ELEZIONI POLITICHE 2008

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IL PROGRAMMA DE “LA SINISTRA L’ARCOBALENO”

Sinistra Arcobaleno

L'Italia moderna nata dalla Costituzione repubblicana, democratica e antifascista, ha bisogno di una sinistra politica rinnovata. Questi sono i nostri principi: uguaglianza, giustizia, libertà; pace, dialogo di civiltà; valore del lavoro e del sapere; centralità dell'ambiente, della biodiversità e dei diritti degli animali; laicità dello Stato; critica dei modelli patriarcali e maschilisti.

INDICE GENERALE

LA SINISTRA - L'ARCOBALENOvai a indice

L'Italia moderna nata dalla Costituzione repubblicana, democratica e antifascista, ha bisogno di una sinistra politica rinnovata. Questi sono i nostri principi: uguaglianza, giustizia, libertà; pace, dialogo di civiltà; valore del lavoro e del sapere; centralità dell'ambiente, della biodiversità e dei diritti degli animali; laicità dello Stato; critica dei modelli patriarcali e maschilisti.

La Sinistra l'Arcobaleno che vogliamo è del lavoro e dell'ambiente. La globalizzazione liberista si è retta sulla svalorizzazione del lavoro umano e delle risorse naturali: ma un altro mondo è possibile, dove è rispettata la dignità del lavoro; con un'economia ecologica e non dissipativa. Per questo è necessaria la difesa e il rinnovamento dello Stato sociale e un nuovo inventario dei beni comuni dell'umanità: acqua, cibo, salute e conoscenza.

La Sinistra l'Arcobaleno che vogliamo è della pace. Lo spirito della guerra minaccia l'umanità, cresce la spesa per gli armamenti: ora è il momento di fermarli.

La Sinistra l'Arcobaleno che vogliamo è delle libertà individuali e collettive, che possono crescere solo in uno Stato laico. Per questo la laicità dello Stato è un bene non negoziabile.

La Sinistra l'Arcobaleno che vogliamo guarda ad una nuova stagione della democrazia italiana, autorevole e legittimata, con una nuova capacità di rappresentanza politica e partecipazione democratica, contro i corporativismi, i privilegi, l'ineguaglianza; contro la diffusa illegalità; che abbia al centro una nuova questione morale.

La Sinistra l'Arcobaleno che vogliamo è dell'accesso al sapere per tutti e tutte come presupposto di trasformazione e democrazia.

PER UN BILANCIO DI VERITÀvai a indice

La Sinistra l'Arcobaleno ha condiviso la responsabilità dei due anni di esperienza del governo, dopo essere stata, nelle precedenti elezioni, forza determinante per la sconfitta delle destre.

Un bilancio di questa esperienza è necessario anche per rendere chiara la prospettiva con cui oggi La Sinistra l'Arcobaleno si presenta autonomamente di fronte agli elettori.

Il governo è caduto a causa delle scelte e dei trasformismi di settori del centro moderato, dell'Udeur, e di altre forze che provengono dall'interno dei partiti che hanno dato vita al Partito Democratico; scelte e trasformismi che sono anche tra le cause profonde della crisi della politica che attraversa il Paese.

La crisi, nel Governo e nel Parlamento, è stata covata a lungo. Ne individuiamo la causa profonda nel potere di intervento dei poteri forti, che hanno saputo condizionare forze della vecchia maggioranza, in particolare del Partito Democratico, per impedire o almeno ostacolare il processo di rinnovamento politico, economico e sociale che il Paese attende e che i grandi movimenti del lavoro, della pace e dei diritti civili richiedono con grande forza. Una capacità di intervento che ha impedito la realizzazione dei punti più avanzati e progressivi del programma con il quale era stato preso un impegno di fronte agli elettori.

Questa interdizione ha affossato leggi di civiltà come il riconoscimento delle coppie di fatto, ha frenato gli interventi necessari per aumentare il reddito disponibile per le famiglie e per aggredire la precarietà del lavoro, ha ostacolato l'approvazione di riforme, che pure erano state elaborate, quali, per fare solo due esempi, il conflitto di interessi o l'abrogazione di normative come la Bossi Fini sui migranti, ha impedito l'impegno assunto per il varo di una commissione di inchiesta sulla repressione di Genova del 2001.

Abbiamo reagito a questa offensiva attraverso l'avvio del percorso unitario che ha dato vita a La Sinistra l'Arcobaleno e proponendo una verifica politica e programmatica su temi stringenti.

Non è un caso, però, che la crisi si sia consumata definitivamente proprio quando, grazie alla battaglia dei parlamentari de La Sinistra L'Arcobaleno, abbiamo ottenuto di vincolare l'uso del cosiddetto extragettito del 2008 ad interventi per diminuire le imposte sul lavoro dipendente. Si tratta di una cifra importante, almeno 6 miliardi di euro, che va immediatamente impiegata nella direzione già decisa. È un impegno che chiediamo venga onorato prima dello svolgimento delle elezioni perché è una necessità per milioni di lavoratori e pensionati che hanno visto diminuire sempre più il loro potere di acquisto.

Facciamo questa richiesta con grande forza anche per impedire che, dopo le elezioni, questa norma venga cancellata.

Non intendiamo sottovalutare i risultati ottenuti dal governo di centro-sinistra, in particolare nella lotta all'evasione e all'elusione fiscale, nonché nella messa in ordine dei conti pubblici. Risultati importanti anche per trasmettere un'idea dell'etica pubblica.

Ma proprio questi risultati avrebbero dovuto consentire l'avvio della fase del risarcimento sociale e di un'altra politica economica.

UNA PROPOSTA AL PAESEvai a indice

La Sinistra l'Arcobaleno avanza una proposta al Paese.

Sono necessarie una nuova politica economica e una nuova idea della programmazione.

Occorre superare il vecchio e obsoleto misuratore della crescita del PIL come parametro di valutazione della salute dell'economia e della società.

La riconversione ecologica della società e dell'economia costituisce un elemento strategico entro cui si colloca tutto il programma de La Sinistra l'Arcobaleno. È oggi una necessità su cui declinare un nuovo paradigma dello sviluppo, non più basato sull'idea quantitativa della crescita, ma sulla qualità.

Non è più possibile riproporre una politica dei due tempi, quella che vuole imporre prima il risanamento e i sacrifici e poi il rinnovamento e l'equità sociale.

Un'altra politica è necessaria e possibile:

Vogliamo portare un'altra idea, economica e culturale, delle “grandi opere” di cui il Paese ha bisogno, per una riconversione ecologica della nostra economia: risparmio energetico e fonti rinnovabili; difesa del suolo dal rischio idrogeologico, mobilità sostenibile per ridurre traffico ed inquinamento dell'aria, l'acqua come bene primario comune e pubblico. La piena attuazione del Manifesto per il clima e delle azioni individuate dalla conferenza nazionale sui cambiamenti climatici 2007, è la prima risposta a questa sfida.

Vogliamo valorizzare la vocazione del territorio, le produzioni agricole di qualità, il primato culturale e ambientale dell'Italia per una nuova qualità dello sviluppo.

Vogliamo riprogettare nuove forme di intervento pubblico nell'economia, sugli assi della ricerca, della qualità e dell'innovazione.

Vogliamo porre il tema dell'autonomia della politica e della sua indipendenza dai poteri forti, della sua riforma, dell'etica pubblica, della trasparenza e della partecipazione come elementi fondanti di un diverso rapporto tra politica, società e movimenti.

È una proposta di governo del Paese, per cambiare l'Italia e per farle svolgere un ruolo, in Europa e nel mondo, nella difesa della pace e per nuove forme di cooperazione.

In questa prospettiva, avanziamo le seguenti proposte, essenziali per avviare questa nuova politica.

Non esauriscono il programma e gli obiettivi de La Sinistra l'Arcobaleno: evidenziamo quelle che sono le priorità. Proposte semplici e concrete che indicano con chiarezza un cammino: quello della riforma economica, sociale, ambientale, culturale e politica che questo Paese merita.

Una proposta di parte: dalla parte dei lavoratori e dell'ambiente in primo luogo ma anche una proposta generale, perché solo cambiando questo Paese costruisce il proprio futuro.

LA NUOVA PROGRAMMAZIONEvai a indice

Il nostro Paese da diverso tempo soffre un evidente declino industriale. Le cause sono da ricercare nella ricorrente scelta delle classi imprenditoriali di privilegiare la finanza piuttosto che il rischio industriale, nella mancanza di innovazione, nella ricerca del massimo profitto con la compressione dei salari, nella rincorsa del minore costo del lavoro in paesi esteri, nell'aggravarsi della questione meridionale, nelle debolezze più tradizionali dovute alle strutture familistiche del capitalismo italiano, nel burocratismo di tanta parte della pubblica amministrazione.

Gli anni che abbiamo alle spalle sono stati caratterizzati da selvaggi processi di privatizzazione e da una sempre più marginale presenza dello Stato in economia, perseguendo l'idea che il bene dell'impresa privata corrispondesse al bene del Paese. Tolte poche, grandi aziende, il nostro sistema industriale è caratterizzato da un pulviscolo di piccole e medie imprese incapaci di competere sul piano internazionale. Il risultato è un Paese che nella classifica mondiale si attesta all'ultimo gradino, quello delle produzioni a basso valore tecnologico. Vicende come quella di Telecom (una clamorosa speculazione finanziaria unita all'incapacità imprenditoriale) o di Autostrade (con il passaggio dal monopolio pubblico a quello privato) hanno dimostrato cosa può accadere quando lo Stato, ossia la collettività, non ha più alcuna voce in capitolo nell'indirizzo e nel controllo delle aziende e dei settori strategici per il Paese.

Il nostro sistema è pesantemente penalizzato dalla scelta miope delle imprese di competere sul costo del lavoro anziché sulla ricerca e sull'innovazione.

Per questo proponiamo un governo che persegua una diversa politica economica e industriale, evitando di concentrare le competenze nell'attuale ministero dell'Economia (che riunisce le funzioni di Tesoro e Finanze), e ponendole invece in capo a un Ministero che si occupi dell'economia reale.

Per fare questo serve una programmazione democratica: dunque non più decisioni verticistiche, ma un processo costruito da un lato attraverso il dialogo con il territorio, gli Enti Locali e i soggetti civili ed economici del nostro Paese, dall'altro con le Istituzioni europee. È necessario, inoltre, abbandonare atteggiamenti di sottomissione nei confronti del governo sovranazionale, per assumere ruoli propositivi, a cominciare da una ridiscussione sui cosiddetti vincoli di bilancio.

Tutto questo richiede un intervento diretto dello Stato in quei settori a redditività differita, ma a più alto tasso strategico, che il mercato si guarda bene dall'affrontare.

Anche l'intervento pubblico, infatti, si qualifica in base alle scelte produttive che compie: va quindi ripensato e riqualificato rispetto alle esperienze passate, non con l'abbandono della presenza dello Stato nell'economia, già fin troppo ridotta, ma al contrario con la difesa e il potenziamento della sua partecipazione.

Energia, gas, acqua, ferrovie, poste, reti di trasporto, di comunicazione e telecomunicazione sono beni comuni, perché attengono alla vita, alla libertà e all'accesso alla conoscenza dei cittadini, e determinano il livello di autonomia di un Paese e il suo modello di sviluppo, che non può più prescindere dalla qualità ambientale e dal valore del territorio ma che, al contrario, fonda su quegli elementi la propria capacità di innovazione. Lo Stato può e deve investire nei settori strategici, non per sanare situazioni ormai al disastro ma per sostenere piani industriali, investimenti, dare prospettive alle aziende, mantenendo il controllo dei consigli di amministrazione delle società a grande capitale pubblico. Non si tratta di riproporre la politica dei monopoli, ma di un nuovo, serio ruolo di indirizzo e controllo pubblico.

LA RISORSA MEZZOGIORNOvai a indice

Serve all'Italia una politica per la piena, stabile e buona occupazione. La piena occupazione vuol dire politiche pubbliche per portare il lavoro là dove manca, e soprattutto nel Sud. Il Mezzogiorno attende ancora la grande svolta, il profondo cambiamento necessario. È ripresa l'emigrazione giovanile, riproducendo un dramma del passato che si sperava non dovesse più tornare. La spesa in conto capitale del settore pubblico allargato al Sud, che avrebbe dovuto raggiungere il 40% del totale nazionale, è stata notevolmente inferiore.

La lotta contro la mafia, la camorra e la 'ndrangheta deve essere radicale; è necessario combattere senza alcuna indulgenza i rapporti perversi tra criminalità organizzata e politica, che coinvolgono in molte regioni del Mezzogiorno settori del centrodestra come del centrosinistra.

Legalità vuol dire anche contrastare i meccanismi clientelari della politica, che hanno portato alla dispersione, a beneficio di pochi, delle ingenti risorse dei fondi europei, senza alleviare le drammatiche condizioni sociali di tanta parte delle realtà meridionali.

Alla lotta intransigente per la legalità e per l'uso corretto delle risorse si devono accompagnare politiche pubbliche, come il credito d'imposta per la nuova e buona occupazione, che senza intermediazioni politico-clientelari, garantiscano una fiscalità di vantaggio alle imprese che creano nel Sud nuovi posti di lavoro stabile e a tempo indeterminato.

Il nostro Mezzogiorno rappresenta un ponte non soltanto tra l'Europa e la riva sud del Mediterraneo, ma anche con l'Asia. La questione meridionale non è più unicamente una questione nazionale ma ha assunto dimensione europea; il nostro Meridione rappresenta una grande opportunità di sviluppo sostenibile per l'intero Paese e per il nostro continente.

Occorre, dunque, promuovere una nuova qualità dello sviluppo su grandi assi strategici.

Il Mezzogiorno può divenire il luogo nevralgico della grande innovazione necessaria per lo sviluppo delle energie rinnovabili. Vanno sviluppate le infrastrutture per far diventare il Mezzogiorno una piattaforma di interconnessione economica e culturale tra Europa, Asia ed Africa, dando la priorità alla difesa del suolo, all'ammodernamento della rete idrica, al completamento della rete a banda larga, ai collegamenti via cielo, mare e ferro, piuttosto che per strada. Si deve investire in interventi volti alla creazione di grandi distretti tecnici e scientifici, di formazione e ricerca, realizzare una grande università del mediterraneo con sede nel Mezzogiorno; fornire adeguate risorse alle strutture universitarie ed agli istituti di ricerca siti nelle aree meridionali, anche in previsione della loro riqualificazione. È necessario sfruttare il valore del territorio per una nuova qualità dello sviluppo, attraverso un programma di riqualificazione del patrimonio edilizio esistente - con particolare riguardo ai centri storici delle città meridionali -, la salvaguardia dei beni culturali, l'agricoltura di qualità, il turismo solidale.

L'utilizzo pieno dei fondi strutturali europei è fondamentale, ma altrettanto necessario è garantire la trasparenza del loro impiego e il controllo sull'effettiva destinazione delle risorse ai programmi di investimento produttivo, di interventi sociali, di recupero, per le nuove tecnologie.

La Sinistra l'Arcobaleno propone nella nuova programmazione un impegno prioritario per un programma nazionale di ricerca, sviluppo, e produzione rivolto al riutilizzo delle aree industriali del Mezzogiorno, con un impegno prioritario verso nuove tecnologie e all'impiego di giovani laureati al fine di favorire il loro inserimento lavorativo.

Va affrontato con decisione il tema della povertà e della disoccupazione: assume perciò un valore strategico l'obiettivo di introdurre il reddito sociale.

IL NUOVO FISCO: PAGARE TUTTI PER PAGARE MENOvai a indice

Il fisco rappresenta un poderoso strumento di redistribuzione del reddito e di equità.

Questo per due motivi: la progressività dell'imposizione, sancita dall'articolo 53 della Costituzione; la prevalente fruizione dei servizi pubblici (realizzati grazie al gettito fiscale) da parte dei meno abbienti.

In Italia il fisco è ingiusto: fino a 200 miliardi di euro all'anno non vengono versati al fisco a causa di un fenomeno di evasione fiscale che è di molto superiore al resto d'Europa (anche se con il governo di centro-sinistra è cominciata una lotta efficace contro l'evasione: in questi due anni sono stati recuperati 20 miliardi di euro); le rendite godono di un trattamento privilegiato; lavoratori e pensionati, al contrario, attraverso il meccanismo del prelievo alla fonte, sono quelli che sostengono il peso sostanziale del sistema. Il vero scandalo dell'Italia è che i più poveri sono quelli che pagano di più: ai lavoratori dipendenti, infatti, si applica una aliquota superiore al 23% per i modesti aumenti contrattuali, ottenuti spesso dopo aver perso centinaia di euro per gli scioperi, mentre i manager prendono migliaia di euro di incrementi retributivi attraverso le cosiddette stock option, tassate al 12,5%, ovvero meno della metà.

La Sinistra l'Arcobaleno propone:

SUPERARE LA LEGGE 30 USCIRE DALLA PRECARIETÀ AUMENTARE LE RETRIBUZIONIvai a indice

1. GARANZIE E DIRITTI PER TUTTI, CONTRO IL FALSO LAVORO AUTONOMO.vai a indice

In Italia si è estesa a macchia d'olio una prassi fraudolenta: l'utilizzo di contratti precari, camuffati da lavoro autonomo, per svolgere attività lavorative che hanno invece tutte le caratteristiche sostanziali del lavoro subordinato.

Si tratta, in particolare, dei cosiddetti co.co.co. (collaboratori coordinati e continuativi), dei co.co.pro. (lavoratori a progetto), degli associati in partecipazione, dei titolari di partite iva di comodo.

La legge, in particolare quel monumento alla precarietà che si chiama legge 30, ha ampiamente favorito la diffusione di questi abusi: solo così può spiegarsi, per fare un solo esempio, che nei call center si possa essere impiegati con un rapporto di lavoro autonomo.

In questo modo gli imprenditori evitano di applicare salari, diritti e tutele previsti dalla legge e dai contratti collettivi per i lavoratori dipendenti.

Noi ci proponiamo di abolire questi contratti fraudolenti, attraverso l'individuazione di strumenti concreti. Vogliamo che il contratto a tempo indeterminato ritorni ad essere il modello ordinario di assunzione. Crediamo che non vadano cancellati o peggiorati istituti di civiltà del lavoro, come l'articolo 18 dello Statuto dei Diritti dei lavoratori contro i licenziamenti senza giustificato motivo: al contrario, La Sinistra l'Arcobaleno ne propone l'estensione.

La Sinistra l'Arcobaleno propone la cancellazione dall'ordinamento giuridico delle collaborazioni coordinate e continuative e del lavoro a progetto, nonché dell'associazione in partecipazione con apporto di lavoro, e la conseguente riconduzione di tutta la vasta area del falso lavoro autonomo, anche attraverso un'efficace azione di contrasto del fenomeno delle fittizie partite iva, alla disciplina, ai diritti e alle tutele del lavoro subordinato. A tal fine l'attuale art. 2094 del codice civile sarà sostituito da una norma di interpretazione autentica, costituzionalmente orientata, incentrata sulla doppia alienità come criterio di identificazione del lavoro subordinato.

2. COMBATTERE L'ABUSO DEI CONTRATTI A TERMINEvai a indice

Grazie all'azione de La Sinistra l'Arcobaleno, con la legge 247/2007 è stato ripristinato il principio che il rapporto di lavoro subordinato si instaura di regola a tempo indeterminato.

Le regole attuali, però, di fatto compromettono l'attuazione di quel principio: di assunzione in assunzione, infatti, si può arrivare a diversi anni di precariato (oltre il doppio dei 36 mesi di cui si parla), poiché è possibile sommare contratti a termine e impieghi interinali.

È inaccettabile che un lavoratore possa essere tenuto per anni di fronte a questa situazione di precarietà, che rappresenta anche un ricatto perenne nei suoi confronti.

La Sinistra l'Arcobaleno propone una nuova disciplina del lavoro precario basata sull'ammissibilità del lavoro a termine solo a fronte di esigenze obiettivamente temporanee individuate dalla legge e/o dai contratti collettivi; sul ripristino del concetto di frode alla legge per contrastare la prassi della reiterazione delle assunzioni a termine, facendo gravare sul datore di lavoro l'onere della prova dell'obiettiva temporaneità delle ragioni giustificative delle assunzioni effettuate; sull'introduzione di un limite di durata massima di trentasei mesi per i contratti di apprendistato.

Nelle nuove assunzioni, anche quelle a tempo determinato, deve essere garantito il diritto di precedenza a chi è già stato assunto con un rapporto di lavoro a termine di qualsiasi natura, in maniera che, a prescindere dall'accertamento della frode alla legge, dopo 36 mesi sia comunque assicurato il diritto all'assunzione a tempo indeterminato a tutti coloro che hanno lavorato in forma precaria per lo stesso datore di lavoro.

3. COMBATTERE L'ABUSO DI ORARI TROPPO LUNGHIvai a indice

Nel nostro Paese, a causa di una legge del governo Berlusconi, non esiste più un limite di orario massimo giornaliero di lavoro.

Risulta, quindi, legittimo che un imprenditore chieda prestazioni giornaliere che possono estendersi fino a 13 ore, nell'ambito di settimane lavorative di 77 ore.

La nocività per la salute dei lavoratori è assolutamente dimostrata. Risulta, inoltre, evidente come questa situazione possa influire in maniera non indifferente anche sulla minore sicurezza del lavoro, a causa della fatica e dello stress.

Pensiamo altresì che vada riproposta la questione della conciliazione tra lavoro e impegni familiari.

La Sinistra l'Arcobaleno propone che la durata normale massima della giornata lavorativa sia stabilita per legge in otto ore, fermi restando limiti inferiori eventualmente stabiliti dalla contrattazione collettiva; che in nessun caso il lavoro straordinario possa essere svolto in misura superiore alle due ore giornaliere, con costo dell'ora di lavoro straordinario non inferiore a quello del lavoro ordinario; che sia riconosciuto, senza discriminazioni di genere, il diritto alla trasformazione del rapporto di lavoro a tempo pieno in rapporto di lavoro a tempo parziale durante i primi otto anni di vita del figlio.

Fissare per legge la durata massima dell'orario giornaliero contribuisce a favorire la sicurezza del lavoro, vera emergenza del Paese: chiediamo che vengano emanati immediatamente i decreti attuativi, necessari per rendere operativa la nuova legge delega, già approvata, sulla sicurezza del lavoro.

4. IMPEDIRE LE ESTERNALIZZAZIONI FRAUDOLENTEvai a indice

Un altro rilevantissimo aspetto della precarietà che caratterizza gli odierni mercati del lavoro è costituito dal fenomeno delle esternalizzazioni fraudolente: somministrazioni di manodopera spacciate per contratti d'appalto con condizioni salariali e di lavoro deteriori; cessioni di fittizi rami d'azienda. È particolarmente grave che prassi del genere siano ampiamente diffuse anche nelle pubbliche amministrazioni, ove, fra l'altro, si traducono in costi maggiori e perdita d'efficienza del soggetto pubblico nell'erogazione dei servizi alla collettività.

La Sinistra l'Arcobaleno intende contrastare il fenomeno delle esternalizzazioni fraudolente, recuperando il principio giuridico di diritto comunitario, per cui il trasferimento di ramo d'impresa può riguardare esclusivamente un'articolazione funzionalmente autonoma di un'attività economica organizzata preesistente, che conserva nel trasferimento la propria identità.

Ai lavoratori delle imprese appaltatrici e subappaltarici, quando si tratti di ipotesi di decentramento di fasi del ciclo produttivo, va riconosciuto il diritto alla parità di trattamento con i dipendenti dell'imprenditore committente. Le stesse regole devono essere applicate agli appalti delle pubbliche amministrazioni.

Deve essere posto un divieto normativo rigoroso per gli appalti di mera manodopera, in particolare quelli attuati da fittizie cooperative di lavoro.

5. INTRODURRE IL SALARIO MINIMO LEGALE, AUMENTARE LE RETRIBUZIONI, RICONOSCERE EFFICACIA GENERALE AI CONTRATTI COLLETTIVI NAZIONALI DI LAVOROvai a indice

Negli ultimi anni la ricchezza prodotta è stata spostata sulle rendite finanziarie, a scapito dei salari, introducendo così nel nostro paese una nuova “categoria”: la lavoratrice e il lavoratore poveri.

Dal 2002 ad oggi, grazie allo scarto tra inflazione programmata e inflazione reale e alla mancata restituzione del fiscal drag, il potere d'acquisto dei salari dei lavoratori dipendenti ha perso 1.896 euro, mentre i redditi da lavoro autonomo sono aumentati del 13%.

Così, nel nostro Paese, sono oltre 14 milioni i lavoratori che guadagnano meno di 1.300 euro al mese e di questi oltre 7 milioni percepiscono una retribuzione inferiore ai 1.000 euro al mese. La questione salariale del lavoro dipendente si fa dirompente per l'impennata vertiginosa dei prezzi e delle tariffe, lo scandaloso aumento degli affitti e dei mutui, la riduzione dello stato sociale che costringe le lavoratrici e i lavoratori ad “acquistare” dal privato beni e servizi (a partire da quelli sanitari).

I più penalizzati sono i giovani e i lavoratori con contratti precari, costretti a subire frequenti periodi di non lavoro.

Mentre le retribuzioni medie italiane sono più basse di quelle percepite nei maggiori paesi europei, la tassazione delle rendite finanziarie nel nostro paese è di molto inferiore a quella del resto d'Europa.

Questo quadro si può modificare. Pensiamo, quindi, che per contrastare la frammentazione delle regole del mercato del lavoro e combattere i bassi salari sia indispensabile oggi affrontare il tema del salario minimo e connetterlo con quello dell'efficacia generale dei contratti di lavoro.

La Sinistra l'Arcobaleno propone di dare piena attuazione all'articolo 36 della Costituzione italiana stabilendo per legge un'adeguata retribuzione minima, che sia il risultato della media fra quelle previste dai contratti nazionali e dalla contrattazione aziendale o territoriale, pari per l'anno 2008 a circa euro 8 lordi all'ora.

Tale retribuzione oraria va definita in maniera tale da assicurare una retribuzione mensile netta per un rapporto a tempo pieno di 1000 euro. Il salario minimo legale dev'essere pienamente indicizzato con cadenza annuale rispetto al tasso di inflazione reale e va accompagnato da sanzioni – anche di carattere penale – contro eventuali violazioni. Il salario minimo legale è destinato ad operare come base di sostegno della contrattazione collettiva e, dunque, solo laddove non risultino applicati contratti collettivi o nelle situazioni in cui i livelli salariali divengano insufficienti a causa dei ritardi nel rinnovo dei contratti.

Lo strumento principale contro i bassi salari e la frammentazione delle regole nel mercato del lavoro resta comunque quello di una legge sulla rappresentatività sindacale, funzionale all'estensione erga omnes dell'efficacia dei contratti collettivi nazionali di lavoro.

Si possono aumentare da subito i salari dei lavoratori dipendenti:

Siamo nettamente contrari a qualsiasi incentivo del lavoro straordinario. La parola d'ordine delle forze moderate e della Confindustria è “lavorare di più per guadagnare di più” e così propongono di detassare gli straordinari. Gli effetti sarebbero doppiamente negativi: verrebbe elusa la necessità di un aumento reale degli stipendi e aumenterebbe, con l'allungamento dell'orario di lavoro degli occupati, la disoccupazione.

6. UNA LEGGE PER LA RAPPRESENTANZA SINDACALEvai a indice

La frantumazione dei rapporti di lavoro impone una ricomposizione dei diritti sul piano legislativo, prima ancora che contrattuale. Perciò è necessario ed urgente riprendere un confronto nel Parlamento e nel Paese per una legge sulla rappresentanza, per favorire la partecipazione delle lavoratrici e dei lavoratori al processo democratico, per superare limiti e ritardi nella democrazia sindacale. La Sinistra l'Arcobaleno, che intende restituire al lavoro protagonismo sociale e politico, è impegnata a costruire una proposta.

Le lavoratrici e i lavoratori devono avere l'ultima parola sull'approvazione delle piattaforme e degli accordi.

7. PIÙ VALORE AL LAVORO PUBBLICO, CONTRO LE PRIVATIZZAZIONI.vai a indice

La Sinistra l'Arcobaleno assume il valore del lavoro pubblico come fattore determinante per affermare un'idea di modello sociale fondato su uno sviluppo duraturo e di qualità. Occorre affrontare la sfida dei processi di inclusione e coesione sociale resi necessari dalla frammentazione sociale indotta dalla globalizzazione, dalla trasformazione dei processi produttivi, dalla crescita dei flussi migratori e quindi dalle nuove domande di tutela, di protezione sociale e di partecipazione. Tale impostazione è alternativa alle privatizzazioni dei servizi pubblici che, in questi anni, hanno raggiunto limiti tali da mettere a rischio il welfare universalistico. In particolare, beni comuni come acqua, ambiente, salute, istruzione, sicurezza, devono restare di proprietà e a gestione pubblica perché il loro affidamento al mercato metterebbe a rischio la capacità stessa di garantire diritti fondamentali della persona. La valorizzazione del lavoro pubblico è per noi funzionale a questa innovazione necessaria per riformare radicalmente la Pubblica Amministrazione e per sottrarla al peso di condizionamento delle burocrazie e delle clientele.

8. COMBATTERE LA PRECARIETÀ OGGI E DOMANI: LE PENSIONI E I GIOVANIvai a indice

Sulla base del sistema pensionistico contributivo, combinato con la discontinuità dei versamenti causata dai contratti precari, milioni di ragazze e ragazzi saranno condannati a un futuro di povertà.

Noi vogliamo affrontare questo tema decisivo che riguarda il futuro di intere generazioni. È necessario un intervento legislativo che metta in discussione il meccanismo di calcolo delle pensioni a base meramente contributiva, modificandolo con apporti della fiscalità generale, in modo da garantire una pensione netta non inferiore al 65% dell'ultima retribuzione.

La Sinistra l'Arcobaleno propone un intervento legislativo di riforma del meccanismo di calcolo delle pensioni a base meramente contributiva, atto ad assicurare effettivamente che tutti coloro che andranno in pensione esclusivamente nell'ambito del sistema contributivo percepiscano una pensione netta non inferiore al 65% dell'ultima retribuzione.

Tale percentuale non potrà essere inferiore al valore di 600 euro mensili per l'anno 2008, cifra che dovrà essere rivalutata annualmente sulla base dell'inflazione reale.

Nei criteri di accesso alla pensione va considerata non solo l'età, ma anche gli anni di contributi versati.

Occorre, inoltre, garantire il principio che la tipologia del lavoro svolto influisce direttamente sia sull'aspettativa di vita sia sulla sua qualità.

I lavori usuranti (notturni, a vincolo, alla catena, a rischio) dovranno essere riconosciuti effettivamente e definitivamente. Occorre, quindi, assicurare a questi lavoratori il diritto di andare anticipatamente in pensione.

Il TFR dei lavoratori deve poter essere versato volontariamente anche all'Inps e la scelta verso i fondi pensionistici deve essere resa reversibile.

Occorre incrementare le pensioni attuali minime e basse fino ad almeno 800 euro nette mensili e cambiare il meccanismo di rivalutazione di tutte le pensioni collegandolo alla ricchezza prodotta dal Paese e all'inflazione calcolata su un paniere di beni e servizi essenziali.

LAICITÀ, DIRITTI, LIBERTÀvai a indice

1. LAICITÀ È:vai a indice

La Laicità è vuota retorica senza autorevolezza e autonomia della politica e senza etica della responsabilità da parte di ogni uomo e donna in politica.

2. LIBERE DI SCEGLIEREvai a indice

La libertà di scelta delle donne nella procreazione è a fondamento della nostra idea di civiltà. Per questo difendiamo con la legge 194 il principio di autodeterminazione in essa affermato e oggi sottoposto a pesanti attacchi. Il corpo della donna, insostituibile per nascere, non può essere un mezzo per fini da lei non desiderati.

Vogliamo che la legge 194 sia applicata:

3. RICONOSCIMENTO PUBBLICO DELLE COPPIE DI FATTOvai a indice

Un Paese laico non può esimersi dal riconoscere l'evoluzione delle culture e del costume, in particolare le differenti forme di convivenza.

La Sinistra l'Arcobaleno propone quindi, come un punto programmatico prioritario, il riconoscimento pubblico delle unioni civili con tutte le conseguenze di estensione dei diritti e tutele, come avviene nei principali Paesi europei.

4. UGUAGLIANZA SOSTANZIALE DEI DIRITTI DELLE PERSONE LESBICHE, GAY E TRANSESSUALIvai a indice

Consideriamo le battaglie di civiltà di lesbiche, gay e transessuali pienamente costitutive de La Sinistra l'Arcobaleno. Nell'affermare il principio dell'uguaglianza sostanziale dei diritti delle persone omosessuali, non ci limitiamo al riconoscimento delle coppie di fatto, ma presenteremo proposte sul piano normativo in linea con i Paesi europei più avanzati.

Riteniamo che vada introdotta nell'ordinamento giuridico una norma che persegua tutte le forme di discriminazione basate sull'orientamento sessuale e l'identità di genere. In linea con i paesi europei più avanzati, riteniamo che vada introdotta la possibilità per le persone trans di ottenere la correzione anagrafica del sesso, a prescindere dall'intervento chirugico

5. UNA NUOVA LEGGE SULLA FECONDAZIONE ASSISTITAvai a indice

Il sistema giudiziario ha già bocciato le linee guida della legge 40 e ha riconosciuto alle coppie il diritto alla diagnosi preimpianto.

La Sinistra l'Arcobaleno propone una nuova legge sulla fecondazione assistita, per eliminare gli ingiusti divieti della legge 40, lesivi della libertà di scelta delle donne, dei diritti costituzionali alla tutela della salute e della libertà di ricerca scientifica.

6. TESTAMENTO BIOLOGICOvai a indice

Solo la persona interessata ha il diritto di decidere la sorte del proprio corpo, della propria vita, delle terapie che può accettare o rifiutare, al fine di alleviare il dolore e di protrarre con dignità il corso della vita.

La Sinistra l'Arcobaleno propone una legge che renda effettivo l'esercizio del diritto individuale di decidere se sottoporsi o non sottoporsi ad un trattamento sanitario, secondo i seguenti principi ispiratori: il carattere vincolante delle direttive di volontà e la presa in carico della persona nella interezza della sua soggettività e della sua rete di relazioni, comprese quelle di cura.

7. CONTRO LA VIOLENZA ALLE DONNEvai a indice

La violenza subita è la prima causa di morte delle donne.

La Sinistra l'Arcobaleno propone un intervento legislativo organico che contenga la formazione all'eguaglianza dei generi fin dalla scuola primaria, l'informazione, la costruzione di una rete di servizi sociali e di accoglienza e sostegno per le vittime, la valorizzazione dei centri antiviolenza, la relazione con l'insieme dei movimenti e l'associazionismo delle donne.

8. DIVORZIO BREVEvai a indice

La Sinistra l'Arcobaleno propone di ridurre ad un anno il periodo di separazione trascorso il quale chiedere il divorzio, così come avviene ormai da tempo in numerosi paesi Europei. In caso di assenza di figli, i coniugi devono poter chiedere immediatamente il divorzio, senza la necessità di un periodo di separazione.

9. DIRITTI UMANIvai a indice

La Sinistra l'Arcobaleno individua come punto prioritario e urgente del proprio programma l'istituzione di una Commissione Nazionale indipendente di promozione e protezione dei diritti umani in attuazione delle risoluzioni ONU e del Consiglio d'Europa, rispetto alle quali l'Italia è uno dei pochissimi Paesi europei a risultare ancora inadempiente.

AMBIENTE, TERRITORIO, BENI COMUNI, MOBILITÀ TUTELA DEI CONSUMATORIvai a indice

La riconversione ecologica della società e dell'economia è la strategia che informa il programma de La Sinistra l'Arcobaleno. È oggi necessaria per declinare un nuovo paradigma dello sviluppo non più basato sull'idea quantitativa della crescita, ma sulla qualità.

Il clima determina le condizioni di vita sul Pianeta, le sue variazioni casuate dalle attuali economie, colpiscono tutti ed in particolare i più poveri del mondo. La questione del clima è dunque questione generale, politica, economica e sociale.

Contrastare gli effetti dei cambiamenti climatici è fondamentale per garantire una speranza di futuro. Senza adeguate misure, alle sanzioni da parte della Commissione Europea, si aggiungeranno i rischi certi per la salute delle popolazioni e per l'ambiente.

La Sinistra l'Arcobaleno è impegnata per la piena e completa attuazione delle misure previste dal Protocollo di Kyoto, che è per noi la base di partenza per raggiungere gli obiettivi posti dall'Unione Europea per contrastare gli effetti del cambiamento climatico: entro il 2020 almeno il 20% dell'energia primaria dovrà essere prodotta con fonti rinnovabili, le emissioni in atmosfera dovranno essere ridotte di un altro 20% e ancora un 20% è il risparmio di energia da ottenere attraverso un ampio recupero di efficienza energetica.

Per raggiungere questi obiettivi è necessario un profondo cambiamento del nostro sistema energetico e ambientale che, partendo dalla conferma del no al nucleare, progetti e realizzi la progressiva fuoriuscita dall'uso dei combustibili fossili, a partire dal carbone e dal petrolio, usando il gas naturale come combustibile di transizione verso lo sviluppo delle fonti rinnovabili. La Sinistra l'Arcobaleno si propone di eliminare definitivamente la truffa del CIP/6 e il tentativo in atto di continuare a finanziare gli inceneritori con le risorse destinate alle fonti rinnovabili. Al contrario propone di affrontare una priorità: un grande piano energetico nazionale fondato sulle fonti rinnovabili, in particolare promuovendo il solare, anche attraverso il proseguimento del Conto energia, e sostenendo la ricerca e gli interventi a favore delle fonti rinnovabili e del risparmio energetico.

Proponiamo una grande investimento pubblico: pannelli solari su tutti i tetti delle case e dei condomini. Un grande piano che permetterebbe risparmio energetico, diminuzione dell'inquinamento, qualità nell'uso delle tecnologie avanzate, nella ricerca e nell'innovazione, con la creazione di circa 100mila nuovi posti di lavoro.

Anche la lotta agli inquinamenti atmosferico luminoso e acustico è una priorità per la prossima legislatura, aggiornando norme, piani e misure.

1. L'ACQUA COME BENE COMUNEvai a indice

L'acqua è un bene comune e un diritto fondamentale per la vita e la salute di tutti gli esseri viventi. La Sinistra l'Arcobaleno propone che sia davvero gestita come pubblica.

Sono necessari importanti investimenti nei controlli degli usi, nell'ammodernamento delle reti, nel garantire l'accesso a tutti, in particolar modo nel Mezzogiorno e nelle aree a rischio di desertificazione.

Proponiamo perciò la ripubblicizzazione dei servizi idrici ed investimenti adeguati per la messa in efficienza e la manutenzione della rete, in particolare nel Mezzogiorno e nelle aree a rischio desertificazione.

Per questo La Sinistra l'Arcobaleno condivide la proposta di legge di iniziativa popolare depositata in Parlamento e presentata dai movimenti per l'acqua pubblica e la sosterrà nella prossima legislatura.

Punto ineludibile sarà il conseguimento di obiettivi certi di risparmio idrico.

2. RISPETTARE IL TERRITORIO, I CITTADINI E LA LEGALITÀvai a indice

La sicurezza dei cittadini passa innanzitutto per la sicurezza del territorio e la difesa del suolo. Vogliamo promuovere la democrazia ecologica, attraverso una corretta pianificazione pubblica e una legge che garantisca la partecipazione dei cittadini alle scelte.

La Sinistra l'Arcobaleno propone una legge quadro sul governo del territorio che abbia come obiettivo di fermare il consumo del suolo secondo gli indirizzi definiti nella proposta già depositata nella scorsa legislatura. Per una efficace lotta all'abusivismo vogliamo realizzare un corretto assetto del territorio e bandire definitivamente i condoni edilizi.

Proponiamo, inoltre, una decisa politica di conservazione e ripristino del paesaggio, che è la più grande risorsa a rischio del nostro Paese.

I tantissimi comitati presenti nel territorio richiedono rispetto dell'ambiente e della legalità, spesso violata, come dimostra il record negativo di infrazioni alle direttive europee.

3. TUTELA DELLA BIODIVERSITÀvai a indice

L'Italia è il paese europeo con la maggiore biodiversità, ma rischia di perderla per l'azione dell'uomo e per i cambiamenti climatici. La Sinistra l'Arcobaleno propone una Strategia nazionale di attuazione della Convenzione sulla Diversità biologica. In particolare, chiediamo la piena applicazione delle Direttive comunitarie Habitat e Uccelli e della legge 157 del 1992 con l'estensione del regime di tutela alle specie in diminuzione.

4. IL MARE E LA MONTAGNAvai a indice

Proponiamo di rilanciare la difesa del mare e una legge a tutela delle coste.

La salvaguardia degli ecosistemi montani e delle economie non invasive che li hanno garantiti è parte integrante di un consapevole agire sugli equilibri di ciclo delle acque e del clima.

5. LE “GRANDI OPERE” DI CUI IL PAESE HA BISOGNOvai a indice

Noi riteniamo che siano necessari grandi investimenti sulla qualità ambientale, che queste risorse siano volano di una diversa qualità dello sviluppo e per una buona e duratura occupazione. Con l'obiettivo di migliorare i servizi ai cittadini ed alle cittadine, per restituire qualità alle nostre città, per muoversi meglio ed in libertà.

La Sinistra l'Arcobaleno propone di intervenire con queste priorità:

6. CHI INQUINA PAGAvai a indice

La Sinistra l'Arcobaleno propone norme specifiche sul danno ambientale e la lotta contro ogni forma di inquinamento, contro le ecomafie e per l'introduzione dei reati ambientali nel codice penale, comprese le attività criminose delle zoomafie.

7. DIRITTI DEGLI ANIMALIvai a indice

La Sinistra l'Arcobaleno propone di inserire il rispetto della dignità degli animali e la tutela della biodiversità nella Costituzione e riconoscere la loro natura di esseri senzienti nel Codice Civile. Daremo piena attuazione alla normativa comunitaria e nazionale per il benessere degli animali. Proporremo norme contro la reclusione e lo sfruttamento degli animali negli zoo, nei circhi, negli acquari e nei delfinari con la creazione di strutture per l'accoglienza di quelli sequestrati o in difficoltà. Ci batteremo per la piena applicazione della legge sul randagismo con priorità per le campagne di sterilizzazione e di adozione responsabile: mai più canili lager ma strutture di parco canile. Riconosceremo lo status di animali da affezione agli equidi. Obiettivo fondamentale è inoltre l'innovazione nella ricerca di base con l'obiettivo del superamento, in tempi brevi, della sperimentazione animale.

8. PER UNA AGRICOLTURA DI QUALITÀvai a indice

La sovranità e la sicurezza alimentare devono essere poste al centro di ogni strategia, anche di natura economica, e con esse le concrete condizioni di vita e di reddito di coloro che consentono al cibo di giungere sulle nostre tavole.

La Sinistra l'Arcobaleno propone, in particolare, che sia necessario sostenere la moratoria a livello europeo per gli OGM e non consentire forme di tolleranza per la contaminazione delle sementi. Occorre contrastare l'abbandono delle aree agricole e tutelare il paesaggio rurale, promuovere la vendita diretta degli agricoltori e la 'filiera corta', sostenere con continuità l'agricoltura biologica ed i prodotti tipici, procedere con decisione nell'introduzione dell'etichettatura di origine per tutti gli alimenti, rafforzare e coordinare i controlli sulla sicurezza dei cibi. Con altrettanto impegno è necessario favorire l'impegno dei giovani in agricoltura, promuovere la ricerca applicata nel settore, ridurre gli oneri burocratici a carico degli agricoltori, incentivare il risparmio idrico ed incrementare le risorse per lo sviluppo rurale.

9. COMBATTERE IL CARO PREZZI, TUTELARE I CONSUMATORIvai a indice

Secondo le associazioni dei consumatori, dal 2002 al 2008, le famiglie di lavoratori dipendenti hanno dovuto sopportare un aumento della spesa di 9.335 euro. Diciotto milioni di famiglie di lavoratori dipendenti, hanno subito fra il 2002 e il 2007 rincari per 137,4 miliardi di euro in tutti i settori della vita produttiva.

Per il 2008, le associazioni prevedono che i rincari per le famiglie di lavoratori dipendenti saranno, in totale, di circa 1700 euro. Tre famiglie su cinque hanno cambiato le abitudini alimentari a causa dell'aumento dei prezzi al consumo, anche di prodotti di prima necessità come il pane, la pasta e il latte. Attualmente, in media, ogni famiglia spende per l'alimentazione circa 460 euro al mese e rispetto a dieci anni fa la spesa alimentare, che oggi si avvicina a un quinto del reddito familiare, è cresciuta del 28 per cento. I rincari nel settore alimentare hanno un peso fortissimo sulle famiglie, specie quelle a reddito basso.

È, dunque, necessario intervenire prima di tutto tagliando i prezzi, specie dei generi di prima necessità, per consentire una ripresa dei consumi.

Nel 2007, gli acquisti alimentari delle famiglie sono diminuiti del 2 per cento rispetto al 2006 a causa dell'impennata dei prezzi, alimentata nella stragrande maggioranza delle volte da rincari selvaggi e ingiustificati.

Cresce, poi, il numero delle famiglie indebitate in Italia: nel 2006, il 26,1 per cento dei nuclei (rispetto al 24,6 per cento del 2004) ha qualche rata da pagare a fine mese.

Più alto il numero delle famiglie indebitate per acquisto di beni di consumo (12,8 per cento), dall'auto al divano nuovo, che invece per il classico mutuo acceso per comprare la casa (11,6 per cento).

La Sinistra l'Arcobaleno avanza le seguenti proposte:

EUROPA, PACE, DISARMO, COOPERAZIONEvai a indice

1. L'ITALIA È EUROPAvai a indice

Il nostro compito storico è costruire una Europa democratica e di pace. Diversamente da quella attuale fondata su Maastricht e su principi liberisti, vogliamo una Europa fondata sui diritti del lavoro, sulle libertà civili, sulla solidarietà e sull'accoglienza. L'Europa deve divenire protagonista di un nuovo ordine mondiale basato sull'equa distribuzione delle risorse, su di una idea di economia socialmente ed ambientalmente sostenibile, sul protagonismo dei popoli e sulla libertà. Vogliamo un controllo democratico sulla politica monetaria e sulla BCE. Le scelte economiche e monetarie devono ritornare sotto il controllo della politica per favorire la crescita; lo sviluppo di uno stato sociale europeo e la fine di ogni dumping sociale tra i lavoratori. Serve un piano europeo di investimenti, finanziato anche attraverso un debito europeo (Eurobond), per realizzare infrastrutture di qualità finalizzate ad una crescita in equilibrio con l'ambiente e che punti alla qualità della vita dei cittadini che in Europa risiedono. Serve una difesa e un rilancio dei servizi pubblici, la tutela dei beni comuni, contro le logiche di privatizzazione. Serve una politica del lavoro che si fondi sulla garanzia di diritti universali e non sulla precarietà.

L'Italia de La Sinistra l'Arcobaleno sarà in prima fila nell'accelerare i processi di integrazione politica, economica e sociale dell'Unione Europea superando i gravissimi deficit democratici delle attuali istituzioni verso l'obiettivo di una Europa federale. È fondamentale lanciare un progetto di integrazione non solo economica ma anche politica e sociale dei paesi del Mediterraneo. L'Italia non è il sud dell'Europa ma il centro di una vasta area che, liberata dalla guerra e dai muri, può tornare ad essere ponte di civiltà, fucina di cultura/e, nonché motore di sviluppo.

Le scelte economiche e finanziarie devono ritornare sotto il controllo della politica per favorire lo sviluppo e la fine di ogni dumping sociale tra i lavoratori.

Servono misure che aiutano anche a livello europeo la contrattazione e la promozione di lavoro stabile e sicuro. Serve garantire in tutta Europa il diritto alla scuola, alla sanità, alla pensione. Serve un'Europa alla testa delle politiche per il clima. Serve garantire i servizi pubblici e di cittadinanza, distinguendoli da quelli di mercato. Serve garantire il diritto alla mobilità e al soggiorno come pilastri della cittadinanza, non subordinati al reddito.

Serve un sistema fiscale coerente che punisca la rendita e la speculazione finanziaria introducendo forme di tassazione delle transazioni (come la Tobin Tax).

L'Europa, autonoma e libera, non può più ospitare le basi logistiche della guerra preventiva. Vogliamo la desecretazione degli accordi che hanno consentito la realizzazione di basi militari straniere sul nostro territorio.

Siamo contrari alla costruzione della nuova base di Vicenza ed è necessaria una Conferenza nazionale sulle servitù militari La Nuova Nato si è trasformata in una alleanza offensiva ed aggressiva dentro la quale la posizione europea è subalterna.

L'occasione del 60° anniversario della Nato deve essere utilizzata per chiederne una rinegoziazione radicale come premessa di un suo superamento.

La Sinistra - L'Arcobaleno si impegna alla piena applicazione delle normative nazionale ed europee a tutela della minoranze linguistiche nazionali presenti in Italia.

Una politica per gli italiani all'estero non può essere pensata fuori dall'iniziativa generale per sostenere l'affermazione di un sistema di protezione sociale basato su criteri universalistici, di mercati internazionali equi, di sviluppo della cooperazione. Pensiamo necessario sostenere la cultura, come patrimonio non fermo nel tempo ma arricchito con contenuti italiani, europei, extraeuropei; la lingua, conosciuta e studiata come corpo vivo e in una dimensione interculturale; l'informazione, superando la tendenza unidirezionale dall'Italia all'estero. Le rappresentanze consolari debbono essere adeguate alle nuove esigenze introdotte dalla legge sul voto. Occorre ribaltare la logica che rende realtà deboli le rappresentanze di base (i Comites) a causa della mancanza di collaborazione del Ministero degli Affari Esteri e della carenza di stanziamenti. Il CGIE, oggi che ci sono i parlamentari eletti all'estero, deve assumere un valore politico e propositivo autonomo.

2. RIPUDIAMO LA GUERRAvai a indice

L'Italia de La Sinistra l'Arcobaleno sarà conseguente al dettato dell'art. 11 della Costituzione.

La guerra è tornata ad essere strumento di offesa alla libertà dei popoli e mezzo di risoluzione delle controversie internazionali. Gli enormi investimenti in armi e la corsa alla rapina delle risorse del pianeta trasforma interi continenti in campi di battaglia per conflitti armati, economici e commerciali. Popoli interi vivono sotto occupazione e milioni di profughi sfuggono alle violenze, ai disastri ambientali, alla fame.

Sosterremo una riforma democratica che liberi le Nazioni Unite dagli anacronistici diritti di veto, che preveda non solo il ruolo degli stati ma anche dei popoli e che riconosca le grandi aree regionali mondiali come protagoniste di un nuovo equilibrio multipolare di pace e cooperazione.

L'uso della forza può essere autorizzato solo in quanto misura di sicurezza collettiva ed esercitato da una forza delle Nazioni Unite, di natura tale da garantire la terzietà rispetto al Paese ed agli interessi in campo e la congruità dei mezzi rispetto ai fini perseguiti. In questo quadro la missione NATO in Afghanistan è incompatibile e le nostre truppe devono essere ritirate. Serve invece una Conferenza internazionale di pace che coinvolga tutte le parti in causa ed i paesi confinanti. La presenza anche di truppe in quel Paese, a supporto dell'aiuto alle popolazioni, a sostegno della cooperazione e del processo di pace, può essere presa in considerazione solo nel quadro di una missione sotto il comando politico e militare dell'ONU, in analogia con quanto accade per la missione UNIFIL in Libano. Comunque gli interventi devono vedere la prevalenza dell'intervento civile e la chiarezza delle finalità politiche perseguite ed i tempi di conclusione.

L'Italia deve battersi per la risoluzione di tragici conflitti nel pieno e rigoroso rispetto di quella legalità internazionale che non consente deroghe o eccezioni. È stato un errore grave il riconoscimento della proclamazione unilaterale di indipendenza del Kosovo che rischia di scatenare un devastante effetto a catena.

Siamo contrari a nuove avventure militari, come quella prospettata contro l'Iran.

Noi che lottiamo per il disarmo nucleare pensiamo che sia necessario continuare sulla strada del confronto proponendo a tutti gli stati del Medio Oriente un'area di sicurezza comune, libera da armi di distruzione di massa. La lotta alla proliferazione deve iniziare dalla drastica riduzione degli arsenali di quelle potenze che già oggi possiedono testate atomiche.

Siamo contro tutti gli embarghi.

Rilanciamo la necessità di una commissione parlamentare di inchiesta sulla repressione di Genova del 2001 in occasione della mobilitazione contro il G 8 e ribadiamo la contrarietà allo svolgimento del prossimo vertice alla Maddalena.

3. IL TERRORISMO È UN NOSTRO NEMICO MORTALEvai a indice

Il terrorismo è il nemico mortale dei popoli che si battono per la libertà. Bisogna sradicare il terrorismo dal nostro tempo. Terrorismo e Guerra preventiva si giustificano a vicenda. La lotta al terrorismo è prima di tutto una opzione politica, che presuppone la risoluzione nella giustizia delle crisi e delle tensioni. L'azione di contrasto delle organizzazioni criminali e terroristiche può essere efficacemente sostenuta solo con il consenso attivo delle popolazioni coinvolte. Al contrario la guerra alimenta odio e violenza, da cui trae forza l'estremismo ed il fondamentalismo. Bisogna spezzare questa spirale perversa condannando con la stessa determinazione ogni crimine contro le popolazioni civili. Inaccettabile è la violazione dei diritti umani e la sospensione del diritto anche quando giustificata dalla lotta contro il terrorismo. Lo scontro di civiltà è una follia a cui l'Italia de La Sinistra l'Arcobaleno risponderà con il rilancio del dialogo tra culture e religioni. Serve un approccio fermamente rispettoso delle diversità ed insieme irremovibile nella difesa dei diritti umani, politici e civili di tutte e tutti.

Urge l'approvazione di una moderna legge sul diritto di asilo che dia attuazione al dettato costituzionale.

4. DUE POPOLI DUE STATIvai a indice

La gravissima situazione in cui vive ormai da 60 anni il popolo palestinese impone una azione decisa per l'applicazione di tutte le risoluzioni delle Nazioni Unite. Deve cessare l'occupazione e serve al più presto la nascita dello stato palestinese entro i confini stabiliti nel '67. Due stati per due popoli che vivano in pace e nella reciproca sicurezza è il nostro obiettivo. Vanno rimossi tutti gli ostacoli come la costruzione del muro dell'apartheid e la colonizzazione dei territori occupati. Combatteremo ogni ambiguità sul diritto all'esistenza ed alla sicurezza dello Stato di Israele e lavoreremo perché Israele e Palestina possano contribuire assieme alla nascita di una grande comunità mediterranea dove questi due popoli fratelli tornino a costruire insieme un futuro di pace.

5. SRADICARE LA POVERTÀvai a indice

Il valore universale dei diritti umani non ammette doppi standard od interventi a senso unico.

La povertà è la più grande violazione dei diritti umani. La Dichiarazione Universale dei Diritti dell'Uomo riconosce a tutti, il diritto ad un tenore di vita dignitoso; il diritto di avere cibo, vestiario, cure mediche, un´abitazione, un´istruzione, un lavoro. Questi diritti sono oggi negati a un terzo dell´umanita´ e minacciati anche all´interno dei paesi piu´ ricchi, mentre nel mondo si spendono ogni anno 1.200 miliardi di dollari per guerre e armamenti.

L'Italia de La Sinistra l'Arcobaleno si impegna a mantenere gli impegni assunti per sradicare la povertà e raggiungere almeno gli Obiettivi di Sviluppo del Millennio, con politiche e misure sostenibili, trasparenti e partecipate ed a promuovere un commercio più equo, eliminando i sussidi alle esportazioni agricole, assicurando ai produttori dei paesi più poveri l'accesso ai nostri mercati, condividendo i frutti della conoscenza globale, promuovendo l'occupazione, i diritti fondamentali dei lavoratori, la difesa dell'ambiente e il trasferimento delle tecnologie sostenibili ai paesi poveri.

Procederemo alla definitiva cancellazione del debito estero dei paesi più´ poveri aumentando fino allo 0,7% del PIL le risorse destinate alla cooperazione internazionale.

È urgente l'approvazione di una nuova legge sulla cooperazione che la renda efficace e partecipata. L'Italia deve assicurare la coerenza tra gli obiettivi della cooperazione e le scelte effettuate nelle istituzioni finanziarie internazionali e nella OMC. Sotto questo profilo riteniamo sia necessaria una moratoria sugli Accordi Europei di partenariato economico (EPA)

6. DISARMIAMOvai a indice

La Pace costituisce il tema cruciale del nostro tempo. Gli apparati militari determinano sempre più direttamente la crescita dell'economia e la politica sembra rattrappirsi di fronte al dilagare di politiche belliciste che segnano interi comparti produttivi, di ricerca, di comunicazione. Serve una risposta chiara che rimetta al centro la questione del disarmo e l'opposizione al nucleare militare e civile.

Contrasteremo ogni progetto, come quello dello Scudo Missilistico, che rischia di riaprire un conflitto ad est ed innescare una nuova Guerra Fredda.

Ci impegniamo a ripristinare il dettato e una letterale applicazione della legge 185/90 che proibisce la vendita di armi a Paesi in conflitto e che violano i diritti umani; contro la proliferazione ed il commercio delle armi leggere ci impegneremo all'adozione del trattato internazionale oggi in discussione all'ONU e per la progressiva riconversione a scopi civili dell'industria militare. Serve un bando totale delle cluster bombs, l'istituzione dei Corpi Civili di Pace che corrispondono ad una idea di difesa non solo militare e sono uno strumento di società civile per la trasformazione costruttiva dei conflitti internazionali.

Le armi non portano sicurezza. Serve una riconversione della politica di difesa rinunciando innanzitutto ai progetti offensivi come gli Eurofighter o gli F35 per liberare risorse verso politiche di cooperazione, di partenariato, di integrazione.

7. IL MONDO OLTRE NOIvai a indice

L'Africa è una nostra priorità strategica. Un continente intero è in movimento ed alla sua testa quasi sempre ci sono le donne. L'Italia de La Sinistra l'Arcobaleno investirà su un rapporto privilegiato con l'Africa, anche avvalendosi dello straordinario ponte tra i popoli costituito dalle comunità di immigrati. Abbiamo consapevolezza delle responsabilità storiche che derivano dal feroce colonialismo italiano che ha causato, prima e durante il fascismo, oltre 500.000 morti africani. L'Africa non ha bisogno tanto di aiuti di emergenza quanto di una forte partnership politica e di una cooperazione che la aiuti a riconquistare una piena sovranità alimentare e sostenga forme autonome di dinamica economica spesso efficacemente alternative alle logiche mercantilistiche.

L'Africa non può essere continente di conquista per i predoni delle risorse, ma un nuovo importante protagonista di un mondo multipolare.

Oggi l'America Latina rappresenta uno straordinario esperimento politico e sociale con cui mettersi in connessione. L'emergere di un protagonismo indigeno accompagna un ciclo di lotte popolari contro il neoliberismo e di sperimentazione delle forme più avanzate di democrazia partecipativa. L'onda politica che ha cambiato il profilo del continente offre una opportunità straordinaria all'Italia della Sinistra – L'Arcobaleno.

Sosterremo i processi di integrazione regionale che indicano la strada di una autonomia sempre più marcata di queste economie. L'Italia, forte anche della presenza delle comunità di emigrati, deve fare da ponte con un continente dove la sinistra sta provando sul serio a cambiare le economie e la società.

PER UN NUOVO WELFARE CASA, SALUTE, REDDITO SOCIALE, DIRITTI DI CITTADINANZAvai a indice

La Sinistra l'Arcobaleno vuole costruire un nuovo welfare con al centro la qualità del vivere e del convivere di donne e di uomini.

Non è vero che in Italia la spesa sociale sia troppo alta. È vero il contrario. La spesa sociale italiana è significativamente inferiore alla media europea. E il sottofinanziamento è particolarmente rilevante per quel che riguarda il sostegno al reddito dei disoccupati, il sostegno per le persone non autosufficienti, le politiche abitative.

Le gravi carenze del nostro sistema di protezione sociale sono concausa, insieme alle dinamiche salariali e pensionistiche, dell'acuirsi delle disuguaglianze, del disagio sociale, delle povertà con 7 milioni e 537mila persone in situazioni di povertà relativa pari al 12,9% dell'intera popolazione (dati del 2006).

Il nostro sistema di welfare presuppone e dà per scontato il ruolo di supplenza che socialmente ancora si esige da parte delle donne. L'ingresso delle donne nel mondo del lavoro, senza che la società nel suo complesso abbia messo in discussione la divisione sessuata tra la sfera della produzione e la sfera della riproduzione sociale, operando per la necessaria redistribuzione della responsabilità e del tempo della cura e per l'altrettanto necessario sviluppo della rete dei servizi, si traduce nel permanere di problemi antichi a cui se ne aggiungono di nuovi.

Permane una concezione del lavoro femminile come attività aggiuntiva e accessoria alla maternità, con penalizzazioni inaccettabili sul piano salariale e nella vita lavorativa: il 20% delle donne lascia il lavoro alla nascita di un figlio, il 60% nella fascia di età tra i 35 e i 44 anni è costretta a ridursi l'orario di lavoro per prendersi cura dei figli minori, con le conseguenti penalizzazioni di trattamento pensionistico e la prevalenza di donne anziane sole nelle fasce di povertà assoluta.

Il sovraccarico di lavoro produttivo e riproduttivo ( il 77% del lavoro domestico e di cura è a carico delle donne!) rende cattiva la qualità della vita delle donne. Le mancate risposte sul terreno dell'ampliamento del sistema di welfare portano come conseguenza da un lato il trasferimento del lavoro di cura su altre donne, le donne migranti, la cui scelta migratoria finisce chiusa, troppo spesso come nuovo destino, dentro le mura di una casa.

Dall'altro il processo di riduzione del tempo dedicato alla cura che comunque le donne hanno messo in atto, in assenza di una risposta pubblica, si traduce nella diminuzione dei tempi delle relazioni, nell'aumento delle solitudini Le carenze del nostro sistema di welfare alterano profondamente anche il rapporto fra le generazioni. La drammaticità della questione abitativa è concausa, insieme alla precarietà del lavoro, anch'essa articolata e differenziata per genere, del dato abnorme della persistenza dei giovani nelle famiglie di origine che nella fascia di età fra i 25 e i 34 anni aumenta in 10 anni di 8 punti percentuali.

Vogliamo estendere e riqualificare il welfare, portare il suo finanziamento a livello europeo, sviluppare la rete dei servizi alle persone: donne, uomini, bambini, adolescenti, e anziani. Per un welfare universalistico che riconosca e sostenga i percorsi di libertà delle donne. Perché investire nel welfare significa investire complessivamente sulla qualità delle relazioni sociali, su una società capace di riprogettare, nelle libertà, il proprio futuro.

Abbiamo l'obiettivo di costruire uno stato sociale europeo, fondato sul riconoscimento della cittadinanza di residenza e di un pacchetto base di diritti sociali esigibili; salute, istruzione, casa, servizi, salario sociale.

1. LE DONNE E IL LORO LAVOROvai a indice

In Italia il differenziale retributivo uomo/donna si attesta su una media del 23% con un'oscillazione che va da un minimo del 15% ad oltre il 40% per le libere professioni.

Si configura per questa via un nuovo pericoloso fenomeno: il progressivo impoverimento del lavoro femminile, per cui centinaia di migliaia di donne lavoratrici, si trovano a rischio di povertà (sotto i 7.

000,00 ? di reddito) con carichi di lavoro e nastri orari particolarmente pesanti ed aggravati dal rischio continuo della non rinnovabilità del contratto.

L'attività economico-produttiva non può prescindere dal sistema di welfare in cui è inserita e all'interno del quale si dipanano le strategie di vita, le fasi dell'esistenza delle persone che utilizza per svolgere le proprie attività. In primo luogo si tratta di modificare, ampliandolo, il sistema dei congedi parentali. L'uso dei congedi parentali è limitato ad appena il 24% delle donne che hanno usufruito del congedo di maternità, nei primi tre anni di vita del bambino, per crollare al di sotto del 10% per i successivi tre anni. Mentre gli uomini utilizzano lo strumento per meno del 3% degli aventi diritto, a conferma della totale assenza di una cultura della condivisione degli impegni di cura.

Vanno da subito previste misure d'innalzamento della copertura economica rapportata alla retribuzione, portandola almeno al livello della copertura del congedo obbligatorio (80%) e prevedendo condizioni premiali per le imprese che la aumentino fino al 100 %, così come vanno ampliate le causali, comprendendovi anche familiari di persone non autosufficienti e portando l'età dei figli fino alla maggiore età.

In secondo luogo bisogna sostenere il lavoro delle donne nel primissimo periodo di ritorno dalla maternità attraverso politiche di defiscalizzazione mirata delle retribuzioni, che premino politiche degli orari ridotti e più compatibili con l'esigenza dell'accudimento di bimbi piccolissimi (es. part-time reversibile, su richiesta della lavoratrice e/o del lavoratore a 25/30 ore, retribuito 30/35 , una sorta di prosecuzione per i primi tre anni delle cosiddette ore di allattamento).

2. IL REDDITO SOCIALEvai a indice

Il nostro Paese è agli ultimi posti tra quelli dell'Europa a 15 nella spesa per il sostegno diretto ai disoccupati. Contemporaneamente trasferiamo ogni anno un'ingente quantità di milioni di euro alle imprese, sia con incentivi diretti, sia in termini di agevolazioni fiscali, con l'obiettivo di aumentare l'occupazione. Il risultato di queste scelte è negativo.

La disoccupazione italiana si mantiene su livelli superiori rispetto ai paesi europei più sviluppati, il precariato è aumentato, la inoccupazione, giovanile e femminile in particolare, è a livelli allarmanti in particolare al Sud, la percentuale di disoccupati di lunga durata sul totale è la più alta del contesto europeo. Siamo molto lontani dal raggiungimento degli obiettivi di Lisbona sull'incremento del tasso di occupazione.

Bisogna cambiare politica, aggredire con decisione il fenomeno della inoccupazione e della disoccupazione di lunga durata. Bisogna dare piena applicazione agli articoli della Costituzione che impongono allo Stato di rimuovere tutti gli ostacoli nella ricerca del lavoro e della piena occupazione. Per questo, sulla scorta dell'esperienza maturata in diversi paesi d'Europa e di quelle condotte su scala locale e regionale anche in Italia, proponiamo di istituire per legge la Retribuzione Sociale da riservare ai giovani inoccupati e ai disoccupati di lunga durata, che consista di reddito e servizi sociali gratuiti.

La nostra proposta garantisce a inoccupati, disoccupati ed occupati con contratto di lavoro precario: - un reddito diretto, fino al raggiungimento di 8500 euro lordi annui, con la relativa copertura contributiva; - un reddito indiretto, per un valore di ulteriori 2500 euro annui, che prevede l'accesso ad un pacchetto ampio di beni e servizi. Tale pacchetto comprende: la sanità, il trasporto pubblico in ambito regionale, agevolazioni sui canoni d'affitto e sui mutui per l'acquisto della prima casa, la formazione professionale, l'ingresso gratuito a mostre, concerti, cinema, teatri e impianti sportivi, e l'acquisizione gratuita di libri di testo e supporti audio video.

Tali condizioni vanno garantite per un periodo da tre a cinque anni a seconda del tasso di disoccupazione nel luogo di residenza, fermo restando l'obbligo per i disoccupati di non rifiutare le occasioni di lavoro, se non per giustificate ragioni.

Per favorire l'assunzione va previsto una congrua incentivazione per le imprese che procedono ad accendere contratti di lavoro a tempo indeterminato.

Conseguentemente vanno radicalmente modificate le norme attualmente vigenti che prevedono trasferimenti monetari alle imprese finalizzati all'occupazione.

Tali misure vanno accompagnate dall'estensione alle piccole imprese delle norme sulla cassa integrazione.

3. LA CASA È UN DIRITTO, NON UNA MERCEvai a indice

Privatizzazione del patrimonio pubblico, deregolamentazione del mercato delle locazioni, hanno avuto come esito la crescita esponenziale dei canoni, l'espulsione dei ceti popolari in periferie sempre più distanti e degradate, il dato gravissimo degli sfratti per morosità, di chi non ce la fa a pagare il costo dell'affitto, passato dal 13% del 1983 all'attuale 70% del totale degli sfratti. Per 10 milioni di persone non proprietarie di casa, il 20% della popolazione - percentuale che raddoppia nelle aree metropolitane - il costo dell'affitto raggiunge oggi il 50% del reddito e in alcuni casi anche più. Si tratta in larga parte dai segmenti più fragili della società, lavoratori precari, anziani, migranti, il 75% delle quali ha un reddito inferiore ai 20mila euro annui. La situazione del nostro paese è oggi la più negativa a livello europeo: in Italia ogni cento alloggi meno di 5 sono a canone sociale, mentre la media europea è di 16. La spesa in Europa per la politica sociale della casa è oltre dieci volte superiore a quella del nostro paese. Occorre proseguire e rafforzare il cambiamento avviato con la Finanziaria 2008 che ha destinato 550 milioni di euro all'edilizia sociale.

La Sinistra l'Arcobaleno propone:

4. IL DIRITTO ALLA SALUTE INDICE DI CIVILTÀvai a indice

La salute - e il modo in cui lo Stato organizza il sistema sanitario - è una questione politica di prima grandezza, che ci coinvolge tutte e tutti. Incidono sulla nostra salute l'ambiente fisico e quello sociale, la distribuzione del reddito e l'organizzazione del lavoro, il sistema educativo come l'ambiente urbano e quello naturale. Per questo, il sistema sanitario, l'attenzione che si presta al complesso di attività di prevenzione, cura e riabilitazione è uno dei più sensibili misuratori del livello di civiltà di un paese: un paese che assicura la salute solo a chi può pagare è un paese barbaro e senza futuro.

La consapevolezza della salute come diritto di tutte e di tutti ha connotato la legge di riforma sanitaria 833 del 1978 ed ha contributo alla crescita di una richiesta di servizi non solo quantitativa ma anche personalizzata e di qualità. Questa è stata e ancora rimane la sfida, cui le politiche liberiste, in particolare l'apertura di un mercato delle prestazioni sanitarie, che caratterizza le politiche sanitarie della destra, non sanno rispondere: crescono le disuguaglianze nella salute insieme al crescere della spesa sanitaria privata.

La sfida che assumiamo è quella di dimostrare che migliorare il sistema sanitario pubblico e universalistico improntato sulla giustizia sociale e sulla qualità è necessario e possibile: VOGLIAMO, per realizzare un servizio sanitario accogliente ed efficace:

5. POTENZIARE LA RETE DEI SERVIZI, RICONOSCERE DIRITTI CERTI ED ESIGIBILIvai a indice

Il Fondo nazionale per le politiche sociali, che è fonte di finanziamento degli interventi di assistenza alle persone e alle famiglie, attraverso la rete integrata dei servizi creata sul territorio (strumento essenziale per finanziare i servizi socio-assistenziali forniti dai Comuni), era stata portata a 550 milioni di euro dal governo delle destre. Rifinanziato, ammonta oggi a 1660 milioni di euro, ma è comunque fortemente inadeguato per dare una risposta efficace ai bisogni sociali. La modifica del titolo V della Costituzione, con le regioni nuovi attori delle politiche sociali, ha determinato inoltre l'impossibilità di strutturare una programmazione pluriennale degli interventi su base nazionale, aumentando di fatto le differenze tra regioni ricche e povere.

Noi vogliamo:

6. ASSOCIAZIONISMO E TERZO SETTOREvai a indice

In Italia, come nel resto del mondo, è cresciuta negli ultimi anni impetuosa la realtà dell'associazionismo, del volontariato, della cooperazione sociale.

Milioni di donne e uomini, ragazze e ragazzi impegnati quotidianamente in forme di partecipazione civica, di tutela dei diritti, di promozione sociale, di lotta all'esclusione, di concrete forme di solidarietà, di servizio civile, di cooperazione internazionale, finanza etica e commercio equo e solidale. È una risorsa straordinaria del Paese, che eroga servizi, promuove occupazione, sperimenta nuove dimensioni economiche e sociali e innova con la sua stessa presenza il welfare di cui l'Italia ha bisogno. Queste realtà meritano ascolto e riconoscimento, nel rispetto della loro autonomia e della loro azione. La Sinistra L'Arcobaleno rifiuta sia l'approccio della “carità compassionevole” tesa semplicemente a mitigare l'abbandono di politiche di welfare e l'affermarsi di un mercato senza regole proprio delle politiche "neocon", sia la riproposizione di neocollateralismi che ne mortificano l'autonomia ed il pluralismo mantenendole in un ruolo subalterno.

Esse invece rappresentano una delle risposte possibili alla profonda crisi della politica e della rappresentanza, oltre che allo smarrimento ed alle incertezze che investono la società in profondità. Si tratta quindi di costruire politiche e misure legislative in grado di valorizzarne le esperienze e promuoverne lo sviluppo, riconoscendone pienamente il punto di vista autonomo e le enormi potenzialità.

7. ABROGARE LA BOSSI FINI, COSTRUIRE NUOVI DIRITTI DI CITTADINANZAvai a indice

Il radicale cambiamento delle politiche sull'immigrazione e l'abrogazione della legge Bossi Fini, sostituendola con una nuova normativa, è una necessità per le donne e gli uomini migranti e per tutta la società italiana.

Impedendo di poter entrare legalmente nel nostro Paese, la Bossi-Fini ha tre effetti: favorisce le organizzazioni che lucrano sui traffici di persone, crea “clandestinità” sottoponendo donne e uomini migranti a ogni ricatto, provoca la tragedia delle morti nel Mediterraneo.

La normativa che regola attualmente il soggiorno di donne e uomini migranti nel nostro paese pone i migranti in una condizione di perpetuo inaccettabile ricatto. Se la fabbrica in cui lavori da anni chiude, e in sei mesi non trovi un altro lavoro, sei espulso. È facilissimo passare dalla condizione di regolarità a quella di irregolarità, mentre è impossibile l'inverso. Oggi un migrante che abbia un lavoro non può, neanche se il suo datore di lavoro lo vuole, regolarizzarsi in nessun modo. Può solo partecipare alla “lotteria” del decreto flussi. La condizione di ricatto in cui si trovano i migranti, rende più difficile costruire vertenze sindacali e mobilitazioni comuni. Donne e uomini migranti, lavorano nell'agricoltura, nell'edilizia, nei servizi e nel lavoro domestico, nelle fabbriche.

Sono una parte decisiva della società e dell'economia del nostro Paese e una parte fondamentale della classe operaia, ma hanno meno diritti dei lavoratori italiani. È necessario rompere il ricatto per poter ricomporre il mondo del lavoro, per poter conquistare più diritti per tutti i lavoratori, migranti o nativi che siano.

Oggi nel nostro paese la democrazia e lo stato di diritto sono erosi nei loro principi fondamentali. Lo sono perché nei CPT si viene privati della propria libertà personale senza aver commesso alcun reato. Lo sono perché nel nostro paese vivono più di tre milioni di immigrati, molti da lungo tempo, che sono privati del diritto di voto.

La Sinistra l'Arcobaleno propone:

Il contrasto a ogni forma di razzismo e xenofobia, la necessità di costruire nuova convivenza sulla base dello scambio e della comunicazione fra storie e culture diverse, la battaglia per nuovi diritti sociali, civili e politici per donne e uomini migranti, sono per noi obiettivi fondamentali.

CONOSCENZA, ISTRUZIONE, CULTURA, RICERCA, COMUNICAZIONEvai a indice

1. L'ISTRUZIONE PUBBLICA È PER TUTTIvai a indice

La Conoscenza è un bene comune; in essa l'istruzione ha un ruolo centrale. Il rilancio della scuola pubblica, gratuita, aperta a tutti ed a tutte è dunque un'urgenza non più rinviabile.

Il primo terreno su cui misurarsi per rinnovare il sistema dell'educazione è ricostruirne la funzione democratica, lasciandosi alle spalle un'idea di libertà improntata all'egoismo sociale. Sviluppando e rafforzando un sistema formativo laico e pubblico, garantendo l'uguaglianza del diritto all'istruzione per tutte e tutti.

Occorre ripensare l'asse culturale dell'intera scuola per rispondere a bisogni nuovi di apprendimento. Non serve parlare di società della conoscenza se non c'è una cultura politica che la renda possibile e se il sistema produttivo non investe in innovazione e ricerca per sviluppare domanda di lavoro qualificato e per frenare l'emigrazione intellettuale. Senza la capacità di garantire livelli diffusi di buona istruzione al più alto numero di cittadini, garantendo equità e inclusione, i mali della scuola rimarranno sempre gli stessi e il sistema non produrrà mai effetti positivi né per i singoli né per il Paese. Nella scuola pubblica vanno previsti spazi maggiori di partecipazione e di offerta culturale. L'inserimento dei/delle migranti va sostenuto con supporti adeguati.

La difesa della laicità della scuola pubblica è fondamentale a partire dal rispetto rigoroso del principio che le scuole private sono libere ma senza oneri a carico dello Stato. Contrastiamo ogni forma di privatizzazione dell'offerta formativa, a partire dall'opposizione alla creazione di fondazioni per la gestione di segmenti educativi.

La Sinistra l'Arcobaleno propone:

2. INVESTIRE SULLA CULTURA NON È UN LUSSOvai a indice

La Cultura, risorsa fondamentale per lo sviluppo del Paese, ha per noi un valore in sé, a prescindere dall'utile economico che può produrre.

Uno stato civile investe in cultura: per questo motivo, La Sinistra l'Arcobaleno propone di portare l'insieme degli investimenti nella cultura dall'attuale 0.26% circa, almeno all'1% del PIL.

Servono politiche pubbliche che garantiscano a tutti, soprattutto ai giovani, il diritto di accesso alla produzione della cultura e il diritto di accesso alla sua fruizione.

La Sinistra l'Arcobaleno propone di:

3. PER FAR RINASCERE L'UNIVERSITÀ ITALIANAvai a indice

Anche sul terreno dell'accesso ai più alti gradi del sapere cresce nel nostro Paese la disuguaglianza. Oggi è sempre più costoso frequentare l'università e una volta presa una laurea è difficile trovare lavoro adeguato al titolo di studio conseguito. Il sistema produttivo italiano che, soprattutto in alcune aree del paese non punta sulla qualità e sull'innovazione di prodotto, non sviluppa domanda di lavoro qualificato. Anche per questo i nostri giovani sono costretti ad emigrare dal sud verso il Nord o anche all'estero.

Non possiamo permetterci di perdere il patrimonio più prezioso che abbiamo: l'intelligenza delle nostre ragazze e dei nostri ragazzi. E non possiamo pensare di puntare solo su poche Università e non garantire a tutti il diritto a una formazione di qualità. Mai come oggi, cultura e sapere sono senso del vivere sociale , baluardo della Repubblica come idea dello stare insieme, della costruzione di valori condivisi. Investire in Conoscenza significa far crescere il Paese.

Negli ultimi anni, gli Enti e le Università sono state spinte ad avere come obiettivo principale il trasferimento tecnologico verso le imprese, ma con scarsi risultati.

Queste le proposte fondamentali de La Sinistra l'Arcobaleno per l'Università:

4. INVESTIRE SUL FUTURO DEL PAESE: LA RICERCAvai a indice

La ricerca è un settore strategico in cui il ruolo pubblico è fondamentale. In questi anni è stata invece trascurata la ricerca di base che ha ricadute dirette e/o indirette sul sistema produttivo ma anche sullo sviluppo della società. L'arretratezza dell'Italia nel campo della ricerca è una delle cause più gravi del declino del suo apparato economico e produttivo.

Bisogna scegliere di investire in ricerca per giungere progressivamente alla media Europea. L'obiettivo che lanciamo è quello del raggiungimento del 2% del PIL dedicato alla ricerca, individuando e selezionando pochi ma importanti campi che debbono sostituire il riferimento per l'intervento pubblico.

È necessario sostenere una ricerca capace di affrontare le sfide ambientali e di tutelare la salute attraverso la promozione di nuovi metodi scientifici nella tossicologia, quali ad esempio la tossicogenomica , e il superamento della sperimentazione animale.

La Sinistra l'Arcobaleno propone questa nuova strategia:

5. LIBERTÀ DI COMUNICARE , LIBERTÀ DELLA RETEvai a indice

La questione della comunicazione, sia radio-televisiva sia web, è al centro della nuova idea di Innovazione per il sistema Paese.

Lo spazio pubblico nella comunicazione non può essere ridotto: la Rai, come grade industria culturale del Paese non deve essere privatizzata ma rimanere pubblica e va ripensata interamente alla luce delle potenzialità delle tecnologie digitali, liberata dai vincoli asfissianti delle lottizzazioni che hanno umiliato e mortificato le professioni, svincolata dal condizionamento del modello commerciale, resa plurale nelle espressioni e nelle voci.

La Sinistra l'Arcobaleno propone:

Gli informatici che si sono opposti alla brevettabilità dei linguaggi imposta dalla Microsoft, hanno sperimentato e prodotto l'uso condiviso e a volte gratuito, attraverso la logica Open Source.

Noi proponiamo di far migrare i sistemi informatici della Pubblica Amministrazione verso l'Open Source, garantendo un risparmio di oltre 3 miliardi di Euro l'anno, una più efficiente organizzazione e la rinascita di un'industria informatica nazionale.

Attraverso questa nuova idea dell'innovazione e attraverso queste scelte concrete è possibile combattere la precarietà del lavoro che nei settori della comunicazione ha il luogo di sperimentazione più avanzato, attraverso modelli di precarizzazione delle condizioni materiali che vanno dai call center alle aziende pubbliche come la RAI.

TAGLIARE I PRIVILEGI, ESTENDERE LA DEMOCRAZIA, GARANTIRE LA GIUSTIZIAvai a indice

Cresce in Italia il distacco fra i cittadini e la politica e la sfiducia nei confronti delle istituzioni democratiche. Il sistema politico appare interessato molto più ai problemi del ceto di cui fa parte che a quello delle italiane e degli italiani.

Si è aperta una nuova inquietante questione morale, della quale tratto saliente, più ancora delle illegalità, sono gli sprechi, gli sperperi, i privilegi dei politici, considerati come una casta. Per questo riteniamo che la riforma della politica e il ripristino dell'etica pubblica siano oggi la questione democratica e istituzionale più importante per l'Italia.

La direzione complessiva del cambiamento deve andare nella direzione opposta a quella seguita negli anni che abbiamo alle spalle. L'impianto parlamentare e unitario della Costituzione va rinnovato e rilanciato, non smantellato. Lo svuotamento delle assemblee elettive a favore dei poteri dell'Esecutivo, un federalismo egoista e autoreferenziale mettono in discussione i principi fondamentali della partecipazione democratica alle scelte e dell'eguaglianza dei diritti civili e sociali su tutto il territorio nazionale.

1. EQUITÀ SOCIALE E RIFORMA DELLA POLITICAvai a indice

La questione dei costi della politica non può essere separata dalla condizione generale del Paese, la crescita delle disuguglianze e dei privilegi.

Questo tema riguarda il rapporto tra affari e politica e la corruzione; il peso crescente sui bilanci pubblici dei costi indotti dall'impiego di consulenze esterne e dalle cosiddette esternalizzazioni; la zavorra rappresentata dal crescere di enti e istituzioni di secondo livello, non elettive, alimentato in questi anni.

Siamo, quindi, favorevoli ad interventi di riduzione in quegli ambiti, ma assolutamente contrari ad intervenire con tagli indiscriminati ai livelli decentrati della partecipazione, che vanno anzi rilanciati e rafforzati.

Noi ribadiamo l'intangibilità della Costituzione (salvo per la riduzione dei parlamentari), il rifiuto di ogni forma di presidenzialismo e di meccanismi elettorali tesi ad eliminare il pluralismo della rappresentanza attraverso i sistemi maggioritari.

La Sinistra l'Arcobaleno assumerà un codice etico per l'individuazione dei candidati e per il comportamento degli amministratori pubblici, per dare trasparenza alle modalità di assunzione delle decisioni e per sottrarre al controllo politico la scelta suoi ruoli di direzione amministrativa.

2. COMINCIAMO DALL'ALTO: IL PARLAMENTO E I CONSIGLI REGIONALIvai a indice

La Sinistra l'Arcobaleno ritiene necessario il dimezzamento del numero dei parlamentari. Allo stesso modo, ritiene che si debba ridurre il numero dei consiglieri regionali, fissandolo sulla base di criteri oggettivi rispetto alla popolazione residente.

Rispetto alle retribuzioni dei parlamentari, la Sinistra Arcobaleno propone l'eliminazione di tutti i benefici che non riguardano lo svolgimento diretto di funzione inerenti il mandato e una drastica riduzione dell'indennità. La retribuzione dei parlamentari italiani non deve essere superiore a quella media dei parlamenti nazionali dell'Unione Europea.

3. RIDURRE LE CONSULENZE ESTERNE E LE ESTERNALIZZAZIONIvai a indice

È dimostrato che nella Pubblica Amministrazione, le esternalizzazioni, per la gran parte, non corrispondono né a un aumento dell'efficienza, né a una riduzione dei costi.

La Sinistra l'Arcobaleno propone l'introduzione di tetti rigidi per l'ammissibilità delle consulenze esterne.

La Sinistra l'Arcobaleno propone una nuova stagione per le aziende pubbliche locali, con la possibilità per i comuni di decidere in quale forma gestire liberamente i servizi, senza i vincoli di una logica che imponga o favorisca la privatizzazione.

La Sinistra l'Arcobaleno propone un taglio drastico dei consigli di amministrazione e che venga fissato un limite, non aggirabile, massimo dei compensi.

4. RISOLVERE IL CONFLITTO DI INTERESSIvai a indice

Il fatto che in Italia non esita una normativa efficace sul conflitto di interessi è un grave vulnus del sistema democratico.

La Sinistra l'Arcobaleno propone l'approvazione di una legge che risolva una volta per tute questo problema e impedisca di cumulare cariche pubbliche, proprietà e funzioni in imprese e nel sistema delle comunicazioni, che determinano un conflitto di interesse tra i due ruoli.

Vanno applicati i concetti di incandidabilità per i titolari di concessioni pubbliche, in particolare nel settore dell'etere; di incompatibilità per i soggetti che si trovano in determinate condizioni; l'obbligo di cedere i beni o la società a un trust cieco per le persone con determinati patrimoni o imprese

5. UNA GIUSTIZIA EQUA E LA LOTTA AI POTERI CRIMINALIvai a indice

L'ordinamento della giustizia deve fondarsi sull'eguaglianza davanti alla legge. Le "leggi vergogna", volute dal governo di centrodestra, e che le resistenze moderate hanno impedito di abrogare nei due anni di governo di centrosinistra, vanno quindi abolite, a cominciare da quella sul falso in bilancio. Garantismo vuol dire basta con la giustizia diseguale: forte con i deboli e debole con i forti.

L'autonomia e l'indipendenza della magistratura costituiscono un fondamentale diritto dei cittadini, e devono essere organizzate a tal fine, e non come privilegio di una corporazione.

Del diritto alla giustizia è aspetto fondamentale il diritto alla difesa, a cominciare da una normativa più adeguata sulla difesa d'ufficio e sul patrocinio dei non abbienti. Decisivo per le garanzie dei diritto di difesa è il ruolo dell'avvocatura, e una riforma della professione forense che la ponga nelle condizioni di svolgere al meglio tale funzione.

La percezione di insicurezza diffusa non trova spiegazioni nella dimensione qualitativa e quantitativa del crimine. Essa va comunque tenuta in considerazione in quanto è insoddisfatta la domanda di giustizia e di tutela dei diritti. La magistratura deve assicurare efficienza attraverso processi dalla durata ragionevole. Un nuovo codice penale di ispirazione garantista – come quello delineato dalla Commissione Pisapia -, la riduzione del numero complessivo di reati, la depenalizzazione delle pratiche di consumo delle droghe e della condizione di immigrato, l'abolizione dell'ergastolo e dei circuiti di massima sicurezza, oltre ad avere ricadute positive sul sovraffollamento penitenziario avrebbero una immediata ripercussione positiva sul lavoro dei magistrati che così potrebbero concentrarsi solo su questioni di grave portata criminale, riducendo i tempi infiniti della giustizia. Più in generale, vanno razionalizzate le risorse destinate alla giustizia al fine di ridurre i tempi per addivenire ad una decisione finale senza che vengano sacrificate le garanzie e i diritti dei cittadini in sede penale, amministrativa e del lavoro.

Va rivisitato inoltre il sistema sanzionatorio, che dopo l'approvazione della legge ex Cirielli sulla recidiva, è definitivamente improntato a giudicare la storia socio-penale degli imputati piuttosto che i singoli e concreti fatti da loro compiuti. È necessario ritornare al diritto penale del fatto ponendolo in contrapposizione al nuovo e pericoloso diritto penale del reo e alla deplorevole prassi dei c.d. pacchetti sicurezza, che altro non sono che misure emergenziali populiste e inefficaci.

È necessario, al contrario, investire nelle misure alternative, come dimostrato dalle statistiche, vero antidoto alla recidiva. Per queste ragioni va tenuta ferma la riforma c.d. Gozzini, con l'espansione dell'intervento degli enti locali in tema di tutela e promozione dei diritti delle persone private della libertà personale, in primis in tema di tutela e promozione della salute e del rapporto tra detenute madri e prole.

La giustizia penale non può superare un limite invalicabile, quello costituito dai diritti fondamentali della persona. Per questo va prevista, oltre all'abolizione dell'ergastolo e alla chiusura degli ospedali psichiatrici giudiziari, l'introduzione di garante delle persone private o limitate nella libertà.

A oltre vent'anni dalla ratifica della Convenzione Onu contro la tortura, va conseguito l'obiettivo dell'introduzione del crimine di tortura nel nostro codice penale. L'Italia versa oggi in un pericoloso e umiliante vuoto normativo che va urgentemente colmato. La tortura è un crimine contro l'umanità e la legislazione penale vigente è assolutamente insufficiente.

L'impegno e il contrasto alle mafie debbono rappresentano una priorità del programma della sinistra arcobaleno per avviare una stagione di forte discontinuità soprattutto nelle regioni del sud. Punti principali di questo rinnovato impegno sono:

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Programma completo in formato .pdf

La Sinistra l'Arcobaleno
Roma, 6 marzo 2008
da “www.sinistrarcobaleno.it