Presentata l'alleanza Ulivo, Rifondazione, Italia dei valori, che candida Filippo Penati per «una nuova grande Provincia».

Riconquistare Milano è possibile

Il sostegno «convinto e appassionato» della società civile: dai Girotondi al Leoncavallo

La corsa per le provinciali 2004 di Milano parte dal Palalido, dove una settimana fa girotondi e società civile avevano detto "Ora basta" al governo telecratico che sta sfigurando il paese. Non è un caso che parta proprio da qui la sfida di Filippo Penati e della sua squadra. In prima fila i partiti, con l'Ulivo, Rifondazione, Italia dei Valori uniti dopo mesi di discussioni a tutto campo che hanno dato buoni frutti. E ancora la società civile, da Daria Colombo dei Girotondi a Daniele Farina del centro sociale Leoncavallo, imprenditori, sindaci, con il sostegno «convinto e appassionato» di Lella Costa, Moni Ovadia, Giorgio Bocca. Via video arriva il saluto di Veltroni; dal palco si legge una lettera di Gasbarra. L'esempio romano è la traccia di questa alleanza che anche in Lombardia, dalla scorsa tornata amministrativa, ha esempi a cui ispirarsi come Monza.

Augusto Rocchi, segretario provinciale del Prc, tessitore dell'alleanza, è soddisfatto: «Questa è una buona giornata e un buon inizio, partiamo con una vera unità sui contenuti e importanti lotte dei lavoratori in campo come quella del trasporto locale e del commercio. Le premesse ci sono tutte». Il contributo del Prc è stato fondamentale, sulle proposte e per allargare la coalizione ai territori, sul tema centrale della democrazia, come su quello del lavoro e della pace. Alla fine il candidato presidente ha scelto di essere affiancato da due persone, il vice Alberto Mattioli della Margherita e Irma Dioli, già consigliera provinciale del Prc, responsabile del programma e della "campagna d'ascolto" sui territori, che Penati definirà «sensibile, forte e combattiva», anticipandone la partecipazione in giunta in caso di vittoria.

Un'area metropolitana di oltre 3 milioni di abitanti e un altro milione di cittadini sparsi in 188 Comuni, Milano rimane un gigante economico dai piedi d'argilla. Il governo delle destre, come ricordato anche dal Cardinale di Milano Tettamanzi, ha portato «precarietà e insicurezza» e non si occupa dei problemi dei cittadini ma delle sue consorterie interne. Bisogna riconquistare la fiducia di un territorio disorientato, in crisi. «Il senso d'incertezza non ci appartiene, nessuno si sentirà solo. Dobbiamo liberare le energie e le intelligenze frustrate», è la promessa di Penati. La partita si giocherà tutta sui Comuni. La coalizione insiste molto sul punto. 70% dei voti vengono dalla cintura milanese, dove il centrosinistra governa in maggioranza con successo. «La pasta solida della coalizione», come ricorda il candidato, che prima di diventare responsabile provinciale dei Ds è stato a lungo sindaco di Sesto S. Giovanni (la ex Stalingrado d'Italia). La co-partecipazione delle giunte locali al progetto della "grande Milano" è un punto centrale della sfida. Un'idea di rottura rispetto al divorzio, finito anche in tribunale, tra provincia e capoluogo attuato dalla Colli e Albertini. I sondaggi, al momento ufficiosi, parlano di un testa a testa con la candidata uscente del Polo, ammesso che non siano vere le voci di un ribaltone interno alla casa delle libertà con un nuovo candidato unitario leghista. Di sicuro, per la prima volta da molti anni, la destra ha paura di perdere. E l'alleanza tra Ulivo, Prc e Italia dei valori non ha paura di vincere. Altri cinque mesi per farcela.

Claudio Jampaglia
Milano, 21 dicembre 2003
da "Liberazione"