Verso il voto

Sinistra/Arcobaleno, focus sul programma

Quella che ci si prospetta davanti è una campagna elettorale difficile, polarizzata, dove la polemica politica, in primis quella di Veltroni, prescinde dai contenuti programmatici per puntare dritto alla liquidazione della sinistra. Ecco, allora, che questo intervento riporta in primo piano i contenuti della politica, toccando quattro questioni nevralgiche: politica estera, lavoro, ambiente e infrastrutture, laicità

L'attacco quotidiano di Veltroni e del Pd alla Sinistra Arcobaleno rischia di essere una costante della campagna elettorale. Il ritornello è noto, saremmo arretrati, tragicamente incapaci di vedere le moderne contraddizioni dello sviluppo, non avremmo cultura di governo.
Votare per la Sinistra Arcobaleno sarebbe dunque inutile perché bisogna rafforzare solo il Pd che è un partito grande (dove appunto c'è dentro tutto e il contrario di tutto per scelta consapevole del suo leader). Avevo capito che i toni di Veltroni sarebbero stati diversi in questa campagna elettorale, concentrati sulle proposte del suo partito, senza demonizzazione di Berlusconi (e qui pare coerente). Che avrebbe riservato invece il peggio del repertorio alla Sinistra non l'avevo proprio messo nei conti. Anche perché non sta polemizzando con i nostri i programmi ma mette in discussione la nostra stessa esistenza. Veltroni non vuole che esista nulla alla sinistra del Pd.
In questo pezzo non dirò dei difetti del processo unitario della Sinistra Arcobaleno, perché ho scritto di questo altre volte. Oggi mi concentro finalmente su alcuni piccoli pregi del suo programma e delle sue posizioni politiche, toccando tre o quattro questioni nevralgiche e assai discusse.

Sulla politica estera

Noi pensiamo che la dottrina della guerra preventiva sia stato un errore e abbia fallito la sua lotta al terrorismo, crediamo che sia stato giusto ritirare le truppe dall'Iraq e riteniamo che anche la missione in Afghanistan ( sotto egida Nato) vada ridiscussa dopo tutti questi anni e i pochi risultati ottenuti. Lo ritengono osservatori importanti americani, lo scrivono giornalisti di politica estera, ma se lo diciamo noi siamo degli irresponsabili. Noi riteniamo che per portare la pace nel mondo non si debbano preparare altre guerre, ma negoziati sul disarmo ( invece le spese militari crescono e purtroppo anche quelle dell'Italia e noi ne proponiamo la diminuzione), soluzioni credibili alla questione Israelo-Palestinese ( vero focolaio avvelenato da troppi decenni), misure concrete ( lo 0,7 del pil di ogni paese ricco) contro la povertà, perché un mondo diseguale e ingiusto non potrà mai essere un mondo sicuro. Il cambiamento e la democratizzazione di tutti gli organismi internazionali ( Organizzazione mondiale del commercio, Banca Mondiale Fmi) perché sono essi che fanno e disfano spesso le economie di interi Paesi in via di sviluppo, che non consentono una lotta efficace all'aids per via delle multinazionali dei farmaci, che avvelenano le agricolture con gli ogm..... Seattle, Veltroni, do you remember?
Pensiamo che si debbano ricontrattare le servitù militari sul territorio italiano e dunque che la scelta di un'altra base militare a Vicenza sia sbagliata.

Sul lavoro

Abbiamo messo al centro tutte le misure per l'aumento dei salari e degli stipendi (che sono i più bassi d'Europa), abbiamo scritto che il precariato resta un tema ancora da risolvere perché il governo Prodi ha fatto poco e la legge 30 e il suo mutamento radicale resta per noi centrale, sugli incidenti sul lavoro vogliamo controlli e sanzioni precise (perché questo è il punto, a nulla valgono nuove leggi se gli ispettorati sul lavoro e le Asl non controllano i luoghi di lavoro, gli impianti a rischio e le condizioni reali di chi lavora in quegli impianti). Abbiamo riproposto una patrimoniale sui grandi patrimoni e sulle grandi rendite ( come è nel resto d'Europa ma non in Italia). Non siamo d'accordo con coloro che pensano che liberalizzando ancora di più il mercato del lavoro (per esempio abolendo l'articolo 18 con la scusa che non tutti possono usufruirne e dunque sarebbe bene toglierlo anche a chi ne può far uso...) si aumenti l'occupazione buona e stabile.
Proponiamo che le banche agevolino i crediti ai giovani e alle piccole imprese, rinunciando ai guadagni vergognosi che hanno fatto in questi anni.

Sull'ambiente e le infrastrutture

Proponiamo un elenco di grandi e medie opere assai diverso da quello della destra e forse anche del Pd. Riassetto idrogeologico del territorio, rifacimento della rete idrica ( perdiamo il 30 per cento di acqua perché la nostra rete è un colabrodo - questa si ferma agli anni 50-), completamento della rete depurativa e fognaria al sud (molto semplicemente perché non c'è e per il turismo e anche per le industrie questo è un problema serissimo). Lo spostamento del 25 per cento delle merci dalla gomma al ferro e alle vie del mare, perché così si inquina meno, si consumano meno carburanti e si rendono le strade più sicure. Abbiamo una netta contrarietà sul Ponte sullo stretto di Messina (opera sempre assai caldeggiata da Di Pietro) perché la Sicilia e la Calabria hanno bisogno di altro, ferrovie, reti idriche, strade primarie, porti efficienti.
Diciamo si alle energie rinnovabili (un piano straordinario di pannelli solari in tutta italia perché pur avendo più sole abbiamo meno pannelli della germania). Diciamo si ai trasporti pubblici potenziati nelle città e in sede propria. Diciamo no al consumo ulteriore di terreni agricoli per la speculazione edilizia e alla scelta di iper e super mercati che hanno oramai del tutto strangolato i piccoli e medi esercizi.
Sui rifiuti partiamo dalla raccolta differenziata e dal riciclaggio (che può raggiungere in Italia il 40 per cento in pochi anni con gli investimenti giusti, non ci convince guardare solo alla fase terminale del ciclo e pensare di incenerire e basta. Per noi l'acqua è un bene pubblico e siamo contro la sua privatizzazione (l'ipotesi del ministro Lanzillotta Pd non ci trovava d'accordo proprio perché rischia di mettere in discussione questo principi. Pensavamo come Cacciari sindaco del Pd a Venezia, che il Mose fosse un'opera sbagliata e costosa, pensiamo che in Valle Susa il tracciato alternativo alla proposta originaria del governo Berlusconi sia una proposta valida e con minore impatto ambientale e che i Sindaci abbiamo fatto bene a chiedere di poter dire la loro.

Sulla laicità

Per noi si tratta di un principio irrinunciabile e indisponibile, il vero fondamento di una società libera. Siamo favorevoli al riconoscimento per legge delle Unioni civili ( non alla finzione che viene avanzata secondo la quale ogni coppia va a regolarsi la questione dal notaio), al testamento biologico. Riteniamo che la autodeterminazione delle donne sia un principio e che spetti a loro la prima e l'ultima parola. Non ci convincono coloro che dicono ( e nel Pd non si contano ... "che la legge 194 va difesa ma bisogna applicarla meglio"... perché dietro questa affermazione si nasconde una insidia vera). Pensiamo inoltre che l'Ici sugli immobili dovrebbero pagarla anche gli enti religiosi ed è uno scandalo che ciò non avvenga. Riteniamo la libertà religiosa un principio essenziale, ma in questa libertà è compresa quella di non credere o di credere diversamente.
Riteniamo sia inaccettabile pensare di trasferire i dogmi e i comandamenti di una religione nelle leggi dello Stato.

Le cose che ho scritto sono scelte che si possono condividere oppure no. Ma fanno, almeno alcune, la differenza tra la Sinistra Arcobaleno e il Pd.
Certo è più facile assemblare un partito dove ci sono tutte le opinioni e il loro contrario, e poi pensare di poterlo dirigere con mano forte e forte impronta personalistica. Ma questa non è la nostra idea della politica. E neppure della democrazia.
Spero che Veltroni la smetta di menar fendenti a sinistra e si concentri di più sull'obiettivo comune che resta quello di battere la destra sui programmi e sull'idea di politica che si propone.
Quanto al voto utile ho già detto: una più forte Sinistra Arcobaleno sarà l'antidoto alle larghe intese e obbligherà il Pd a confrontarsi sui nostri argomenti.

Infine l'affidabilità, la litigiosità, la nostra poca propensione al governo. Le forze della sinistra (e oggi quella che si chiamerà Sinistra Arcobaleno ) sono al governo da decenni in tante città e regioni e ancora oggi le alleanze per le elezioni locali ci mostrano un Pd che ci chiede alleanze in Sicilia, a Roma e in tanti altri luoghi. Dovrei dedurne che andiamo bene sul territorio ma non nel governo nazionale? Sarebbe interessante conoscere la risposta autentica a questa domanda.
La verità è che siamo stati leali anche con Prodi, che pure non ci entusiasmava, che abbiamo cercato di essere coerenti con il programma dell'Unione, e con l'impegno che avevamo preso con gli elettori. Mastella, Dini e una lunga sfilza di centristi hanno fatto tante volte mancare i numeri e alla fine cadere il Governo. Non pretendo che Veltroni ringrazi. Vorrei solo che la smettesse di additarci al paese come una sinistra irresponsabile.
Chiedo pacatezza , io a lui, a lui che è sempre così gentile e pacato con tutti.

Fulvia Bandoli (Sinistra Democratica)
Roma, 25 febbraio 2008
da “Aprile On Line”