Elezioni 2004. Ballottaggio Penati - Colli per la Provincia di Milano

«Vincere a Milano? Vale un campionato»

Intervista a Filippo Penati, candidato del centrosinistra e di Rifondazione alla Provincia di Milano, votato al primo turno dal 43,2% degli elettori

Altro che partita del cuore, una vittoria qui vale la coppa dei campioni. Battere Silvio Berlusconi in casa sua, a Milano. Un'impresa. Ci vuole coraggio, soprattutto ci vuole entusiasmo. Filippo Penati ce l'ha, e ha anche l'esperienza di chi è stato sindaco di Sesto San Giovanni per dieci anni. Ora con lui ci sono tutti, la sinistra, il centro e il centrosinistra uniti per un'altra provincia possibile. E stasera sono qua, sotto la Madonnina in piazza del Duomo, Ds e Rifondazione, Margherita, Verdi, Sdi, Italia dei valori, Pdci, Udeur. Un pacifico assedio alla signoria del PresDelCon, che alla provincia di Milano si fa rappresentare da Ombretta Colli. A lei il primo turno è andato così e così: solo il 38,3%, Penati è arrivato al 43,2%. Poi c'è la Lega che ha corso da sola ed ora è l'ago della bilancia. Che faranno i paladini padani? Soprattutto, che faranno i milanesi? Da una parte un candidato contento di «aver fatto una campagna elettorale come ai tempi del Pci», dall'altra un'avversaria che Silvio Berlusconi porta sotto braccio. Specialmente in televisione.

Vincere in casa di Berlusconi vale molto più di tre punti.

Vincere la partita di domenica in un campionato come questo varrebbe almeno sei punti. Di soddisfazione.

Da Craxi, alla Lega, a Forza Italia sempre con Berlusconi nel mezzo. Che fine ha fatto la Milano di sinistra?

Se c'è un errore che è stato fatto negli anni passati, è quello di aver lasciato soli i cittadini. La destra si è affidata ai soliti messaggi populisti, facendo leva sulle paure e le angosce dei milanesi che vivono in periferia, inventando bruttissimi slogan come quello della tolleranza zero verso gli immigrati. Una politica totalmente sbagliata, che non ha dato risposte al problema del carovita, delle pensioni troppo basse, di trovare un posto di lavoro. Noi abbiamo fatto una campagna elettorale tra la gente. Come si faceva una volta.

Cosa significherebbe per Berlusconi perdere qua, alla provincia di Milano?

Perdere qui sarebbe uno choc. Guidare la provincia di Milano ha un grande valore simbolico per Berlusconi. Anche se da queste parti Forza Italia ha già perso tantissimi voti, mentre il centrosinistra ha raggiunto un risultato straordinario. Hanno fatto una campagna elettorale senza capo ne coda. All'inizio avevano puntato tutto sul valore aggiunto di Ombretta Colli, una candidata molto nota. Un valore aggiunto che non c'è stato. Poi hanno insistito sul buon governo della Provincia. Una scelta singolare, visto che la presidente uscente non è stata votata dal 62% degli elettori. L'ultimo slogan dice: non lasciamo la Provincia ai comunisti. Insomma, siamo tornati al primo berlusconismo. Quello più becero.

I leghisti sono determinanti. Cosa faranno domani e domenica? Obbediranno ai loro dirigenti o continueranno a non votare Ombretta Colli? Neppure i sondaggisti azzardano previsioni.

C'è stato un accordo ai vertici fra Lega e Casa delle libertà. Personalmente non riesco a credere che i leghisti seguano compatti come soldatini le indicazioni arrivate dall'alto. Sono stati fortemente critici con la gestione di Ombretta Colli, il loro candidato l'ha bocciata senza appello.

Sinistra, centro, centrosinistra: quanto aiuta essere uniti?

Noi ci siamo presentati agli elettori con un ampio schieramento, che va dall'Ulivo a Rifondazione comunista passando per l'Italia dei valori e una lista civica. Un'unità vera, che si candida a governare. La nostra è stata una campagna elettorale all'insegna della partecipazione. Abbiamo parlato di problemi come il traffico, che soffoca Milano. Qui in macchina si passa parte della nostra giornata. Abbiamo discusso di inquinamento e salute. Anche nella zona più ricca e sviluppata del paese cresce la povertà con il caroaffitti, salari e pensioni che non bastano più.

Da queste parti il presidente del Consiglio si è esibito in numerosi show. Con il brillante comizio sui brogli elettorali della sinistra è riuscito a spostare qualche voto?

Questa è una città seria, di gente che guarda alle cose concrete.

 
Frida Nacinovich
Milano, 25 giugno 2004
da "Liberazione"