rendere molto più permissiva la normativa vigente. E' a nostro avviso di grande importanza dare sostegno alle campagne in atto nel Paese a difesa della legge 185/90.

Crediamo sia venuto il momento di avviare una riflessione profonda sulla produzione e il commercio dei sistemi d'arma. Diventa sempre più urgente attivare osservatori permanenti per il monitoraggio, così come riaprire la prospettiva - complessa e di lungo periodo, ma certo praticabile e ineludibile - della riconversione dell'industria bellica al civile, garantendo reddito e occupazione ai lavoratori.

Disarmare Exa significa anche denunciare la finanza armata: le connessioni tra finanza ufficiale e paradisi fiscali, le banche che finanziano il traffico internazionale di armi, gli Stati che destinano quote importanti del loro p. i. l. alle spese militari, sottraendole alla spesa sociale; le lobbies e i potentati che influenzano scelte politiche, gravide di effetti distruttivi nel mondo.

Opporsi ad EXA significa anche dire un no concreto e forte alla guerra in atto. Dopo l'orribile strage che l'11 settembre 2001 ha spezzato le vite di migliaia di persone innocenti a New York, anche il governo e il parlamento italiani - in violazione dello stesso articolo 11 della Costituzione repubblicana ("L'Italia ripudia la guerra come strumento di risoluzione delle controversie internazionali") - hanno deciso di partecipare alla guerra globale permanente condotta dagli Stati Uniti e dai loro alleati.

Il conflitto ha già provocato migliaia di vittime in Afghanistan e, per dichiarazione del Presidente americano Bush, sta per estendersi ad altri Paesi, mentre coloro che vengono indicati come i mandanti dell'attentato alle Twin Towers restano introvabili.

Si preparano nuove inutili e devastanti avventure belliche, per garantire non la sicurezza comune, bensì il dominio imperiale di pochi ricchi sulla grande maggioranza dell'Umanità, a discapito di scelte politiche democratiche e condivise che permettano di superare gli squilibri, le ingiustizie sociali, la negazione dei diritti più elementari della persona che il neoliberismo impone su scala planetaria. Siamo convinti che la lotta al terrorismo si debba combattere con un impegno costante e deciso per la costruzione di un mondo più giusto.

Per queste ragioni facciamo appello a tutte le realtà associative, politiche, sindacali, ai singoli cittadini, perché partecipino al forum di discussione sulla guerra globale e le sue armi, e manifestino in mille forme pacifiche e chiare l'opposizione alla guerra e alla produzione bellica, la volontà di pace e giustizia proprie di grandissima parte della società civile di Brescia e del Paese; a Brescia, il 13 e il 14 aprile 2002, in concomitanza con l'esposizione di EXA.

Appello sottoscritto da:

Gruppi e Associazioni: Le adesioni all'appello, che possono essere tanto a titolo personale quanto a nome di realtà collettive, devono essere inviate via mail a Brescia Social Forum


Brescia Social Forum
Brescia, 31 marzo 2002
da "Liberazione"