Elezioni amministrative 2007. Il centrodestra conquista molti comuni dell'area metropolitana milanese. Astensione e delusione del popolo dell'Unione, i flirt del Pd con Moratti e Formigoni... intervista al segretario provinciale del Prc Antonello Patta

Milano: un grave passo indietro per Pd e Prc

Antonello Patta: «Ripartire da lavoratori e pensionati»

Nella Provincia di Milano, governata dall'Unione e con una buona presenza di Rifondazione, si registra un pessimo risultato elettorale per il nostro Partito e per il centrosinistra in generale. Una sirena d'allarme grave per il lavoro di questi anni. Ne parliamo con Antonello Patta, segretario provinciale del Prc.

Il quadro elettorale è pessimo?

I risultati delle elezioni nei comuni della provincia di Milano confermano una grave sconfitta del centrosinistra in modo generalizzato: l'Ulivo-Pd registra arretramenti, talora il dimezzamento dei voti ed il risultato non sembra determinato da fattori locali: si perde sia nei comuni grandi che in quelli piccoli, sia dove si è in coalizione o meno, sia che il candidato sindaco sia al primo o secondo mandato.
Il centrodestra conquista importanti comuni dell'area metropolitana milanese tra cui alcuni per la prima volta dal dopoguerra. Rifondazione perde voti ovunque sia nelle situazioni in cui si presenta unitariamente, sia dove si presenta da sola, con pochissime luci (Buccinasco, dove aumentiamo i consensi, Pregnana Milanese, dove eleggiamo il terzo Sindaco della nostra Federazione e Vimodrone dove confermiamo i nostri amministratori uscenti) e molte ombre (Legnano e Magenta dove perdiamo gran parte del nostro elettorato).

Cosa è successo?

Le cause vanno ricercate principalmente nella grande astensione degli elettori che nel precedente turno avevano votato l'Unione; la destra vince con percentuali che distaccano pesantemente il centrosinistra, aumentando però solo di pochi voti i consensi del proprio bacino elettorale. Ciò è vero in particolare nei quartieri popolari dove l'astensione raggiunge frequentemente livelli impensabili. E' la radice sociale della durissima critica a Prodi e al Pd per il mancato rispetto degli impegni presi e la crescente delusione dei settori operai e popolari che non vedono passi verso il risarcimento sociale nei campi del lavoro, della sanità, delle pensioni...

Quale è la responsabilità del Pd?

Il Partito Democratico reale è stato sperimentato nell'area metropolitana milanese, nella relazione stretta tra gli uomini del Governo Prodi ed il centrodestra con il Sindaco Moratti e Formigoni che hanno collaborato strettamente, ignorando il programma nazionale e gli accordi locali (in particolare su infrastrutture e autostrade) e assumendo scelte socialmente e ambientalmente insostenibili.

Assistiamo a un fortissimo ritorno della Lega. Perché?

Il voto leghista, che è il vero valore aggiunto per il centrodestra, trae origine dalla crescita preoccupante delle insicurezze, delle ansie e delle paure verso migranti, rom e "diversi", alimentate artatamente con la compiacenza della grande stampa, per far crescere l'adesione alle politiche securitarie, repressive e proibizioniste, presentate come l'unica possibilità di salvezza e di difesa della casa, del territorio, del lavoro, delle identità.

E come rispondere?

Dobbiamo guardare ai lavoratori e ai pensionati del Nord, colpiti duramente dall'aumento del costo della vita che vedono scomparire la dignità esistenziale che hanno vissuto anni addietro. Oggi monta la rabbia sorda e profonda per il mancato soddisfacimento delle aspettative generate dal governo Prodi. Dobbiamo anche fare una riflessione profonda sui temi della convivenza in una società sempre più multietnica e multiculturale. Occorre anche aprire immediatamente un riflessione ampia e approfondita sui temi e settori sociali dove la competizione tra poveri e la paura inconscia prodotta nel vedere nel diverso il possibile proprio destino futuro, sono il terreno su cui la destra costruisce il proprio terreno politico con risposte sbagliate ma semplicistiche e comprensibili.

Damiano G. Melerba
Milano, 1 giugno 2007
da “Liberazione”