Tra le liste e i candidati sindaci delle elezioni amministrative di Monza spunta la lista POPOLO DELLA FAMIGLIA con un propria candidato sindaco in persona di Manuela Ponti, di professione psicologa e perito per il tribunale. Dio, Patria e famiglia i suoi proclami. La lista pare collegata al gruppo nazionale di Mario Adinolfi. Il simbolo è quello, e sui social network così si presenta. Popolo della famiglia è un esperimento politico che l’ex PD Mario Adinolfi ha lanciato da tempo e che si è già presentato con scarsi risultati alle elezioni amministrative di oltre 300 comuni.
In molti casi le liste, dichiarate civiche, né di destra né di sinistra, oltre o fuori dal mondo dei partiti, in realtà hanno candidati imbarazzanti. Forza nuova, Casa Pound, Fiamma nazionale, e collegamenti con formazioni cattoliche oltranziste vicine ai lefebriani. I responsabili nazionali del movimento, Adinolfi (Mario!) e Gandolfini e Amato hanno provato nel 2016 ad indignarsi dalle pagine di un articolo apparso esattamente il 27 gennaio in cui si dichiarava “noi Forza Nuova al family day non la vogliamo”. Insomma provano a dissociarsi da questi legami organici con l’estrema destra, forse anche perché non pagano in termini di voti.
In realtà anche a Napoli accadde lo stesso fenomeno che oggi vediamo a Monza. A marzo 2017 Luigi Mercogliano, il massimo esponente in Campania del partito di Adinolfi (Mario!) viene individuato come appartenente a un gruppo di nostalgici della Repubblica di Salò.
A Monza la candidata sindaco per il partito di Adinolfi non fa niente per nascondere il suo credo politico. Il 25 maggio 2017 l’agenzia ASI pubblica un articolo dal titolo Interessante esperimento a Monza tra RSI Fiamma Nazionale e Forza Nuova. La fotografia di Manuela Ponti è in bella mostra. Mirco Radicula intervistato dichiara che a Todi c’è in atto lo stesso esperimento politico. Ovvero i candidati di estrema destra con il partito di Adinolfi?
Facciamo un passo indietro e andiamo a caccia di un interessante omonimia. Un altro Adinolfi, Gabriele Adinolfi, testa pensante dell’estrema destra, diciamo così “extraparlamentare” fa tappa a Monza l’anno scorso per un convegno sull’Europa. Organizzatori del convegno gli stessi personaggi che oggi vediamo candidati per il POPOLO DELLA FAMIGLIA.
Questo significa che l’estrema destra monzese non è priva di legami internazionali dei più sconcertanti.
Ricordiamo innanzitutto chi è Gabriele Adinolfi (che con Mario è solo omonimo nel cognome, per carità!) con una piccola biografia: Gabriele Adinolfi con Peppe Dimitri e Roberto Fiore fonda nel 1976 il movimento Lotta studentesca, presso la Libreria Romana di Walter Spedicato.
Dal 1977 il gruppo di Adinolfi prese il nome più noto di TERZA POSIZIONE. Il 28 agosto del 1980 la magistratura emise nei riguardi di Adinolfi, Fiore ed altri ventisei esponenti della destra radicale un mandato di cattura per reati associativi nell'ambito delle indagini per la Strage di Bologna.
Il 23 settembre del 1980, con la messa sotto inchiesta di Terza Posizione, Adinolfi, Dimitri, Fiore ed una quarantina di giovani neofascisti furono oggetto di un nuovo mandato di cattura per reati associativi. Condannato per reati associativi e ideologici sia nell'ambito di TERZA POSIZIONE che in quello dei NAR, Adinolfi come Roberto Fiore e altri riuscì a riparare all'estero.
Recentemente ha fondato un Think Tank e i suoi rapporti internazionali sono tutt’ora consistenti. A Parigi si può dire abbia animato una specie di hiperion dell’estrema destra, un pensatoio neofascista. Dal marzo 2000 Adinolfi è tornato in Italia, essendo cadute in prescrizione le pene comminategli anni prima in quanto trascorso un periodo di circa venti anni.
Su Wikipedia la sua biografia dice che dal suo rientro in Italia comincia a scrivere articoli per Rinascita, Contropotere e Giornale d'Italia. Partecipò all'Università d'Estate del 2000, in provincia di Varese, che poi dirigerà fino al 2005. Divenne quindi saggista, commentatore, analista, redattore e in qualche caso caporedattore (della rivista Orion e del sito internet Noreporter).
Rimane attivo in iniziative quali la Guardia d'Onore alla cripta di Mussolini. Dal 2003 Adinolfi partecipa a dibattiti sulla geopolitica, possibilità di rinascita europea, scenari futuri. Nel 2004 fonda il Centro Studi Polaris che produce DVD, quaderni su argomenti specifici (geopolitica della droga e del petrolio; immigrazione), corsi quadri, corsi di comunicazione e studi vari. Dal 2010 è caporedattore della neonata rivista trimestrale dello stesso Centro Studi Polaris.
Lui stesso in un articolo sul sito di estrema destra Fascinazione (del 18/03/2016) descrive che cos’è il suo Think Tank:
Cos’ è? Più propriamente un Think Tank (ovvero un Tank del pensiero) che un Centro Studi, EurHope si concepisce comunque come qualcosa di diverso.
INNANZITUTTO è un crocevia europeo per le forze nazionalrivoluzionarie, nazionaliste, etnoregionaliste, populiste che si propone di realizzare al contempo un laboratorio, uno spirito di corpo, una scuola quadri e un centro strategico nella visione dell’Imperium.
Tutto questo non si farà con le semplici analisi, le conferenze, gli incontri e le riviste, ma con una comune formazione ideale e tecnica e con delle esperienze europee condivise con quello che mi piace definire spirito lanzichenecco.
PARALLELAMENTE questo centro strategico s’impegnerà per la creazione di reti e per la realizzazione di sinergie concrete che consentano alle forze vive di farsi rispettare nell’era della post-democrazia.
Alcuni degli obiettivi di questa spinta sociale e di lobby popolare sono le ambizioni di avere un ruolo di pungolo ne:
Su tutti e tre questi obiettivi abbiamo già iniziato ad agire. Al primo stiamo dedicando la struttura Lambda, al terzo l’azione nei cosiddetti stake holders. In quanto al secondo punto, pensiamo agli agricoltori (e perché non ai pescatori e agli allevatori?) che sono in subbuglio ovunque, sistematicamente silenziati ma che non sono coordinati neppure nelle varie regioni della stessa nazione. Realizzare un coordinamento tra questi ceti in Francia, Grecia, Spagna, Italia non sarebbe pochissimo ed è uno degli obiettivi che non disdegniamo.
E’ chiaro che il soggetto ha imparato molto bene la lezione dell’egemonia culturale di destra e l’infilarsi nei gangli del conflitto sociale e delle lobby per esercitare il potere.
Ma torniamo a Monza. La lista POPOLO E FAMIGLIA che riprende nel simbolo e nei colori il Popolo della libertà berlusconiano, ma sembra collegata all’esperimento politico di ADINOLFI (Mario!) sa fare entrismo e sa fare alleanze. Qualche candidato di estrema destra lo troviamo anche nelle liste meno riconoscibili a destra che appoggiano il sindaco Allevi, e non è un caso che presso la sede monzese di Lealtà e azione si è svolto un incontro elettorale proprio con Allevi. Strategie in vista del ballottaggio?
A Monza la scalata al potere di queste forze, che benché divise in molti gruppi e movimenti sono unite nella strategia elettorale e nell’assalto alle istituzioni, era stata preceduta dal convegno di politica europea e internazionale di cui si diceva, tenuto a febbraio 2016 alla Villa Reale.
Su chi fossero gli illustri ospiti ne scrisse Repubblica in un articolo a firma P. Berizzi:
“Il sindaco di Verona (ex leghista, ora in continuo avvicinamento a Renzi) Flavio Tosi, i neonazisti di Lealtà azione, fuoriusciti da Forza Nuova e un ex lotta armata di Terza Posizione. Tutti insieme appassionatamente nella prestigiosa cornice di Villa Reale a Monza. Se il titolo del convegno - "Quale Euro-pa? Politica, economia, finanza, trattati" - suona leggermente criptico, molto più chiari sono i nomi dei relatori. E anche di chi organizza. E gli altri relatori? Eccoli. Il consigliere comunale milanese Massimiliano Bastoni, ex Fronte della Gioventù, fedelissimo di Mario Borghezio; la responsabile regionale di Fratelli d'Italia, Paola Frassinetti; e l'ex senatore di Alleanza Nazionale e del Pdl Alfredo Mantica. Le cronache politiche - come ricorda l'Osservatorio sulle nuove destre - di Mantica si occuparono nel 2001: l'allora senatore presentò in Commissione stragi una fanta-ricostruzione della strage di piazza della Loggia a Brescia (28 maggio 1974), ricostruzione nella quale sostenne l'ipotesi che l'autore della strage fosse una delle vittime, un operaio di 55 anni, "colpevole" di essere stato il più vicino al cestino in cui fu piazzato l'ordigno”.
L’ex elemento di Terza posizione cui fa riferimento l’articolo è proprio ADINOLFI (Gabriele!)
Una parola, noi che stiamo sul territorio, potremmo dirla anche riguardo al moderatore del dibattito, il giornalista Marco Pirola che gestisce la testata on line Nuova Brianza. Alla presentazione politica di quest’ultimo possiamo provvedere attingendo al sito dell’Ordine dei Giornalisti:
“procedimento disciplinare ex art. 48 della legge 69 del 1963 nei confronti di Marco Pirola per verificare se vi sia violazione delle norme deontologiche che presiedono alla professione di giornalista e, in particolare, dell’art. 2 della legge professionale sotto il profilo della violazione dei doveri di lealtà e buona fede e della Carta dei doveri del giornalista sotto il profilo dell’assunzione di incarichi e dell’accettazione di pagamenti in contrasto con l’esercizio autonomo della professione, nella condotta tenuta da Marco Pirola il quale avrebbe ricevuto dall’ex assessore della provincia di Monza e Brianza Massimo Ponzoni, (o da soggetti incaricati da quest’ultimo) somme di denaro formalmente giustificate da rapporti di consulenza ma in realtà finalizzate ad ottenere la pubblicazione, da parte di Marco Pirola, di articoli sempre favorevoli a Massimo Ponzoni e al suo operato”.
Va detto ad onor del vero, che Marco Pirola dalle pagine della sua testata sta cercando di non apparire troppo organico alla lista civica monzese. In un trafiletto si domanda come abbiano fatto a raccogliere così tante firme in pochissimo tempo, e che bah, poi vedremo i voti… ma si vede che hanno alleanze importanti!
Tutto si tiene. L’estrema destra a Monza ha alleanze forti e megafoni di stampa.
Nell’elenco dei candidati ispirati a DIO PATRIA E FAMIGLIA ovvero la lista POPOLO E FAMIGLIA per Monza, con candidato sindaco Manuela Ponti. La stessa è estremamente attiva e militante in Forza Nuova. Nel 2015 la troviamo in un banchetto di Forza Nuova a Limbiate per una iniziativa per la casa ai soli italiani. Tra i candidati spiccano i nomi di Barbara Giacovelli, Mirco Radicula attivi e militanti presso la sede di Fiamma Nazionale a Meda, e Paolo Pugni, tutte persone ben collegate alla intera galassia nera lombarda e nazionale, con ampi collegamenti internazionali.
Notevole la presenza del Vigevani, coordinatore di Forza Nuova per Monza e Brianza. Del resto basta leggere il sito di Fiamma Nazionale Meda per capire quali forze appoggiano la candidata e su quale base programmatica:
“Sabato scorso è stata presentata negli spazi del Binario 7 di Monza la lista cattolica e di destra che sosterrà la candidatura a sindaco di Manuela Ponti. Alla presenza del segretario nazionale di Fiamma Nazionale, Stefano Salmè, di Gianfranco Amato del Popolo della famiglia e di esponenti di Forza Nuova, abbiamo assistito alla nascita di qualche cosa di nuovo sotto il cielo della Brianza. E’ iniziata come un’avventura una nuova fase politica ed ha preso ufficialmente il via una sorta di “fronte di salvezza nazionale” in difesa dei valori storici del nostro Paese che una classe politica inetta vuole disgregare: Dio, Patria e Famiglia.”
I cittadini ed elettori monzesi stiano accorti: se scelgono Mario, credendo di votare il “movimento per la vita” in realtà eleggono gli amici e camerati di Gabriele. Adinolfi! A meno che i responsabili nazionali del POPOLO DELLA FAMIGLIA non abbiano qualcosa di diverso da dire sulla questione.