Se sarņ candidato sindaco:
Ecco il mio programma per Milano.

Per prima cosa mettero' in piedi quattro televisioni.
Ho capito che, se voglio vincere il seggio da sindaco, la pubblicita' e l'intervento a tormentone sugli spettatori sono indispensabili.
Certo, e' un'impresa che costa, ma i soldi li ho gia' trovati.

Ho un amico che vive in Bolivia... un uomo molto attivo che si occupa di agricoltura... coltiva anche nei pressi della foresta amazzonica e sulle Ande e pare sia una produzione che renda un sacco.
Non so perche' ogni tanto sia costretto a subire massicci interventi ad opera di gruppi speciali, veri e propri raid, nei quali gli vengono incendiati tutti i raccolti e confiscate camionate di prodotto gia' imballato per la spedizione.
Ma cio' di cui il mio amico e' piu' seccato sono gli interventi dell'aviazione (elicotteri e arerei spesso degli U.S.A.) che arrivano a bombardare, distruggendo non solo le piantagioni, ma anche i capannoni di lavorazione.
Pero' il mio amico e' un uomo pieno di risorse e baciato dalla fortuna... cade sempre in piedi.
Uomo generoso, mi ha offerto qualche miliardo di dollari, tanto per cominciare la mia campagna... poi si vedra'.
Con parte di quei quattrini ho comprato subito una banca che si occupa anche di assicurazioni e, su consiglio di un vecchio compagno di Universita' che sono andato a trovare in carcere (avendo egli subito una condanna da giudici antiliberali), ho depositato gran parte del mio capitale in istituti di credito sparsi per tutte le isole del Pacifico e dell'Atlantico fondando qualche centinaio di holding: e' un modo piu' che legale per evitare pretestuose persecuzioni politiche di giudici e Finanza.
Ho promesso a quel geniale compagno di studi che alle prossime elezioni politiche per il Governo, lo faro' eleggere senatore, cosi' da cavarlo dalla galera.
Sto anche comprando una squadra di calcio: e' uno sport che non mi appassiona, ma pare che i tifosi, soprattutto se scatenati, siano un'ottima base politica e culturale.

Sto per organizzare anche un'altra squadra: il team tecnico e politico che mi dovra' sostenere nella scalata a Palazzo Marino.
Arruolero' solo gente di bell'aspetto... faro' loro indossare costantemente, anche sotto la doccia, camicia bianca immacolata, cravatta di marca (che produco io) e completo giacca - soprabito - cappotto di taglio perfetto. Dovranno poi esibire un sorriso smagliante sempre, in ogni occasione.
Anche ai funerali. Per ottenere una resistenza a quel sorriso senza tramonto, i nostri collaboratori dovranno allenarsi in apposite palestre, riuscendo a eseguire la sollevata di gote anche davanti a ritratti di Cossiga e Andreotti.
Per i discorsi in pubblico, specie se ripresi dalla TV, nessuna improvvisazione: ognuno dovra' ripetere sempre quello che dico io, anche se mi sfuggiranno, come spesso mi accade, discorsi da mentecatto.
E' ovvio che dovro' fondare un partito completamente nuovo, almeno all'apparenza ma ben radicato nel vecchio. Lo chiamero' ITALIA AVANTI, fra parentesi: tutta!

Condurro' un'inchiesta molto approfondita realizzata a base di sondaggi, meglio un sondaggio realizzato con sistemi di marketing: quello che ci interessa e' scoprire che cosa vogliono i cittadini, come far loro preferire e comprare la nostra "merce".
In poche parole se la gente vuole consumare prodotti dall'aspetto invitante e a poco prezzo, noi glieli procuriamo a costo di trattare cibi con ingredienti innominabili.
Ma li coloreremo, li gonfieremo e daremo loro un aspetto da frutta del Giardino dell'Eden.
Non avremo timore di esaltare ad ogni passo il valore della famiglia... una famiglia naturalmente sana ed equilibrata dove il marito, oltre che alla moglie, pensa all'immancabile amante e ai suoi bisogni e soprattutto non trascura l'educazione dei figli.
Sceglie per loro scuole privilegiate e di prestigio nelle quali si gode di una legge regionale che ti rimborsa le rette e ti alleggerisce di altre onerose spese.

Ma ai figli bisogna offrire anche la cultura della vita. Ecco che allora un buon genitore li portera' alla partita dove si troveranno immersi in un bagno di conoscenza, ascolteranno urla espresse in un linguaggio sanguigno tendente al sanguinante, insulti terrificanti e capitera' loro anche di godersi risse con pestaggi da epopea vichinga.

Con questo battage politico dobbiamo riuscire a entrare nel profondo dell'anima dei nostri probabili elettori e liberare quegli aspetti nascosti della loro cultura, del Dna sommerso.

Esempio.

In ogni individuo si puo' ritrovare, anche se occultata e inconscia, l'insofferenza verso tutto cio' che e' diverso.

Noi dobbiamo far emergere quel sentimento fino a farlo diventare odio, paura, sindrome di espulsione razzista.

Naturalmente ci accuseranno di xenofobia, di razzismo fascista, ma noi a brutto muso lo negheremo, anzi giureremo che noi siamo per l'accoglimento piu' affettuoso dei disperati che si ritrovano rovesciati come animali da scafisti criminali sulle nostre coste.

Dobbiamo evitare che quella diaspora diventi per noi un'invasione... dobbiamo salvaguardare il nostro benessere, la nostra quiete. Ben vengano gli emigrati, ma pretendiamo che siano in regola. Ognuno deve mostrare gli appositi documenti: permesso di soggiorno, contratto di lavoro (anche se in nero), contratto di affitto di un appartamento (anche se vi abitano 20 inquilini per metro quadrato).

D'accordo, simili richieste appariranno alle persone di buonsenso come capestri inventati per bloccare ogni ingresso indesiderato: come potrebbero infatti dei disperati, partendo dalle montagne curde, procurarsi un contratto di lavoro in Italia, una casa, un permesso di soggiorno?

Non stiamo nemmeno a rispondere a queste polemiche, tanto noi non ci rivolgiamo a pochi soggetti ragionanti, ma a masse di individui che preferiscono l'assurdo insensato ad ogni logica che blocchi qualsiasi prevaricazione sociale.

Dal momento che, e' risaputo, un buon leader deve ispirare un afflato tendente al mistico, io mi sto allenando a camminare sull'acqua. Ogni giorno mi massaggio con olio d'oliva e di semi vari per prepararmi a essere unto dal Signore.

Inoltre mi propongo di esaudire un sogno del mio caro amico Paolo Rossi: a 18 anni tutti in pensione! Prometto ai giovani, e lo giuro sulla testa dei miei figli (anche se loro non vogliono), che entro un anno godranno tutti di ben dieci milioni di nuovi posti di lavoro... tutti in nero, ma leggermente precari.

Imporro' il licenziamento in tronco per quei vigili che svengono nei crocicchi della citta' per lo smog.

Ai taxisti sara' severamente vietato tossire o "ventolarsi con pompetta per l'asma" quando trasportano i clienti. Giacche' lo smog si propaga a bassa quota, i bambini a passeggio per le vie di traffico dovranno galleggiare appesi a palloncini aerostatici cosi' da poter respirare ad almeno dieci metri di altezza.

Copriro' i muri della citta' con giganteschi manifesti che riproducono la mia faccia sorridente. Si trattera' di una mia foto di vent'anni fa, oltretutto truccata, cosi' da apparire liscio, compatto e lucido come una bambola.

Ma sarebbe follia scendere in campo senza una canzone che precedesse ogni mio ingresso sia in un'arena che sul teleschermo, facile da cantare in coro, soprattutto per i bambini che la intonerebbero come fosse un successo dello Zecchino d'Oro.

Per mia fortuna ho gia' un inno pronto da tempo. Eccolo... l'aria, piu' o meno, e' quella di "Va pensiero sull'ali dorate" di Verdi e dice:

Va mio popolo a bandiere spiegate
Sognando una vita di pacchie smodate.
Oh popol che volendolo
Il ciel puoi conquistar.
In te campion di giubilo
La liberta' e' un optional
La liberta' di fare e pur disfar
Quel che ti par.
Pagare meno tasse
Godendo del condono
Se ti scoprono moroso.
Goder di privilegi
E di tutti i benefici
Di scantonar le regole
Le leggi dello Stato
Che tanto sei coperto
Da ogni ritorsion.
Per ogni arraffo o gabola
Del tuo scaltro operar
Tu troverai indulti e decorrenza termini
Che blocca ogni sentenza
Che rischia di incastrarti
Con trent'anni di prigion.

Dario Fo
Milano, 3 dicembre 2000