Elezioni 2004

Provinciali alla riscossa. Il laboratorio di Milano

Nel capoluogo lombardo è in costruzione un percorso di alternativa per battere la destra: partecipazione, lavoro e pace al centro dell’impegno di Rifondazione Comunista

Dopo cinque anni d’opposizione, Ulivo, Rifondazione e Italia dei Valori si candidano alla riscossa nelle elezioni provinciali di Milano, con l’ambizione di aprire la prima stagione del dopo Berlusconi.

«Siamo impegnati in un laboratorio della politica costruito nel segno dell’alternativa nella capitale “morale” di Berlusconi - spiega Augusto Rocchi, segretario provinciale del Prc - la partecipazione e le istanze dei movimenti sono l’orizzonte in cui ci siamo mossi, e il rafforzamento di Rifondazione è una condizione necessaria per il cambiamento».

Nella tornata elettorale del 1999, una coalizione identica aveva perso per 8mila voti, con l’astensionismo al ballottaggio (circa il 30%) a condizionare pesantemente il voto a sinistra. Uno smacco da evitare, come spiega Gianni Occhi capogruppo al comune di Milano del Prc: «Da una parte, bisogna smetterla di pensare alle elezioni provinciali come secondarie ». Le competenze su coordinamento dei piani territoriali, infrastrutture, ambiente, scuola, cultura, lavoro e formazione sono determinanti. «Qui non è in gioco una semplice alternanza, ma il tentativo di fare emergere l’incessante lavoro dei movimenti, delle associazioni, dei comitati che in questi anni sono stati i protagonisti della rinascita della politica nel territorio». Sforzando la metafora: non pensino gli alleati che Rifondazione faccia il paracadute sui voti a sinistra. Bisogna meritarseli, sui contenuti, nella scelta delle priorità e soprattutto nel metodo.

La provincia di Milano conta oltre 4 milioni di abitanti sparsi in 188 Comuni, con il comune meneghino a pesare per meno del 30% del totale. L’alleanza punta soprattutto sulla cintura milanese e la Brianza dove governano molte giunte rosso- verdi. A cominciare dal candidato, il “sindaco presidente” Filippo Penati, a lungo primo cittadino di Sesto S. Giovanni (la ex Stalingrado d’Italia). Come lui, molte delle forze che compongono la coalizione - e probabilmente la futura squadra - sono sindaci e amministratori della provincia.

Nessuna rivincita con Milano città, ma piuttosto una doppia sfida per una “grande Milano”, area metropolitana integrata che pensa al suo sviluppo collegialmente, e per la nascita della provincia di Monza e della Brianza.

Il contributo di Rifondazione è stato determinante sui contenuti (democrazia, lavoro, pace), ma soprattutto sul programma e sulla partecipazione.

Non a caso “la campagna d’ascolto” nei territori con centinaia di incontri e assemblee per raccogliere opinioni, suggerimenti, critiche dai comuni e dai cittadini è stata affidata a Irma Dioli, consigliera provinciale del Prc, che affianca Penati nella campagna.

Il metodo consiste in una corposa Carta dei principi - dal no alle privatizzazioni, al fermare la precarietà, a una mobilità sostenibile - da integrare e articolare in programma dopo la campagna d’ascolto, per poi tornare sui territori per verificarne lo stato d’avanzamento con i cittadini. Dai principi ai contenuti alle proposte. Per un candidato di partito, scelto dai partiti, un buon inizio.

Una modalità premiata dalla presenza di migliaia di persone alle assemblee che sembrano gradire il “confronto preventivo”. Teatri e palestre sempre pieni. «Mai visto nelle elezioni passate», racconta Irma Dioli. «Usciamo da questa esperienza più consapevoli delle nostre forze e con un bagaglio ricco di idee, strumenti ed energie.

La partecipazione e il protagonismo delle cittadine e dei cittadini hanno messo a tema elementi complessi e anche nuovi».

Richieste di alternativa su punti concreti, soprattutto di sviluppo territoriale, che fanno discutere la coalizione.

Come per la tangenziale Est verso Melzo bocciata da 35 comuni con un progetto alternativo mai considerato dalla giunta Colli. O come per la discarica di Inzago, con il Comitato della Martesana a proporre un ciclo sostenibile dei rifiuti in cui lo smaltimento diventi l’ultimo realtà spesso giovanili che producono cultura e innovazione.

Tutto bene, quindi? Quasi. Deve ancora completarsi il programma e la squadra di Giunta. E poi le uscite di Penati sulla legalità, sul racket delle occupazioni abusive, sui migranti e una scivolosa intervista su Libero hanno aperto fronti di dissenso nel movimento degli inquilini, tra i centri sociali e pezzi di società civile. Penati ha risposto con un incontro pubblico al Leoncavallo sulla questione, prendendosi le sue responsabilità e impegni.

Il pane della politica. Se sono rose, poi, fioriranno.

elemento di una filiera. Gli esempi sono molti. La cittadinanza si muove per obiettivi e alleanze trasversali con dossier tematici, studi, raccolta di firme su progetti. Un patrimonio per la politica e la partecipazione da non disperdere.

Tra le novità promosse dalla coalizione, la Casa della pace che dovrebbe promuovere con la cooperazione e soprattutto con la formazione interventi e progetti contro le guerre. E finalmente un impegno per la cultura, lontana dagli show televisivi promossi dal centrodestra, che punti sulle migliaia di realtà spesso giovanili che producono cultura e innovazione.

Tutto bene, quindi? Quasi. Deve ancora completarsi il programma e la squadra di Giunta. E poi le uscite di Penati sulla legalità, sul racket delle occupazioni abusive, sui migranti e una scivolosa intervista su Libero hanno aperto fronti di dissenso nel movimento degli inquilini, tra i centri sociali e pezzi di società civile. Penati ha risposto con un incontro pubblico al Leoncavallo sulla questione, prendendosi le sue responsabilità e impegni.

Il pane della politica. Se sono rose, poi, fioriranno.

Claudio Jampaglia
Milano, 11 aprile 2004
da "Liberazione"