Le elezioni politiche consacrano la vittoria del Polo
Ma il paese si muove

ripartire da rifondazioneIl risultato elettorale di Rifondazione comunista è di particolare valore e importanza.
Non solo perché ottenuto a dispetto dei reiterati tentativi di oscuramento e, anzi, di cancellazione che abbiamo subito.
Ma perché segna davvero una controtendenza nella stretta bipolare che tende ad avvolgere la scena politica, e si pone come un fattore dinamico della società italiana.

In questo senso, è stata premiata l' impostazione d'insieme della nostra battaglia: sia la nostra collocazione nel rapporto tra politica e società, sia la nostra linea generale.

Doveroso, e non rituale, è dunque il ringraziamento che rivolgiamo alle elettrici e agli elettori, ai nostri compagni che hanno tanto faticosamente e generosamente lavorato in questa campagna elettorale, ai molti interlocutori che, nella cultura, nell'associazionismo, nei movimenti, nell'arte e nello spettacolo, ci hanno sostenuto.

A tutti voi possiamo garantire che questa affermazione elettorale di oggi la investiremo, la “spenderemo”, prima di tutto, nell'iniziativa politica e sociale.

Il dato evidente del 13 maggio è la vittoria del centrodestra.

Una vittoria strettamente connessa alla sconfitta del centrosinistra e del suo progetto strategico.

Ma c'è una interessante simmetria proprio rispetto a cinque anni fa.

Allora, il centrosinistra vinse politicamente in un clima di restaurazione sociale, oggi Berlusconi prevale in un paese socialmente non statico, dove sono già emersi segnali di disgelo.

Oggi come ieri appare visibile, sia pure rovesciata, un'analoga sfasatura tra quadro politico e dinamica sociale. Per questo la nostra opposizione al governo del Polo avrà al suo centro il terreno sociale: l'opposizione, a cominciare dall'imminente sciopero dei metalmeccanici, ma anche e soprattutto la costruzione di un progetto di movimento per l'alternativa al neoliberismo.

Genova ed il G8

L'appuntamento di Genova ne sarà il primo banco di prova. Ma per questo, anche, è possibile e necessario lavorare in termini non «politicistici» a un processo di vera e propria rifondazione di tutte le sinistre.

Un nuovo Mitterand?

Nella crisi del centrosinistra, spicca l'imprevista sconfitta dei ds, tallonati dal successo rilevante della Margherita: l'ulteriore conferma dell'errore strategico compiuto dalla sinistra di governo, quando ha imboccato una via moderata e centrista.

Servirebbe una Epinay italiana, capace di rimettere al centro l'analisi della crisi italiana, dei soggetti sociali, del ripensamento progettuale necessario.

C'è alle porte un nuovo Mitterrand?

Fausto Bertinotti
Roma, 15 maggio 2001
da "Liberazione"