
Sinistra Alternativa Monza
Da diversi anni il diritto alla casa è un tema molto presente in città, con diverse valutazioni politiche e sociali.
Monza e provincia sono tra le più colpite dagli sfratti negli ultimi anni. Negli ultimi anni i militanti di Rifondazione Comunista hanno quotidianamente collaborato con l'Unione Inquilini, per difendere le famiglie sotto sfratto esecutivo con picchetti antisfratto, e nella dialettica con i sindacati e l'amministrazione comunale, anche per l'applicazione della legge regionale 27/2009.
Siamo riusciti spesso a far rinviare sfratti, altre volte ad indire manifestazioni per il diritto alla casa in città, altre ancora a supportare famiglie con morosità incolpevole: ma questo non basta!
Occorre avere una visione programmatica più ampia per poter dare un tetto anche a quelle famiglie che spesso vengono assurdamente e freddamente smembrate dalle “regole” dei servizi sociali a Monza: figli privati degli affetti dei padri, madri senza coniugi.
Il programma di SINISTRA ALTERNATIVA MONZA propone:
Questo programma non è certo la panacea ai mali causati dalle passate amministrazioni comunali nel contesto del diritto alla casa, ma l'inizio di un progetto a lungo termine incentrato su una diversa visione politica e sociale di chi negli ultimi anni è sempre stato dalla parte delle famiglie sfrattate, che ha sempre sostenuto i più deboli e ha sempre lottato per il diritto alla casa.
Il Comune deve intervenire presso gli enti competenti (Regione Lombardia, Rfi) e compiere gli atti di propria competenza, affinché si realizzi un progetto per aumentare notevolmente l'accessibilità ferroviaria della città di Monza.
Attualmente la città, con 120mila abitanti, deve contare solo sulla stazione principale più Sobborghi, ad est del centro storico, dove però fermano solo le corse per Lecco via Besana (linea S7).
Proponiamo la costruzione di tre nuove fermate a servizio dei quartieri esterni più popolosi in modo da creare nuove connessioni interne alla città e decongestionare le arterie principali, oggi intasate da decine di migliaia di auto: Monza Sud/San Rocco, Monza Est e Monza Ovest. Le ultime due sono previste anche dal Programma regionale della Mobilità e dei Trasporti,
Deve essere assolutamente invertita la tendenza che ha visto negli ultimi cinque anni una riduzione del servizio di trasporto pubblico offerto dagli autobus a Monza. Le frequenze sono state ridotte, alcuni collegamenti sono completamente spariti, dopo le 20.30 il servizio urbano viene interrotto (cosa indegna per una città di 120 mila abitanti), la domenica sono attive solo due linee, dal percorso tortuoso e incomprensibile.
La rete dovrà essere progettata prevedendo almeno tre linee principali con frequenza feriale di 10 minuti a servizio dei principali poli attrattivi (Stazione, Ospedale San Gerardo, Polo istituzionale) e dei quartieri più popolosi, e ulteriori servizi per coprire capillarmente la città e i comuni dell’area urbana. Saranno migliorati i collegamenti con la zona industriale. Le linee principali dovranno essere attive fino alle ore 23, anche nei giorni festivi. Complessivamente serve un impegno di almeno 9 milioni di euro all’anno (in parte coperti da risorse regionali).
La rete dovrà essere integrata, anche dal punto di vista tariffario, sia con i servizi interurbani che con quelli ferroviari.
Dovranno essere creati corsie e percorsi interamente riservati al trasporto pubblico, al fine di migliorare sensibilmente la velocità di esercizio delle linee. Le fermate saranno dotate di pensiline, dove possibile, per rendere più confortevole l’attesa.
Il Comune dovrà impegnare l’affidatario del servizio a un consistente rinnovo del parco autobus utilizzato per il servizio. Attualmente circolano numerosi mezzi con motorizzazione di livello Euro III, che inoltre, trattandosi in molti casi di veicoli scartati dal servizio urbano di Milano, si trovano in pessime condizioni esterne e interne di carrozzeria.
Dovrà essere incentivato l’uso di autobus con motorizzazione ibrida (diesel-elettrica) e sperimentato l’utilizzo di alcuni esemplari di autobus a trazione elettrica al 100%.
Per Sinistra Alternativa l’urbanistica è uno strumento di pianificazione nelle mani dell’amministrazione pubblica che deve rimanere al servizio dell’interesse comune.
La destinazione d’uso di ogni area presente nel nostro territorio comunale dev’essere stabilita in base alla sua funzione social: il territorio è un bene comune e un fattore determinante fondamentale per la qualità della vita.
In primo luogo occorre definire una questione di metodo nell’affrontare questo tema: l’interesse economico di pochi privati cittadini, specie in presenza di interessi speculativi, non può più interferire con la politica urbanistica dell’amministrazione. Al contrario, come su tutte le più importanti questioni di governo locale, è fondamentale che i cittadini concorrano alla definizione del proprio interesse attraverso percorsi di partecipazione reali e influenti.
Monza è inserita in un contesto tra i più urbanizzati del nostro paese. Oltre il 56% della città è già edificato, dato che escludendo il parco arriva a oltre l'80%! Un’eventuale ulteriore espansione non risulterebbe sostenibile sotto molteplici profili: idrogeologico, paesaggistico, viabilistico, sociale ed economico, con un importante impatto sulla qualità della vita dei cittadini. Riteniamo oltretutto che tale espansione non sia solo insostenibile ma anche non necessaria. I Piani Regolatori e i successivi Documenti di Piano di questa città hanno da sempre sovrastimato la crescita demografica. Il Documento di Piano del PGT attualmente in vigore (PGT Faglia) prevede, in linea con i piani precedenti, una Monza in espansione demografica, mentre da oltre trent’anni la popolazione è sostanzialmente stabile.
Il grande numero di unità abitative sfitte, sia in ambito pubblico sia in ambito privato (oltre 4000 in totale) testimonia che ci si trova davanti a una problematica di eccedenza e non di scarsità. Risulta dunque evidente che l’espansione urbanistica in ambito residenziale non è in alcun modo giustificata e risponde unicamente all’interesse speculativo dei privati. Il diritto all’abitare dev’essere garantito agendo, più che sull’urbanistica, sul sostegno al reddito delle fasce più deboli della popolazione e sulla manutenzione e potenziamento del patrimonio immobiliare comunale.
La giunta Scanagatti ha approvato una Variante di Piano che ha ridotto del 90% la cubatura edificabile rispetto al PGT Faglia. La strada percorsa è giusta ma insufficiente. Quel 10% di cubatura edificabile sacrificata al cemento e i 300000 metri cubi spuntati sul territorio comunale nei cinque anni di governo della uscente amministrazione, testimoniano una persistente influenza degli interessi privati nella gestione del territorio.
Sinistra Alternativa è per il CONSUMO DI SUOLO ZERO. Lo strumento più solido per garantire nel tempo questa prospettiva è restituire alla destinazione agricola i terreni attualmente edificabili. Si deve inoltre completare l’inserimento dei terreni agricoli posti a margine della città nel contesto dei parchi intercomunali. Siamo contrari a qualunque edificazione sul terreno della Cascinazza e a eventuali compensazioni che si limitino a spostare su altre aree le cubature edificabili per compiacere all’interesse dei proprietari.
L’interesse privato non pregiudica quello pubblico solo attraverso la grande speculazione. In questi anni abbiamo individuato in città alcuni piccoli episodi di abusivismo che non possono essere tollerati, soprattutto se sono ostacolo a progetti viabilistici e urbanistici di pubblica utilità. Un caso clamoroso è la mancata costruzione della passerella ciclopedonale tra via Oslavia e via Valcava.
Sinistra Alternativa sostiene il contrasto all’abusivismo privato.
Parallelamente allo stallo demografico, Monza, come la gran parte del territorio brianzolo, ha vissuto e continua a vivere processi di deindustrializzazione, che hanno prodotto una vastità di aree dismesse e inutilizzate. Tali aree sono una risorsa da spendere per l’adeguamento dei servizi di pubblica utilità alle esigenze della popolazione. Possono inoltre essere reinvestite nello sviluppo produttivo ed economico del nostro territorio, senza prevedere ulteriore consumo di suolo. La riconversione residenziale, anche in aree già urbanizzate, non risponde alle esigenze attuali. Sinistra Alternativa intende costruire progetti di sostegno al reinserimento di piccole unità produttive, piccole imprese e attività artigianali nel contesto delle aree industriali dismesse. Abbiamo anche individuato per alcune aree progetti di riconversione a servizi.
Le aree dismesse intorno al polo scolastico Frisi-Mosè Bianchi-Hensemberger potrebbero ospitare le strutture scolastiche che mancano nelle sedi principali dei tre istituti.
L’Ospedale Vecchio deve essere riqualificato nel rispetto della sua architettura storica e mantenere una sua funzione nell’ambito universitario, sanitario e sociale.
Quando aree industriali vengono acquisite dall’Amministrazione pubblica, il loro risanamento dev’essere a carico dei privati proprietari.
Ma oltre al consumo di suolo zero la nuova amministrazione comunale di Monza dovrebbe impegnarsi a recuperare il suolo verde riadattando a parchi e aree agricolo aree dismesse e abbandonate.
Da molti anni Monza è in sofferenza per quanto concerne il traffico automobilistico, sia da quello cittadino che da quello di “attraversamento”.
Questo ha causato un elevato fattore di rischio ambientale e di salute per i residenti e i cittadini che quotidianamente sono in città.
Purtroppo tutte le passate amministrazioni comunali, indipendentemente dalla loro collocazione politica, non sono state in grado di affrontare con un piano organico e di lunga durata l'emergenza smog. Anche negli ultimi mesi Monza è stata detentrice del triste primato di città più inquinata della Lombardia. Bisogna anche rimarcare il fatto che le due centraline per il rilevamento del Pm10 sono posizionate in zone non sufficentemente indicative: una in zona Parco e l'altra in via Macchiavelli, vie non “aggredite”dal quotidiano traffico automobilistico cittadino.
Per un'effettiva indagine sull'inquinamento cittadino occorrerebbe posizionare le centraline di rilevamento nelle zone maggiormente trafficate della città: ad esempio in via Borgazzi, angolo via Campania; in via Marconi, attigua all'autostrada A4; in via Stucchi, angolo via Sicilia; e in viale Libertà, angolo via Corregio.
Sicuramente non basta rilevare l'effettivo inquinamento ma occorre programmare degli interventi per mitigarlo e abbatterlo.
Il programma di SINISTRA ALTERNATIVA MONZA prevede:
Questa parte di programma ecosostenibile darebbe grossi benefici dal punto di vista della salute per i cittadini, facendo anche scoprire diversi luoghi della città spesso non pienamente valorizzati.
Monza, ricordiamolo, è la terza città della Lombardia, e deve essere la “capofila” di un progetto e di un programma di lunga durata che coinvolga le altre città lombarde nella creazione di una “conferenza di servizi” per l'abbattimento dell'inquinamento in città e in Regione: è ora di uscire dalla continua emergenza smog!
Il nostro programma prevede inoltre di:
SINISTRA ALTERNATIVA MONZA ritiene che il comune debba svolgere un ruolo importante nel sostegno, nella difesa e nella tutela del lavoro nell'interesse dei cittadini. Gli interventi proposti nel nostro programma sono di diverso tipo e comprendono i diversi aspetti e le particolarità del tessuto industriale e lavorativo monzese.
Bloccare con vincolo decennale il cambio di destinazione d'uso per le superfici destinate al settore produttivo/terziario laddove siano attuate misure di dismissione/delocalizzazione non giustificate da situazioni effettive di crisi aziendale; introducendo incentivi fiscali per le aziende che decidono di trasferirsi sul territorio e/o che, anche già presenti a Monza, attuano politiche aziendali di promozione del lavoro stabile e sicuro.
Organizzare corsi gratuiti di formazione e aggiornamento che consentano ai lavoratori di adeguare le loro competenze professionali alle esigenze del mondo del lavoro.
Istituire un ufficio comunale di contatto tra offerta di lavoro (a tempo determinato e o indeterminato) e richiesta di lavoro.
Ovviamente
il tutto deve essere stabilito da un regolamento comunale che preveda
fasce d'intervento diverse in base alla diversa situazione rilevata
dal modello ISEE.
Tutti questi provvedimenti si devono applicare anche alle cittadine ed ai cittadini extra comunitari in possesso di regolare permesso di soggiorno o di altra documentazione afferente un loro diritto ad abitare il nostro territorio.
L’offerta scolastica pubblica ha subito in tutto il Paese, negli ultimi vent’anni, un vero e proprio attacco, tra riforme demenziali, dimezzamento dei fondi stanziati, messa in discussione della dignità di docenti e personale ATA. E tutto ciò a prescindere dal fatto che al potere ci fosse il centrodestra o il centrosinistra. Si sente dire con frequenza che in questo quadro disastroso i Comuni possono fare poco, poiché non hanno delle vere competenze sull’offerta o sull’edilizia scolastica: questo è solo in parte vero. Basterebbe la volontà politica delle amministrazioni e anche i Comuni potrebbero compiere interventi minimi che risulterebbero però decisivi, data la disastrosa situazione delle scuole italiane.
Venendo allo specifico della nostra città, a Monza l’offerta degli asili è totalmente inadeguata e si spendono migliaia di euro all’anno per sopperire alle mancanze del pubblico finanziando le scuole private. Noi riteniamo che questi soldi vadano invece investiti per valorizzare ed implementare l’offerta di asili comunali.
È inoltre necessario un piano straordinario di manutenzione e di messa in sicurezza degli edifici scolastici di proprietà comunale, poiché crolli e altre pericolose disfunzionalità sono molto più frequenti di quanto non si vorrebbe. In primo luogo l’Istituto d’Arte, di cui il Comune ha la gestione, giace in stato di abbandono e degrado. Mentre il resto della Villa Reale è stato risistemato, l’ala Paolo Borsa dell’Istituto no: si è messa mano solo a quelle strutture che potevano dare ricavi e profitti immediati, mentre la scuola, che notoriamente non genera utili, è stata abbandonata a se stessa.
Un altro problema riguarda le scuole del polo Frisi-Mosè Bianchi-Hesemberger: esse sono costrette, a causa di una cronica mancanza di aule disponibili, ad affittare sedi distaccate in spazi privati: tale affitto costa ai contribuenti quasi 300000 mila euro all’anno. Il Comune potrebbe attivarsi affinché le aree dismesse che circondano il polo vengano riqualificate e ospitino strutture scolastiche.
Il tema dell’antifascismo non è secondario in una lista che concorre alle elezioni di Monza e non è un tema passato di moda nella nostra città. Purtroppo in questi ultimi anni abbiamo assistito ad un ritorno forte ed “alla luce del sole” di organizzazioni che si dichiarano senza vergogna di estrema destra e fasciste. Da “Bran.co” (un gruppo che fa riferimento all’organizzazione neofascista “Lealtà Azione”), quasi sempre presenti in centro nel fine settimana con il pretesto di raccogliere aiuti per le famiglie – ma solo quelle italiane – in difficoltà, ai raduni di neofascisti, razzisti e xenofobi come quello del 18 febbraio in Villa Reale a cui ha partecipato il candidato sindaco del centrodestra Allevi, accompagnato dalla distruzione del banner dell'ANPI dedicato al partigiano monzese Gianni Citterio. Inoltre negli ultimi tempi è stata rilevata una crescente attività anche di Casa Pound, culminata con la violenta incursione in consiglio comunale del 10 aprile. Ecco quindi la dura realtà: i nuovi fascisti esistono e manifestano indisturbati nelle piazze della nostra città senza rinunciare alle idee di violenza e intolleranza che hanno mostrato in passato.
L’Amministrazione Comunale tutta e la maggioranza che la supporta, con indicibile negligenza e nonostante i ripetuti solleciti dell’ANPI, fa finta di non vedere cosa succede a Monza (dove fin dal 2011 ci fu un partecipato presidio promosso da ANPI, ANED e altre associazioni contro l'apertura di una vera e propria sede in via Dante della prima citata “Lealtà Azione”) e continua a disattendere i precisi impegni della Mozione Antifascista approvata il 6 ottobre 2014. Forse perché questa mozione impegna la Giunta e il Sindaco a:
Non è più tollerabile un tale comportamento da parte di un’Amministrazione Comunale e di una maggioranza nelle quali molti membri – Sindaco in primis – sono iscritti ANPI. Questa giunta continua così a vanificare i generosi sforzi di tutti quegli antifascisti che sul piano culturale, politico e militante lottano quotidianamente per arginare e combattere l’ascesa delle nuove destre neofasciste e neonaziste.
Noi di SINISTRA ALTERNATIVA MONZA sappiamo che il fascismo non è solo un periodo storico che si studia sui libri di scuola, ma un’ideologia che ritorna, che si ripropone nelle strade e nelle piazze della nostra città. Un’ideologia di violenza, di razzismo e intolleranza che da sempre è ostile a qualsiasi tentativo di miglioramento delle condizioni materiali dei lavoratori.
L’impegno della nostra lista sarà sicuramente quello di continuare la lotta al neofascismo nel nostro territorio e quello di far rispettare in Consiglio Comunale la Mozione approvata nel 2014 e attuare così le leggi Mancino e Scelba, per far rispettare la Costituzione nata dalla Resistenza.
La questione della colonizzazione della Brianza da parte delle organizzazioni criminali e mafiose come la ndrangheta è cosa ormai nota e acclarata. Ma come sempre, da nord e sud del Paese finito la retata dei boss e si spengono le luci delle telecamere e si chiudono i taccuini tutto torna come prima. Infatti in Brianza continuano fatti di sangue come l’assassinio di un architetto a Mariano Comense, continui arresti come a Lissone, Desio e Seregno. Vengono trovati ancora arsenali con armi da guerra. La città capoluogo della provincia MB Monza non è stata e non è immune dalla colonizzazione mafiosa. Ma a Monza le forme di questa colonizzazione è sempre stata molto sottotraccia; mafia camorra e ndrangheta si sono divise la città e questa rete malavitosa prospera dalle sale da gioco, alle scommesse, ai vendo compro oro, all’usura, al traffico di stupefacenti.
Con la complicità delle cosiddette autorità competenti nella città di Monza una rete di associazioni umanitarie e di soggetti senza scrupoli gestiscono la sopravvivenza di centinaia di profughi stipati in case tenute sfitte o invendute. Il caso di via Asiago lo prendiamo come esempio per tutti. Ma in giro per la città ci sono tante piccole via Asiago. Questa rete fa capo a soggetti criminali e a personaggi della politica del centro destra monzese molto noti. Anche per quanto riguarda l’amministrazione della cosa pubblica sulle cose spicciole si sono fatti dei passi avanti ma sulle grandi questioni siamo sempre ai condizionamenti e alle deviazioni dai sani principi di legalità, trasparenza ed opportunità. Così sulla vicenda più eclatante del contenzioso Sangalli (condannato nel processo “briantenopea”) il Comune ha pensato bene di mettersi d’accordo col condannato senza attendere la decisione del Tribunale in merito al risarcimento per i danni che la Sangalli aveva causato ai cittadini monzesi così invece di incamerare 12 milioni di euro il comune si è accordato per la metà; circa 6 milioni di euro. Questa vicenda per come è stata gestita prima, durante e dopo non può finire nell’oblio. Su questa vicenda ci sono tutti gli estremi per danno erariale a causa di mancato introito, per altro previsto dal Tribunale.
Pertanto le nostre proposte sono: