Elezioni Politiche 2008

Ripartiamo da noi. Ripartiamo dai circoli. Ripartiamo dal prc. Non a parole ma nella pratica politica.

sommario

In questi giorni tutti quanti abbiamo vissuto il dramma di un risultato elettorale che, volenti o no, boccia senza riserve la proposta politica della Sinistra Arcobaleno (S.A.). Purtroppo, e nostro malgrado, perché tutti quanti abbiamo creduto alla proposta ed alla prospettiva della S.A., dobbiamo prendere atto che non è stata capita, compresa, percepita e dunque votata. Ma non è stata capita, compresa, percepita e votata perché sbagliata.

Il voto utile, l’astensionismo e il “maldipancismo” sono stati gli effetti devastanti e non la causa principale dello smottamento.

Sulla gravità della non presenza della Sinistra in Parlamento non mi dilungo perché di questo vi è consapevolezza in tutti quanti.

Detto questo si tratta di stabilire un orizzonte del dibattito che non può essere quello delle responsabilità individuali e/o collettive. Oggi è necessaria una presa d’atto collettiva, dai gruppi dirigenti nazionali a quelli dei circoli PRC. che la proposta è stata bocciata e da questa presa d’atto si deve ripartire.

Tutti, ed in maniera unitaria, devono operare per rianimare il corpo stordito del PRC. e dare una prospettiva sul breve e medio termine a quei militanti che vogliono proseguire il lavoro nel territorio poco valorizzato dal Partito.

Voglio proprio partire dal territorio per affermare che (condividendo l’impostazione di Marco Revelli) che i gruppi dirigenti locali, regionali e nazionali hanno inteso il territorio come luogo di conquista di posizioni “congressuali” da piccole e impenetrabili “caste” che hanno vissuto il contribuito dal basso di migliaia di compagne/i come disagi e interferenze.

Più che guardare i contribuiti si guardava alla mozione politica dal quale arrivava la compagna/o che il contributo proponeva.

Dico questo perché il PRC. nel territorio c’è: con i suoi Circoli, con le compagne ed i compagni impegnati nel Sindacato, nelle Istituzioni Locali, nelle Associazioni e nei Movimenti.

Dunque la prima autocritica che dobbiamo fare a noi stessi è su questo stato di relazioni politiche, dove per esempio, la rivendicazione delle candidature dei territori sono state vissute come un’interferenza all’architettura politicista delle liste della S.A.

La controprova sta nel fatto che nelle elezioni comunali e provinciali i pesi si ristabiliscono anche se non recuperano in toto almeno l’elettorato PRC. Perciò non bisogna tornare nei territori, nei territori ci siamo; bisogna ascoltare e valorizzare quello che nei territori c’è ed è tanto.

Dunque il percorso della SA, sin dal suo nascere, appare solo oggi, come un riflesso condizionato allo scioglimento dei DS e alla nascita del PD e indissolubilmente legato alle vicissitudini di quest’ultimo.

Nulla toglie alla positività della proposta della SA e alla sua prospettiva politica più generale, ma oggi i problemi sono altri e molto urgenti. La priorità è la tenuta politico-organizzativa del PRC.

Solo con Rifondazione strutturata e organizzata è possibile costruire/ricostruire i margini per una sinistra forte e che ritorni nel Parlamento.

Oggi le compagne/i di Rifondazione devono essere messi nelle condizioni di sviluppare un’iniziativa politica tale da dimostrare che pur non essendo presenti nelle istituzioni nazionali siamo vivi nel Paese.

Questa è la sfida immediata che dobbiamo saper lanciare al veltrusconismo. Non a caso la prima uscita di Confindustria attacca la struttura del contratto nazionale per destrutturate il Sindacato.

La neo presidente dei padroni italiani Emma Marcegaglia plaudendo all’assenza del Sinistra in Parlamento prefigura un paese senza contratti nazionali cioè senza il Sindacato.

Prima e terribile effetto della nostra esclusione. Per questi e tanti altri motivi dobbiamo reagire. Già le scadenze del 25 aprile e del Primo Maggio, ma anche la prospettiva delle elezioni provinciali ci devono stimolare alla ripresa dell’azione politica di Rifondazione, nella sua piena autonomia politico/organizzativa e sulla base del suo riconsolidamento.

Dovremo tenere aperte le interlocuzioni con tutti coloro che credono nella prospettiva di una sinistra unita e plurale, ma che essa non può fare a meno del PRC e non può prescindere dalla sua storia e dalla suo elettorato.

Abbiamo il dovere di dare una speranza a tutti i militanti della Sinistra e del PRC per riaffermare nelle prossime scadenze politiche ed elettorali una presenza forte ed inequivocabile di Rifondazione cioè della sinistra italiana.

Marco Fraceti (Segreteria Provinciale del PRC di Monza e Brianza)
Monza, 24 aprile 2008